Venerdì, 25 Giugno 2010 10:01

Colli e vernici: attenti alle norme in vigore

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    Alcuni pannelli derivati dal legno, in particolare i truciolari, l'Mdf e i compensati, sono prodotti con aggiunta di un adesivo ureico che contiene una certa quantità di formaldeide. Questo gas incolore, particolarmente tossico per l'uomo, viene rilasciato durante le fasi di produzione, nell'eventuale posa in opera in cantiere, e continua a traspirare anche quando il pannello è finito e montato. Grazie a nuove misure legislative i livelli di emissione di formaldeide si sono decisamente ridotti nel corso degli anni: a norma europea Uni En 120 permette di classificare il contenuto di formaldeide dei pannelli e certificare quelli con emissioni più basse. Visto però che la norma non è obbligatoria, quando si acquistano mobili fabbricati con questi materiali è bene controllare la scheda prodotto: se i pannelli sono di classe E1 vuole dire che rispettano i criteri più restrittivi della norma.

    Recentemente i produttori italiani che fanno capo ad Assopannelli hanno deciso di darsi un codice di autoregolamentazione che prescrive l'obbligo di certificazione E1, garantendo così la sicurezza di tutti i pannelli prodotti nel nostro Paese. Anche le vernici, usate per trattare il legno sia a scopo protettivo che decorativo, possono avere problemi di tossicità. Le norme nazionali e internazionali ne regolamentano il corretto utilizzo da parte di chi le deve applicare e tutelano al contempo i consumatori. E' meglio non fidarsi troppo di definizioni generiche come “vernice naturale” o “vernice fitochimica”  a indicare la presunta non nocività  del prodotto in quanto costituito da componenti di origine naturale. Occorre invece verificare sulla scheda prodotto che siano state usate vernici a norma. La scelta del tipo di finitura deve essere fatta in funzione delle caratteristiche del legno e del pannello sottostante: la finitura poro aperto è indicata per i legni dal poro particolarmente profondo come il frassino, il rovere e il castagno; la finitura a poro chiuso è invece più adatta ai legni dal poro non particolarmente profondo come l'acero, la betulla, il pino e il faggio.

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    Simona

    Simona

    Amo il mobile e tutto quello che riguarda il mondo della casa, ho creato questo sito per divulgare il mio piccolo sapere e magari condividerlo con chiunque voglia.