Da chi farla installare
E' meglio un idraulico o un elettricista?
Nessuno dei due, ma solo un installatore autorizzato. Potete richiedere il nominativo a chi vende la caldaia o all'azienda che l'ha prodotta.

E se il negoziante si offre di installarla?
No, il DPR 447/91 stabilisce che solo un tecnico autorizzato possa eseguire questa operazione.

Come si fa a sapere se l'installazione è stata eseguita a norma?
Il tecnico deve rilasciare la dichiarazione di conformità  che garantisce che il lavoro è stato eseguito secondo quanto stabilisce la legge. E' un documento importante, da conservare insieme al libretto di istruzioni

Se l'apparecchio viene installato male, chi deve rimediare al guaio, il produttore o il tecnico?
Il tecnico che, periodicamente, deve anche fare la manutenzione della caldaia e degli scarichi.

A chi rivolgersi se la caldaia riscalda, ma l'acqua del bagno e della cucina resta fredda?
Al produttore. perché vuol dire che c'è un difetto strutturale

Come usarla per essere sicuri
Per evitare rischi, quali sono le regole fondamentali da seguire?
Bisogna far controllare ogni anno la caldaia, gli scarichi dei fumi e la canna di esalazione. Da ricordare anche che è pericoloso smontare manopole e tasti (col gas è vietato il fai da te, non si scherza) e, in ogni caso, eseguire manovre diverse da quelle indicate sul libretto di istruzioni.

Per maggior sicurezza è meglio comprare un rivelatore di gas?
Le nuove caldaie con il marchio CE, se vengono installate e utilizzate correttamente, non hanno alcun bisogno di un rivelatore. Anche perché pochi di questi dispositivi sono davvero efficaci.

Cosa fare se si sente un forte odore di gas?
Chiudere subito il contatore, aprire le finestre, spegnere i fornelli, staccare il frigorifero, non accendere la luce (una scintilla potrebbe provocare uno scoppio) e chiamare il centro di assistenza dell'azienda che ha prodotto la caldaia.

Perchè è così pericoloso l'ossido di carbonio?
Perché è un gas incolore e inodore, che fa perdere conoscenza e, in casi estremi, può portare alla morte. Se i bruciatori sono sporchi o le canne intasate l'ambiente si satura di ossido di carbonio: per evitare questo pericolo è fondamentale la manutenzione.

C'è un modo per capire se ci sono perdite di gas?
Dopo averlo raffreddato in frigorifero, si avvicina uno specchietto alle fessure laterali della caldaia facendolo scorrere in su e in giù. Se si appanna significa che i fumi di combustione invece di uscire verso l'esterno restano all'interno. Chiudere subito il rubinetto del gas, aprire porte e finestre e chiamare il centro di assistenza.

Bisogna spegnere la caldaia ogni sera?
Pochi sanno che in Italia ci sono regole ben precise, che cambiano anche da regione a regione. Un installatore autorizzato è tenuto a conoscerle e quindi è in grado di dare tutte le indicazioni più corrette, caso per caso.

La manutenzione è importante
Quando si deve far controllare la caldaia?
Una volta all'anno dal tecnico che l'ha installata, che deve riportare i controlli e gli eventuali interventi che ha eseguito su un libretto da tenere insieme alle istruzioni.

E gli scarichi e la canna di esalazione?
Sempre una volta all'anno. Oltre ai controlli per verificare se il tiraggio dei fumi funziona perfettamente, il tecnico deve fare una pulizia accurata in modo che i gas tossici escano senza ostacoli.

Bisogna verificare anche il foro dell'aerazione?
Sì, ma non c'è bisogno di rivolgersi al tecnico: basta eliminare lo sporco, le foglie o la plastica che si sono eventualmente depositati.

Pubblicato in Energia pulita
Lunedì, 13 Settembre 2010 07:19

Le Caldaie a condensazione

Rendimento
Sui libretti d'istruzioni si trova spesso questo termine, seguito da una percentuale che indica le prestazioni della caldaia. Più la percentuale è alta, più è efficiente. II massimo rendimento è raggiunto dai modelli a condensazione (circa il 105-107 per cento), che utilizzano tutto il calore contenuto nei fumi per scaldare la casa e l'acqua, consumando e anche inquinando di meno.

Scheda elettronica
Controlla tutte le fasi del funzionamento, per garantire più sicurezza e minori consumi.

