La luce naturale è indispensabile alla vita e la sua carenza determina scompensi biologici.
Come tulle le radiazioni elettromagnetiche, la parte visibile dello spettro luminoso, le radiazioni infrarosse e quelle ullraviolelte hanno effetti molto rilevanti sugli organismi viventi, agiscono sui processi biologici in modo complesso, influendo sulla crescita e lo sviluppo, intensificando i processi metabolici, attivando gli scambi gassosi e i processi ossidativi, stimolando le ghiandole endocrine e i sistemi enzimatici.
Per ragioni analoghe sono importanti il buio e il suo equilibrato alternarsi con le ore di luce.
Tutti sappiamo quanto la luce possa influenzare la qualità di un vino o di un medicamento, infatti consideriamo normale e necessario utilizzare come contenitori di sostanze organiche delle bottiglie scure.
Conosciamo l'importanza, sottolineata dalla cronobiologia, di regolari ritmi giorno-notte (cioè di luce-buio) e sappiamo che in presenza di luce l'organismo è incapace di secernere a sufficienza un ormone tanto importante per la vita e per le difese quale la melatonina.
Risulta pertanto doppiamente incomprensibile che, solo per fare un esempio significativo che valga per tutti, in molti reparti di rianimazione e di terapia intensiva di ospedali recentemente costruiti gli ammalati siano esposti a illuminazione artificiale continua giorno e notte, fino a perdere il senso del tempo e la funzionalità di alcune ghiandole essenziali all'equilibrio vitale.
Sono meno note alcune indicazioni che discendono dalla lunga esperienza di ricercatori come John N. Oli. un esperto di fotografia più noto ai cinefili che agli architetti. Inventore del procedimento a passo uno, che consente di riprendere processi impercettibili, quali lo sbocciare dei fiori, in quanto si svolgono in lassi di tempo troppo lunghi per le nostre percezioni, ha prodotto fin dal 1948 filmati sulla vita dei fiori, degli animali, dei microrganismi per scopo scientifico, documentano o per effetti speciali; sia per Walt Disney e Paramount, sia per istituti universitari o aziende.
A seguito di numerose osservazioni legate a questo lavoro e a esperimenti ripetuti tenendo conto scientificamente delle condizioni di luce, egli è giunto alla conclusione che i diversi tipi di illuminazìone, oltre a incidere su processi biologici quali la riproduzione, influenzano la dimensione, la frequenza e la velocità di crescita dei tumori (per esempio indotti negli animali da laboratorio utilizzati nelle ricerche sul cancro); di conseguenza ne ha dedotto che la luce dovrebbe essere considerata una variabile da sottoporre a controllo scientifico in ogni laboratorio di ricerca. Studiando approfonditamente l'influenza esercitata dalle differenti variazioni cromatiche della luce sui microrganismi, sulle piante e sugli animali, Ott è anche giunto alla conclusione che per vivere in buona salute è necessario esporsi regolarmente (più ore al giorno possibile) all'intero spettro della luce naturale (cioè solare), senza schermarne i raggi ultravioletti: nonostante gli allarmi legati all'assottigliamento della fascia d'ozono egli raccomanda dunque di utilizzare sempre vetri che lascino passare la frazione più ampia dell'intero spettro e lenti a contatto e occhiali senza filtri antiUVA.
Aspetti tecnici
Tornando agli aspetti tecnici, per ragioni biologiche (maggior benessere) ed ecologiche (minor consumo), l'illuminazione deve sfruttare al massimo la luce naturale e non deve causare sprechi di energia. L'illuminazione degli ambienti, prevalentemente naturale e adeguatamente integrata da quella artificiale, deve essere concepita tenendo conto di alcuni fattori fondamentali:
- Importanza del fattore biologico.
- Utilizzo corretto delle fonti e della loro disposizione per il comfort visivo e psicologico.
- Assenza dì variazioni tali nell'intensità di luce da rende re affaticante l'adattamento visivo.
- Assenza di fenomeni di abbagliamento.
- Utilizzo corretto delle fonti e della loro disposizione per il minore consumo energetico.
- Corretto rapporto tra la luce e i colori.
- Per quello che riguarda la luce artificiale, alcuni studi raccomandano di preferire le lampade a pieno spettro (mentre è assolutamente sconsigliata l'esposizione a lampade "solari" per abbronzature artificiali).

