Nel settore dell'arredamento le aziende di design propongono mobili scuri dalla linea minimalista o caratterizzati da venature rigate molto grafiche. Tra i legni che fanno tendenza c'è l'ebano, un'essenza molto decorativa, bruna con striature ancora più scure. Proveniente soprattutto dall'Indonesia, e un legno pregiato, solido e resistente. Un altro legno scuro, un po' meno pregiato dell'ebano, è il wengé. Questo legno tropicale ha furoreggiato a lungo, anche se sempre più spesso si tende a sostituirlo con il rovere tinto scuro che si reperisce più facilmente, costa meno e ha un colore meno cupo. Una riscoperta recente è lo zebrano, un legno rigato che aveva avuto un periodo di fortuna negli Trenta per poi quasi scomparire: impiegato per singoli complementi più che per arredi interi, è usato prevalentemente con la venatura rigata in orizzontale, cosa che permette di sfruttare anche tavole di piccole dimensioni. In disuso sono invece i legni fiammati, troppo elaborati dal punto di vista estetico e di difficile lavorazione, che trovano ancora spazio soltanto nel mobile classico. Dal punto di vista della quantità, le essenze più utilizzate sono il rovere, di cui la Francia è uno dei principali produttori europei: il noce; il tulipier; il cosiddetto noce tanganika, che non ha nulla a che fare col noce e viene usato soprattutto per il rivestimento interno degli armadi; il faggio, molto impiegato come massello nella costruzione di sedie e strutture per divani; il pero; il ciliegio di provenienza americana, e il pino con cui si realizzano per lo più mobili e arredi rustici.
La salvaguardia delle foreste e il legno certificato
L'albero è un bene rinnovabile, come la lana. E infatti boschi e foreste si rinnovano con una crescita annua globale intorno al 5%. Però, mentre in Europa e in Russia il saldo tra la crescita e il taglio degli alberi è positivo, in alcune zone del mondo il futuro delle foreste è compromesso da politiche inadeguate, pratiche distruttive e piantagioni estensive di ananas, mais e cacao. E l'industria del legno? In Italia tutto il legno che compriamo è legale, acquistato con certificazioni e autorizzazioni controllate delle dogane, chiarisce il presidente di Federcomlegno, l'Associazione di Federlegno-Arredo (www.federiegno.it) che rappresenta il mondo delle importazioni italiane di legname da opera, tronchi, derivati e semilavorati usati dalla produzione industriale e artigianale. È vero che all'interno di alcuni Paesi dell'Africa occidentale, del Sud America e dell'Estremo Oriente continuano a esserci situazioni di taglio illegale, ma i controlli sono sempre più attenti e precisi: gli organismi internazionali verificano con il satellite se si taglia fuori dal perimetro assegnato per concessione e provvedono a multare le aziende scorrette. La nostra associazione ha sottoscritto un accordo con Greenpeace con il quale ci impegniamo a evitare l'importazione di legname dalle aziende condannate per taglio illegale. Un'altra strada per garantire la legalità e lo sfruttamento sostenibile delle foreste passa attraverso la certificazione: chiediamo sempre di più ai fornitori di produrre legname certificato e proveniente da foreste certifica, continua il Presidente, è una via che richiede del tempo ma pian piano comincia ad affermarsi, a iniziare dall'emisfero nord del mondo. La Croazia, che è uno dei nostri principali fornitori, ha già più dei 90% delle foreste certificate. Per la gestione forestale e i prodotti a base dì legno e derivati esistono tre tipi di certificazioni: Iso 14001, Fsc e Pefc. Le ultime due rilasciano un marchio che permette di identificare facilmente i prodotti realizzati con legname proveniente da foreste o piantagioni gestite in modo corretto dal punto di vista ambientale sociale ed economico.

