L'impiantistica convenzionale dipende ancora molto dall'energia elettrica. Ma quando si parla di "energia elettrica" va chiarito che la massima parte di questo tipo di energia è prodotta in realtà dalla combustione del petrolio, la quale determina conseguenze note sulle quali è qui inutile dilungarsi (altissimi consumi di risorse non rinnovabili, sprechi energetici, contributi alla produzione di anidride carbonica, inquinanti ed effetto serra). In Italia, per esempio, la produzione dell'energia elettrica:
- è generata solo in piccola parte da fonti rinnovabili: si tratta di circa il 20% del totale e proviene quasi interamen te da impianti idroelettrici che sfruttano cineticamente l'e nergia potenziale dell'acqua, mentre le quote prodotte da fonti rinnovabili (quali il solare, l'eolico e il geotermico) sono finora ininfluenti. Va detto che gli stessi impianti idroelettrici non sempre sono alimentati da soli apporti na turali. Ad esempio gli impianti idroelettrici di pompaggio (i sistemi che ripompano a monte, nelle ore notturne, l'acqua fluita verso il basso nelle ore diurne) richiedono quote consistenti di energia non rinnovabile.
- Il restante 80% è prodotto dalla combustione (petrolio, carbone e metano: in Italia riveste una particolare impor tanza la produzione da metano). In questo caso la produ zione comporta grande dispersione di energia perduta nel le trasformazioni: infatti solo il 35-37% del contenuto energetico del combustibile di partenza (energia iniziale) si traduce in energia elettrica, il rimanen te 60% viene disperso nei fiumi o nell'atmosfera sotto for ma di calore (acqua calda o aria a seconda degli impianti). Le centrali di nuova generazione a ciclo combinato regi strano un progresso in quanto portano questi rendimenti a livelli del 50%, però possono utilizzare solo metano e, ben ché lo riducano, non risolvono il problema degli sprechi.
In conclusione, per produrre 1 kWh di energia elettrica si devono utilizzare quasi 3 kWh in termini di combustibile bruciato nelle centrali termoelettriche. La difficoltà della produzione, con tutti i relativi costi economici e ambientali, è una delle ragioni per cui l'energia elettrica rappresenta il vettore di energia più pregiato di cui disponiamo, il cui utilizzo va riferito solo agli usi obbligati.
Ogni fonte energetica può infatti essere classificata come più o meno pregiata in base alle temperature che è in grado di mettere a disposizione: in altre parole il "pregio" di una forma di energia è definito dalla temperatura massima che essa è in grado di produrre.
Perciò la qualità delle forme di energia decresce, diminuendo di pregio, lungo la scala che segue:
- Energia meccanica
- Energia elettrica
- Energia termica ad alta temperatura
- Energia termica a media temperatura
- Energia termica a bassa temperatura

