Mercoledì, 06 Aprile 2011 07:52

Sorgenti a scarica o fluorescenti

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    Sorgenti a scarica, fluorescenti oppure a ioduri metallici: efficienza dai 30/35 lumen/watt fino a 80/90 lumen/watt. Hanno un costo molto più elevato delle incandescenti, ammortizzato da una loro durata molto più lunga.

    Normalmente contengono vapori tossici e mercurio perciò vanno smaltite come rifiuto speciale. Preferire le nuove lampade al sodio ad alta pressione con antenna integrata, che non contengono mercurio; oppure quelle in regola con le nuove normative, a tenore di mercurio ridotto dell'80%. Negli usi per cui sono indicate queste lampade hanno i minori consumi. Quelle a ioduri metallici hanno una efficienza quasi pari alle fluorescenti ma dimensioni molto più compatte (praticamente analoghe alle alogene). Un inconveniente è rappresentato dal fatto che, oltre a richiedere un apparato di alimentazione complesso, si accendono gradualmente richiedendo quasi 5 minuti per arrivare a pieno regime. Questo tempo è quasi raddoppiato se è necessario riaccendere le luci quando sono state appena spente.

    Come si vede le sorgenti a scarica emettono molta più luce a parità di energia assorbita, però le caratteristiche delle lampadine variano in rapporto al loro tipo di funzionamento e all'apparecchio che ne controlla il flusso, dunque vanno verificate per il preciso compito visivo che devono svolgere.
    Quest'ultimo è meglio illustrato da una seconda classificazione delle lampadine, che mette in evidenza la qualità della loro luce:

    • Sorgenti puntiformi: rappresentate dalle incandescenti,
purché non schermate da vetri satinati.
    • Sorgenti diffuse o estese: rappresentate dalle fluore
scenti e dalle lampade a ioduri metallici.

    Nel caso di luoghi dove si svolgono lavori di concentrazione (uffici, negozi, scuole, piani di lavoro o di studio), la luce deve essere orientata nella direzione voluta per illuminare il piano di lavoro: è dunque più indicata la sorgente incandescente. Illuminare in modo uniforme tutto l'ambiente è superfluo, ma una luce soffusa a basso consumo può essere utile per ridurre l'affaticamento visivo.
    La luce diffusa, tipica delle lampade fluorescenti, è la più indicata per illuminare ambienti con queste carateristiche:
    • luoghi in cui l'attività visiva non è legata
 a lavori di concentrazione.
    • luoghi non solo di rapido passaggio.
    La scelta delle lampade fluorescenti, e a maggior a ioduri metallici, è sempre sbagliata per le accensioni rapide, destinate a durare pochi minuti: per esempio scale, garage individuale, corridoi di passaggio.
    In queste situazioni la sorgente fluorescente da fastidio (per la difficoltà iniziale di accensione) e non consente nessun risparmio energetico apprezzabile dato l'uso occasionale. In compenso l'alto costo della lampadina, in genere conveniente per la sua lunga durata, non è giustificato dal fatto che le continue accensioni la bruceranno più rapidamente. La luce fluorescente è invece la più indicata per ambienti in cui non si svolgono particolari attività ma che devono essere costantemente illuminati, per esempio corridoi o vani scale di uffici, scuole, ospedali, edifici industriali, oppure magazzini, depositi, parcheggi sotterranei, ìlluminazioni notturne esterne e così via.
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    Simona

    Simona

    Amo il mobile e tutto quello che riguarda il mondo della casa, ho creato questo sito per divulgare il mio piccolo sapere e magari condividerlo con chiunque voglia.