Uso "appropriato" dell'energia significa appunto scegliere la forma di energia più adatta per ogni tipo di uso energetico finale, quella cioè che a monte del processo produce il minore spreco. Scaldare l'acqua domestica con l'energia elettrica, per esempio, dunque a temperature inferiori a 100 °C, è un uso non appropriato dell'elettricità, perché equivale a impiegare una quota tripla di energia rispetto a quella realmente necessaria. L'uso dell'elettricità (che può fornire temperature di oltre 1000°) è invece appropriato nell'industria, dove sono necessarie temperature altissime. Un'eccezione in questo senso è data dall'uso delle pompe di calore.
Va tenuto presente che i piccoli sprechi domestici diventano un fatto enorme in quanto vengono moltiplicati per milioni di persone che li compiono. Pensiamo ad esempio al fatto che, oltre ai boiler, tutte le lavatrici e lavastoviglie usano la forma di energia più pregiata (elettrica) per l'uso più banale (scaldare l'acqua a 30,70 o 90 °C). Dal punto di vista energetico bisognerebbe invece scaldare direttamente l'acqua con il gas o il gasolio, per esempio immettendo anche negli elettrodomestici acqua già riscaldata.
Accorgimenti per un uso mirato delle fonti giuste di energia per i giusti utilizzi: a. Nella verifica delle opportunità:
- Quando si è di fronte al progetto di una struttura edilizia occorre prima di tutto cercare le soluzioni che riducono il fabbisogno energetico con tecnologie "passive". Poi, prima di passare al progetto degli impianti di climatizzazione (riscaldamento/condizionamento), inquadrare i fabbisogni energetici del complesso edilizio (sia esso Carenza di incentivi una piccola casa o un grosso centro, anche commerciale).
- Verificare la disponibilità di acqua di falda prelevabile senza creare problemi ambientali oppure la presenza di un corpo idrico superficiale; in caso positivo prendere in considerazione la pompa di calore di tipo "acqua-acqua", in caso negativo spesso è meglio soprassedere (le pompe di calore "aria-acqua" hanno basse efficienze).
- Nei grandi complessi, specie ove sia inevitabile il condi zionamento estivo, è opportuno prevedere un sistema energetico integrato tipo TES, in cui produrre il condizio namento mediante frigoriferi ad assorbimento alimentati non da energia elettrica ma dal calore di scarto del motore di cogenerazione.
- Se nella zona esiste il servizio cittadino di teleriscalda mento (che fornisce acqua calda prodotta da centrali di cogenerazione e da recuperi di energia altrimenti disper sa), è opportuno allacciarsi.
- Nel concetto degli impianti:
- Quando si deve soddisfare un fabbisogno energetico bi sogna utilizzare il vettore energetico la cui temperatura è la più vicina a quella finale di utilizzo. Ad esempio: per scaldare una stanza a 20° e meglio utilizzare acqua calda a 40° piuttosto che energia elettrica; meglio ancora se que sto calore proviene da un impianto solare, da recupero di calore (cogenerazione) o da altre macchine ad alta effi cienza (ad esempio pompe di calore o da un TES).
- di conseguenza:
- non usare mai energia elettrica per produrre calore o ac qua calda a bassa temperatura (inferiore a 70-100 °C);
- sostituire i boiler elettrici con sistemi a gas o meglio an cora solari (si pensi che in Italia la maggior parte dei circa 7.000.000 di scaldabagni elettrici sono installati proprio al Centro-Sud, dove sono meno estese le reti di gas. ma dove sarebbe invece ottimale l'impiego dei pannelli solari);
- quando possibile predisporre la doppia alimentazione con acqua calda e fredda per lavatrice e lavastoviglie: in questo modo la quota normalmente consumata in energia elettrica per riscaldare l'acqua (oltre al 50% nel caso dei lavaggi) viene sostituita da energia termica (acqua già cal da scaldata col sole oppure col gasolio).

