I sistemi antifurto riescono a proteggere la casa in modo globale, sia dentro, sia fuori. Vanno scelti tenendo conto delle proprie abitudini e di una serie di altri fattori. Per scegliere il sistema di protezione più appropriato occorre valutare una serie di fattori: il tipo di case, cioè se si tratta di un appartamento o di villetta isolata; la quantità e il valore dei beni posseduti; le zone in cui si trovano gli oggetti più importanti e i passaggi obbligati; l'eventuale presenza di sistemi di protezione già operanti. Se si decide di installare un impianto antifurto, progettarne prima i dettagli con l'aiuto di un installatore qualificato e di un esperto delle assicurazioni. Si potrà così stabilirne la potenza necessaria, il numero e il tipo di componenti (centralina, combinatore telefonico, sensori interni ed esterni, telecamere, sirene) nonchè l'ubicazione appropriata. Occorrerà individuare le zone più sensibili, oltre a tutti gli accessi, cioè le porte principali e secondarie, le finestre, i lucernari e altre potenziali vie d'entrata, senza escludere le grate degli scantinati. Progettare l'impianto in modo che sia possibile utilizzarlo in modo parziale, limitato ad alcune zone, e sia eventualmente modificabile in seguito. La sicurezza attiva garantita dall'impianto antifurto può essere integrata da quelle passiva, offerta da porte blindate e serramenti antieffrazione.
Con o senza fili, oppure misto
Che sia cablato o senza fili (wireless), il funzionamento dell'impianto Ë analogo: c'Ë la centrale di allarme che comanda l'intero sistema, i sensori che rilevano le presenze anomale e le sirene che avvisano dell'intrusione.
Wireless
Evita interventi murari, perchÈ funziona senza fili, a onde radio. Si attiva con telecomandi o con tastiere a codice segreto. Richiede una manutenzione annuale e la sostituzione delle batterie ogni due anni circa.
Cablato
I dispositivi d'allarme sono collegati tra loro da cavi elettrici. II sistema Ë consigliato in ristrutturazione. Richiede minima manutenzione: un controllo ogni cinque anni. Sui costi di installazione incidono le opere murarie per la posa dei cavi ìsotto tracciaî nelle pareti.
Misto
Altri sistemi possono essere dotati di alcuni dispositivi, di solito la sirena e la centralina di allarme, che funzionano tramite cavi elettrici e sensori che sono, invece, senza fili.
Proteggere l'esterno e l'interno della casa
I rivelatori installati in corrispondenza dei punti di accesso, in particolare porte e finestre, vengono denominati sensori perimetrali, mentre quelli montati all'interno, per difendere volumi ambientali definiti, sono chiamati sensori volumetrici. A integrazione di inferriate e di tapparelle blindate o anche utilizzati da soli, i sensori perimetrali hanno il compito di controllare i serramenti, segnalando quando vengono aperti. In base alla tecnologia costruttiva si possono distinguere rivelatori perimetrali a contatto magnetico, sismici e a infrarossi attivi e switch.
A contatto magnetico
Sono i dispositivi più economici in commercio e sono formati da un magnate permanente che viene collocato sulla parte mobile dell'infisso e da un contatto, detto ìreedî, montato sul telaio. L'allarme scatta quando le due parti vengono allontanate. Le versioni più diffuse possono essere installate su serramenti in legno, PVC e alluminio, mentre su materiali ferromagnetici, come ferro e acciaio, per non creare campi magnetici che potrebbero interferire con il sistema, Ë meglio montare contatti magnetici da incasso con molle o alette in grado di distanziare contatto e serramento.
Rilevatori sismici
Adatti a proteggere vetrate o pareti, sono formati da un disco piezodinamico che, se sottoposto a vibrazione a scosse, tipiche di quando Ë in atto un tentativo di effrazione genera impulsi elettrici facendo scattare l'allarme. Al fine di evitare erronee segnalazioni, Ë possibile regolare questi dispositivi in modo che risultino sensibili solo a vibrazioni di forte intensit‡ o alla rottura di vetri e non, per esempio, a urti accidentali.
A infrarossi attivi e switch
I sensori a infrarossi sono formati da un trasmettitore che, tramite un diodo, emette un fascio di raggi infrarossi a impulsi, e da un ricevitore che converte gli impulsi in segnali elettrici. Al passaggio di cose o persone, il fascio di raggi si interrompe e viene dato l'allarme. Questi sensori proteggono recinzioni, corridoi, passaggi obbligati e finestre, ma possono anche essere installati fra la finestra e persiana o l'avvolgibile. Sono costituiti da colonne sottili e vanno montati in modo da evitare che i raggi del sole colpiscano i ricevitori. Per le avvolgibili si usa anche lo switch: montato sull'ultima stecca che, se mosso, fa scattare l'allarme. Per un sistema completo servono poi i sensori volumetrici, progettati specificamente per la sorveglianza di tutti gli ambienti domestici interni. Possono avere tecnologia a infrarosso passivo, a microonde oppure combinare entrambe.
A infrarosso passivo
Rilevano le variazioni di radiazioni infrarosse presenti nell'ambiente, provocate da movimenti di persone nel fascio di copertura, attivando, di conseguenza, l'allarme. A seconda dell'ambiente si possono scegliere diverse protezioni: a fascio lungo, se la stanza Ë di grandi dimensioni; a fascio stretto, per un corridoio; a tenda, se il sensore Ë montato su una vetrata; a piano sollevato, per non generare falsi allarmi in presenza di animali domestici. Per funzionare correttamente devono essere tutti montati a un'altezza di circa 2,5 m, possibilmente nell'angolo della stanza, lontano da tende e da piante che ne compromettano il funzionamento, e distante da fonti di calore, ventilatori e condizionatori, così come da vetrate esposte ai raggi solari
A microonde
Emanano onde, elettromagnetiche, ad altissima frequenza e rilevano le masse fisiche in movimento nel fascio protetto da queste onde. Per funzionare correttamente non devono essere montati davanti a specchi e a pareti di contenimento delle trombe degli ascensori. Le onde diffuse non sono dannose per la salute.
A doppia tecnologia
Sono rivelatori che sfruttano un sistema misto. I più comuni combinano la tecnologia infrarosso e microonde, dove primo dispositivo funziona come quello a infrarosso passivo, mentre il secondo si basa su once elettromagnetiche ad altissima frequenza. Ogni massa che si avvicina o che si allontana dal sensore o che comunque si muove nell'ambiente protetto, fa scattare l'allarme. Sono particolarmente adatti a quegli ambienti dove l'utilizzo di una sola tecnologia non riesce a garantire l'assenza di erroree segnalazioni di intrusione. In questi casi infatti, l'uso combinato di più dispositivi migliora la sicurezza.