Scarico
Ogni caldaia ha un tubo di scarico per far uscire i gas tossici. I modelli a camera aperta prendono l'aria dall'ambiente e la scaricano all'esterno attraverso un tubo: nella parete è necessario praticare un foro di aerazione. Gli apparecchi a camera stagna non sfruttano l'aria dell'ambiente, ma la prendono, e poi la scaricano, dall'esterno attraverso un apposito tubo. Non serve il foro di aerazione.

Sonda dei fumi
Chiamata anche "tasto spazzacamino", si trova soprattutto nelle caldaie a camera aperta con tiraggio naturale e permette di verificare le condizioni in cui si trova il tubo di scarico. Scopo: far uscire senza rischi i forni tossici prodotti dalla combustione. Se qualcosa non va, si ferma subito il bruciatore.

Sonda esterna
Collegata alla caldaia, informa sulle variazioni della temperatura esterna: così l'apparecchio può garantire lo stesso calore anche quando ci sono forti sbalzi di temperatura.

Telecomando
Alcune caldaie possono essere controllate da un telecomando. E utile, per esempio, se siete sotto la doccia e desiderate modificare la temperatura della stanza o dell'acqua.

Temperatura
Si regola con la manopola graduata del termostato.

Tiraggio forzato
Alcuni modelli hanno un ventilatore elettrico che fa uscire più rapidamente i fumi nocivi all'esterno.

Tiraggio naturale
I fumi, caldi e più leggeri, escono all'esterno naturalmente, dallo scarico.

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Lunedì, 13 Settembre 2010 07:18

Le Caldaie speciali

Condensazione
È una nuova tecnologia che riduce del 30 per cento e anche di più i consumi di gas e le emissioni di fumi tossici. Si basa sul recupero della gran quantità di calore e di vapore acqueo contenuta nei fumi che, nelle caldaie tradizionali, viene persa del tutto. Unico limite: le caldaie a condensazione sono più costose delle altre.

Controllo di ionizzazione detta fiamma
È un dispositivo elettronico che interrompe l'afflusso del gas se la fiamma si spegne accidentalmente.

Cronotermostato
In alcune caldaie è inserito questo dispositivo che consente di variare la temperatura della casa e di fissare in anticipo la durata del riscaldamento. Automatico e sicuro, avvia e interrompe il funzionamento della caldaia a seconda dei tempi e delle temperature desiderati. Molto utile anche per la seconda casa: si può regolare in modo che il riscaldamento sia basso durante la settimana e più alto nel weekend.

Fumi
La fiamma del bruciatore produce fumi tossici che devono essere convogliati all'esterno attraverso il tubo di scarico. Per evitare pericoli, bisogna controllarlo spesso e verificare che non sia ostruito. Modulazione della fiamma È un dispositivo elettronico che regola la temperatura dell'acqua per il bagno e la cucina per far sì che resti sempre costante.

Potenza
La capacità della caldaia di riscaldare a una determinata temperatura la casa si calcola in Kilocalorie (Kcal) o in Kilowatt (kW): un kW equivale a 860 Kcalorie, Gli apparecchi autonomi possono
scaldare un appartamento di 300 metri quadri. La scelta della potenza, però, deve essere fatta dal tecnico perché non dipende solo dalla grandezza dell'abitazione. Per esempio, una casa piccola ma isolata male, all'ultimo piano e con tante finestre, potrebbe richiedere un apparecchio con molta potenza. La stessa potenza potrebbe andare bene anche per un appartamento più grande, ma situato ai piani più bassi, con finestre e porte dotate di vetri ad alto isolamento.

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Lunedì, 13 Settembre 2010 07:16

La Caldaie standard

Un tocco leggero sul pulsante di avvio e nette stanze si diffonde piano piano un gradevole tepore, mentre in bagno è subito pronta l'acqua calda per la doccia. A regalarti il comfort su misura sono i nuovi modelli: superautomatici, poco ingombranti, attenti a non consumare troppo e a inquinare il meno possibile. C'è l'apparecchio che s'inserisce perfettamente tra i pensili delta cucina, quello che si mette sul balcone e resiste al gelo e anche il tipo ipertecnologico che, se qualcosa non va, si collega direttamente al centro di assistenza.

Accensione elettronica
Si preme un pulsante e la fiamma per far funzionare caldaia e impianto si accende subito: nelle caldaie tradizionali, invece, resta sempre accesa una piccola fiamma che serve ad avviare quella più grande. L'accensione elettronica fa risparmiare gas.

