Giovedì, 15 Luglio 2010 13:18

La contabilizzazione del calore: che risparmi

Vota questo articolo
(1 Vota)

Per mantenere i vantaggi dell'impianto centralizzato, ma regolare in autonomia la temperatura del proprio appartamento e gli orari di accensione, si può mantenere la gestione comune scegliendo però la contabilizzazione del calore, prevista anche dalla legge 10/91. La decisione di passare a un sistema di questo tipo spetta all'assemblea condominiale e richiede l'approvazione unanime. Con la contabilizzazione, il controllo del calore erogato avviene in modo individuale grazie a particolari dispositivi. L'intervento non richiede un rifacimento totale del sistema. Si può realizzare più facilmente in presenza di un impianto centralizzato a zone o orizzontale, dove ogni appartamento è servito da una tubazione chiusa, che proviene dalla rete di distribuzione principale: in questo caso basta montare un contatore di calore sulla cassetta del collettore di ciascun utente, che misuri l'energia termica consumata dall'unità immobiliare. Se l'impianto è invece di tipo monotubo a colonne montanti a sviluppo verticale, cioè con un unico tubo che alimenta radiatori di appartamenti diversi posti sulla stessa verticale, occorre installare su ogni corpo scaldante un ripartitore di calore, che registra la quantità di calore emessa nel tempo. La regolazione autonoma è garantita da valvole termostatiche che consentono di scegliere la temperatura ambiente e gli orari di accensione. Il costo di ripartitori e valvole è di circa 100 euro a termosifone, ma per la contabilizzazione in un condominio di medie dimensioni (circa 20 appartamenti) si spende intorno ai 2.000 euro per appartamento. La cifra comprende adeguamento caldaia, progettazione e collaudo.

Come vengono rivelati i consumi individuali
La suddivisione delle spese è basata sulla lettura periodica delle apparecchiature di contabilizzazione che registrano l'effettivo consumo di ogni utenza. Si può effettuare la lettura diretta dei dati registrati sul singolo contatore/ripartitore; oppure quella centralizzata via radio, con una memory card che rileva i dati da una centrale collegata via radio con il sistema centralizzato;  con il sistema centralizzato via radio con modem si rilevano infine a distanza i dati da una centrale collegata via radio al contatore/ripartitore. Il condomino non può però limitarsi a pagare ciò che consuma, ma deve versare una quota per i costi di manutenzione della caldaia e delle altre componenti dell'impianto, compresa tra il 20 e il 40% delle spese di riscaldamento.

Letto 1569 volte
Simona

Amo il mobile e tutto quello che riguarda il mondo della casa, ho creato questo sito per divulgare il mio piccolo sapere e magari condividerlo con chiunque voglia.