Giovedì, 10 Marzo 2011 10:24

Uso appropriato dell'energia

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    Uso "appropriato" dell'energia significa appunto scegliere la forma di energia più adatta per ogni tipo di uso energetico finale, quella cioè che a monte del processo produce il minore spreco. Scaldare l'acqua domestica con l'energia elettrica, per esempio, dunque a temperature inferiori a 100 °C, è un uso non appropriato dell'elettricità, perché equivale a impiegare una quota tripla di energia rispetto a quella realmente necessaria. L'uso dell'elettricità (che può fornire temperature di oltre 1000°) è invece appropriato nell'industria, dove sono necessarie temperature altissime. Un'eccezione in questo senso è data dall'uso delle pompe di calore.
    Va tenuto presente che i piccoli sprechi domestici diventano un fatto enorme in quanto vengono moltiplicati per milioni di persone che li compiono. Pensiamo ad esempio al fatto che, oltre ai boiler, tutte le lavatrici e lavastoviglie usano la forma di energia più pregiata (elettrica) per l'uso più banale (scaldare l'acqua a 30,70 o 90 °C). Dal punto di vista energetico bisognerebbe invece scaldare direttamente l'acqua con il gas o il gasolio, per esempio immettendo anche negli elettrodomestici acqua già riscaldata.

    Accorgimenti per un uso mirato delle fonti giuste di energia per i giusti utilizzi: a. Nella verifica delle opportunità:

    1. Quando si è di fronte al progetto di una struttura edilizia occorre prima di tutto cercare le soluzioni che riducono il fabbisogno energetico con tecnologie "passive". Poi, prima di passare al progetto degli impianti di climatizzazione (riscaldamento/condizionamento), inquadrare i fabbisogni energetici del complesso edilizio (sia esso Carenza di incentivi una piccola casa o un grosso centro, anche commerciale).
    2. Verificare la disponibilità di acqua di falda prelevabile
senza creare problemi ambientali oppure la presenza di
un corpo idrico superficiale; in caso positivo prendere in
considerazione la pompa di calore di tipo "acqua-acqua",
in caso negativo spesso è meglio soprassedere (le pompe
di calore "aria-acqua" hanno basse efficienze).
    3. Nei grandi complessi, specie ove sia inevitabile il condi
zionamento estivo, è opportuno prevedere un sistema
energetico integrato tipo TES, in cui produrre il condizio
namento mediante frigoriferi ad assorbimento alimentati
non da energia elettrica ma dal calore di scarto del motore
di cogenerazione.
    4. Se nella zona esiste il servizio cittadino di teleriscalda
mento (che fornisce acqua calda prodotta da centrali di
cogenerazione e da recuperi di energia altrimenti disper
sa), è opportuno allacciarsi.
    • Nel concetto degli impianti:
    1. Quando si deve soddisfare un fabbisogno energetico bi
sogna utilizzare il vettore energetico la cui temperatura è
la più vicina a quella finale di utilizzo. Ad esempio: per
scaldare una stanza a 20° e meglio utilizzare acqua calda a
40° piuttosto che energia elettrica; meglio ancora se que
sto calore proviene da un impianto solare, da recupero di
calore (cogenerazione) o da altre macchine ad alta effi
cienza (ad esempio pompe di calore o da un TES).
    2. di conseguenza:
      • non usare mai energia elettrica per produrre calore o ac
qua calda a bassa temperatura (inferiore a 70-100 °C);
      • sostituire i boiler elettrici con sistemi a gas o meglio an
cora solari (si pensi che in Italia la maggior parte dei circa
7.000.000 di scaldabagni elettrici sono installati proprio al
Centro-Sud, dove sono meno estese le reti di gas. ma dove
sarebbe invece ottimale l'impiego dei pannelli solari);
      • quando possibile predisporre la doppia alimentazione
con acqua calda e fredda per lavatrice e lavastoviglie: in 
questo modo la quota normalmente consumata in energia
 elettrica per riscaldare l'acqua (oltre al 50% nel caso dei
lavaggi) viene sostituita da energia termica (acqua già cal
da scaldata col sole oppure col gasolio).
    Queste semplici soluzioni devono però fare i conti con molte carenze strutturali. Gli impianti idraulici e gli apparecchi non si prestano facilmente: le lavatrici funzionanti con doppia alimentazione, pur essendo prodotte in Italia, non sono ancora disponibili sul mercato italiano ma sono vendute solo nei mercati nel Nord Europa (si possono ad esempio acquistare in Germania). Del resto nessuna legge energetica o regolamento edilizio ha mai suggerito in Italia la doppia alimentazione di acqua calda e fredda per le lavatrici. Anche la politica tariffaria non ha alcun ruolo nel penalizzare gli sprechi e dunque nell'incoraggiare investimenti ecologici. Le speranze per un'inversione di tendenza sono affidate a nuove leggi che accordino finanziamenti per l'energia rinnovabile.
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    Simona

    Simona

    Amo il mobile e tutto quello che riguarda il mondo della casa, ho creato questo sito per divulgare il mio piccolo sapere e magari condividerlo con chiunque voglia.