Accumulo
Alcune caldaie sono dotate di un piccolo serbatoio dove si "accumula" dell'acqua calda per la cucina e il bagno.

A camera aperta
E' un tipo di caldaia dove l'aria che serve per la combustione, cioè per bruciare il gas, viene prelevata dall'ambiente attraverso una piccola apertura frontale. Per renderla sicura, bisogna fare un foro nel muro che garantisce sempre il ricambio d'aria.

A camera stagna
Sono quelle caldaie dove la fiamma è completamente isolata dall'ambiente e l'aria viene prelevata all'esterno attraverso un tubo. Questi apparecchi sono più sicuri e possono essere installati ovunque, anche in bagno.

Autodiagnosi
E' un sistema elettronico,inserito in alcuni modelli, che segnala i guasti indicando anche in quale parte della caldaia si sono verificati. Con questo dispositivo si prevengono gli incidenti e si riducono i tempi d'intervento del tecnico.

Bruciatore
E' quella parte dell'apparecchio che, bruciando il gas metano, scalda sia l'acqua che serve per il riscaldamento sia quella che viene utilizzata in bagno e in cucina. Una volta all'anno il tecnico che ha installato la caldaia deve controllare il bruciatore.

Caldaia autonoma
È un apparecchio che funziona a gas metano: scalda l'acqua che, passando attraverso tubi e caloriferi, porta il calore in ogni locale. I fumi nocivi prodotti dalla combustione vengono portati all'esterno da una apposita tubatura. Molte caldaie hanno un circuito che scalda anche l'acqua per la cucina e il bagno.

Centralina di controllo
Per comandare le caldaie esterne ci sono apparecchi con una tastiera che consente di manovrare e controllare il funzionamento anche in casa.

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Caldaie a premiscelazione
Le caldaie a premiscelazione sono dotate di un particolare bruciatore in cui la combustione avviene, nella gran parte dei casi, in condizioni ottimali, grazie a un corretto bilanciamento fra il combustibile e l'aria. In questo modo il rendimento si mantiene generalmente al di sopra del 90% per di funzionamento, anche nei periodi non particolarmente freddi e cioè quando la potenza necessaria è minore di quella nominale. La tecnologia a premiscelazione, garantendo rendimenti elevati, assicura un risparmio superiore al 100% rispetto a una caldaia tradizionale, con conseguente riduzione di emissioni di sostanze inquinanti e maggior risparmio economico.

Caldaia a condensazione
Le caldaie a condensazione sono attualmente gli apparecchi che utilizzano la tecnologia più avanzata e con i migliori rendimenti. Infatti, se nella caldaia tradizionale i gas combusti vengono normalmente espulsi a una temperatura superiore a 100 °C, nelle caldaie a condensazione i gas combusti, prima dì essere espulsi all'esterno, sono convogliati in uno speciale scambiatore in cui il vapore acqueo condensa, cedendo parte del calore (detto calore latente di condensazione). In questo modo i fumi vengono espulsi a una temperatura di soli 40 °C circa, aumentando la quantità di calore disponibile per l'impianto di riscaldamento. Queste caldaie sono spesso indicate dai produttori, in modo improprio, come caratterizzate da un rendimento superiore al 100%, in quanto si confronta la quantità di calore ceduta con il potere calorifico inferiore del combustibile, che non tiene conto del calore latente sfruttato in questa tipologia di impianto. La caldaia a condensazione quindi, a parità di energia fornita, consuma meno combustibile rispetto a una di tipo tradizionale: la quota di energia recuperabile tramite la condensazione dei fumi è nella gran parte dei casi superiore al 10%. Le caldaie a condensazione si prestano meglio a operare con impianti che funzionano a bassa temperatura (30°C-50°C), come ad esempio con impianti a pannelli radianti o con impianti a radiatori se abbinati a valvole termostatiche. La migliore efficienza rende comunque interessante la loro installazione anche nei tradizionali impianti dotati di termosifoni

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Giovedì, 27 Maggio 2010 08:23

Caldaie ad alta efficienza

La caldaia trasforma l'energia di alcuni combustibili in calore per scaldare acqua a una temperatura variabile tra 50°C e 90°C a seconda delle esigenze dell'utenza domestica (riscaldamento e acqua calda per usi igienico-sanitari). Generalmente la caldaia è composta da: un bruciatore, che miscela l'aria (detta anche comburente) con il combustibile (gas naturale, GPL ecc.) per alimentare la camera di combustione detta anche focolare; una camera di combustione, nella quale vengono prodotti i gas caldi che, passando attraverso una serie di tubi, riscaldano l'acqua dell'impianto; un involucro dì materiale isolante protetto da una lamiera (mantello isolante). L'energia contenuta nel combustibile viene per la maggior parte trasferita all'acqua (fluido termovettore) e in piccola parte dispersa verso l'esterno dal corpo stesso della caldaia (attraverso il mantello isolante) e soprattutto dai fumi che fuoriescono, ancora caldi, dal camino.

