Sorgenti a scarica, fluorescenti oppure a ioduri metallici: efficienza dai 30/35 lumen/watt fino a 80/90 lumen/watt. Hanno un costo molto più elevato delle incandescenti, ammortizzato da una loro durata molto più lunga.
Normalmente contengono vapori tossici e mercurio perciò vanno smaltite come rifiuto speciale. Preferire le nuove lampade al sodio ad alta pressione con antenna integrata, che non contengono mercurio; oppure quelle in regola con le nuove normative, a tenore di mercurio ridotto dell'80%. Negli usi per cui sono indicate queste lampade hanno i minori consumi. Quelle a ioduri metallici hanno una efficienza quasi pari alle fluorescenti ma dimensioni molto più compatte (praticamente analoghe alle alogene). Un inconveniente è rappresentato dal fatto che, oltre a richiedere un apparato di alimentazione complesso, si accendono gradualmente richiedendo quasi 5 minuti per arrivare a pieno regime. Questo tempo è quasi raddoppiato se è necessario riaccendere le luci quando sono state appena spente.
Come si vede le sorgenti a scarica emettono molta più luce a parità di energia assorbita, però le caratteristiche delle lampadine variano in rapporto al loro tipo di funzionamento e all'apparecchio che ne controlla il flusso, dunque vanno verificate per il preciso compito visivo che devono svolgere.
Quest'ultimo è meglio illustrato da una seconda classificazione delle lampadine, che mette in evidenza la qualità della loro luce:
- Sorgenti puntiformi: rappresentate dalle incandescenti, purché non schermate da vetri satinati.
- Sorgenti diffuse o estese: rappresentate dalle fluore scenti e dalle lampade a ioduri metallici.
Nel caso di luoghi dove si svolgono lavori di concentrazione (uffici, negozi, scuole, piani di lavoro o di studio), la luce deve essere orientata nella direzione voluta per illuminare il piano di lavoro: è dunque più indicata la sorgente incandescente. Illuminare in modo uniforme tutto l'ambiente è superfluo, ma una luce soffusa a basso consumo può essere utile per ridurre l'affaticamento visivo.
La luce diffusa, tipica delle lampade fluorescenti, è la più indicata per illuminare ambienti con queste carateristiche:
- luoghi in cui l'attività visiva non è legata a lavori di concentrazione.
- luoghi non solo di rapido passaggio.
In queste situazioni la sorgente fluorescente da fastidio (per la difficoltà iniziale di accensione) e non consente nessun risparmio energetico apprezzabile dato l'uso occasionale. In compenso l'alto costo della lampadina, in genere conveniente per la sua lunga durata, non è giustificato dal fatto che le continue accensioni la bruceranno più rapidamente. La luce fluorescente è invece la più indicata per ambienti in cui non si svolgono particolari attività ma che devono essere costantemente illuminati, per esempio corridoi o vani scale di uffici, scuole, ospedali, edifici industriali, oppure magazzini, depositi, parcheggi sotterranei, ìlluminazioni notturne esterne e così via.