L'efficienza energetica
L'efficienza di una caldaia è quantificata tramite il rendimento, ovvero la percentuale di energia che, a seguito della combustione, è trasferita all'acqua che entra nel sistema di distribuzione del calore; il rendimento di una caldaia incide notevolmente sui costi: infatti a parità di calore necessario per riscaldare i locali di un edificio, maggiore è il rendimento della caldaia, maggiore è il risparmio di combustibile e quindi maggiore è il risparmio economico; le caldaie sono classificate secondo la loro efficienza energetica calcolata sulla potenza nominale (classificazione definita nel Decreto del Presidente della Repubblica del 15 novembre 1996, n 660), in quattro classi di rendimento, da i a 4 stelle; le caldaie a 4 stelle hanno i più alti rendimenti di combustione, sia operando alla potenza nominale, sia al 30% della stessa. In altri termini, permettono il più elevato risparmio energetico realizzabile. I più comuni apparecchi a 4 stelle oggi disponibili sul mercato sono le caldaie a premiscelazione e le caldaie a condensazione; l'installazione di una caldaia ad alto rendimento richiede certamente un maggior investimento iniziale che è però caratterizzato da interessanti tempi di ritorno. Le caldaie tradizionali non sfruttano il calore contenuto nei gas di combustione, che presentano una temperatura in uscita sempre superiore ai 100 °C, e hanno un'efficienza energetica intorno all'85°/o. Tale efficienza energetica decade in maniera significativa nei periodi meno freddi, quando le caldaie tradizionali non funzionano nelle condizioni nominali (valore delta potenza di targa), con conseguente aumento del consumo di combustibile.

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Giovedì, 01 Luglio 2010 08:22

Il Teleriscaldamento: molto utile e pratico

l teleriscaldamento è una forma di riscaldamento dei centri urbani o di aree industriali che consiste nella distribuzione, attraverso una rete di tubazioni isolate e interrate, di un fluido termovettore (generalmente acqua in stato liquido o gassoso). La produzione del fluido termovettore avviene in una centrale di grandi dimensioni dalla quale si dipartono le tubazioni delle rete e presso la quale il fluido ritorna per iniziare nuovamente il ciclo. La centrale di produzione può sfruttare vari combustibili (tipicamente, il gas naturale, la biomassa o i rifiuti), e può produrre solo il calore necessario per il riscaldamento del fluido (tramite caldaie) ovvero anche energia elettrica, nel qual caso si parla di cogenerazione (con motori o turbine).

Presso l'utenza finale, il fluido termovettore riscalda, attraverso uno scambiatore di calore l'acqua dell'impianto di riscaldamento dell'abitazione, e nel contempo può produrre l'acqua per l'uso sanitario. Il teleriscaldamento sì è diffuso dapprima nell'Europa settentrionale e successivamente anche nei principali centri urbani dell'Italia del Nord. Il Piemonte si caratterizza come una delle regioni italiane in cui è maggiore la presenza di reti di teleriscaldamento, Sono teleriscaldati comuni montani come Sestriere e Ormea (quest'ultima a biomasse), piccoli centri urbani come Alba, Saluzzo, Savigliano, Acqui Terme, Leinì, Castellamonte (a biomassa), centri di dimensioni medio-grandi, tra cui Rivoli, Settimo Torinese, Biella. In questo contesto spicca il ruolo della città di Torino, città italiana con la maggiore volumetria abitativa allacciata a una rete di teleriscaldamento, ma con ulteriori notevoli progetti di estensione della rete.

Vantaggi
Consente di ottimizzare lo sfruttamento energetico del combustibile; in una centrale di grandi dimensioni, infatti, i rendimenti che si ottengono nella combustione sono sensibilmente più elevati che nelle piccole caldaie diffuse presso l'utenza finale. Una sola centrale consente un migliore controllo delle emissioni inquinanti. La localizzazione stessa della centrale, sovente all'esterno del centro urbano, consente un sensibile miglioramento dei livelli di qualità dell'aria.

 

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Martedì, 08 Giugno 2010 08:21

Ritiro bollini verdi e codici impianto

L'elenco delle imprese abilitate al rilascio del bollino verde ha validità sul territorio regionale, mentre il bollino verde ha validità sul territorio della Provincia che lo ha rilasciato. È responsabilità della Provincia l'organizzazione della distribuzione dei bollini ai manutentori abilitati; le modalità di distribuzione saranno disponibili sul sito della Provincia. Contestualmente alla distribuzione dei bollini verdi, e con le stesse modalità, sarà effettuata la distribuzione delle etichette riportanti il codice identificativo dell'impianto, univoco sul territorio della Regione Piemonte. I codice impianto regionale viene applicato una sola volta, in occasione del primo controllo con rilascio di bollino verde.

Sistema informativo
Entro 60 giorni dalla compilazione del rapporto di controllo tecnico, questo deve essere inviato a cura del manutentore alla Provincia competente. Il rapporto dovrà essere inviato preferibilmente per via elettronica, disponibile a partire da ottobre 2009 tramite il sito web http://www.sistema piemonte.it/ambieote/sigit, dove sono disponibili anche le modalità e le istruzioni per l'utilizzo. La trasmissione in forma cartacea sarà comunque ammessa fino al 15 ottobre 2012; dopo tale data la trasmissione elettronica sarà l'unica consentita. L'accesso al sistema avviene tramite certificato di firma digitale: è l'equivalente informatico di un documento di identità, e consente l'identificazione del titolare in rete, assicurando l'autenticità delle informazioni. Si ottiene richiedendo la Carta Nazionale dei Servizi (CNS), una tesserina plastificata, simile a un bancomat, che consente al titolare di accedere al sistema informativo previo riconoscimento, firmare digitalmente un documento e trasmetterlo con la massima sicurezza.

Iscrizione nell'elenco regionale delle imprese abilitate
Requisiti per l'iscrizione: iscrizione dell'impresa al Registro delle imprese o all'Albo delle imprese Artigiane e possesso dei requisiti previsti dall'art. 3, comma 1, e dall'art. 4 del 0.M. 37/2008 per l'installazione degli impianti di cui all'art. 1, comma 2, lettere c) ed e) del D.M. 37/2008; sottoscrizione del disciplinare di cui all'allegato III della D.G.R. o. 35-9702 del 30 settembre 2008, modificato dalla D.G.R, n. 13-11468 del 25 maggio 2009, recante disposizioni attuative della L.R. 13/2007, da parte del titolare o legale rappresentante dell'impresa; partecipazione, da parte del responsabile tecnico dell'impresa, al seminario di aggiornamento organizzato da una Provincia piemontese; presentazione dell'istanza di iscrizione con le seguenti modalità: - informatica, mediante connessione al sito http://webtelemaco.infocamere.it ; cartacea, compilando il modello della richiesta di iscrizione di cui all'allegato III della citata D.G.R. n. 35-9702 del 30 settembre 2008, modificato dalla D.G.R. o. 13-11468 del 25 maggio 2009, scaricabile dal sito della Regione e della Camera di Commercio, e allegando la fotocopia del documento di identità del titolare o del legale rappresentante dell'impresa.

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Martedì, 08 Giugno 2010 08:21

Iscrizione all'elenco manutentori

Dopo la partecipazione al seminario, il legale rappresentante della ditta dovrà sottoscrivere un apposito disciplinare (disponibile on line presso i siti web delle Province piemontesi) e trasmetterlo alla CCIAA di Torino, per poter essere inserito nell'Elenco regionale. Solo alle ditte inserite in questo elenco saranno distribuiti gratuitamente i bollini verdi e le etichette impianto con il codice univoco. L'elenco è tenuto, per conto della Regione Piemonte, dalla camera di Commercio di Torino che provvede alla gestione amministrativa delle pratiche relative alle imprese iscritte nella propria circoscrizione e a quelle relative alle imprese iscritte nelle altre circoscrizioni di competenza delle altre Camere di Commercio.

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A partire dal 15 ottobre 2009, il manutentore, oltre a compilare il libretto di impianto e il rapporto di controllo tecnico, dovrà apporre su quest'ultimo un bollino verde predisposto dalla Provincia di appartenenza, gratuito per il cittadino e per l'impresa di manutenzione. La prima apposizione dovrà avvenire nel rispetto delle tempistiche sopra indicate. I responsabili degli impianti termici sprovvisti di documentazione attestante l'effettuazione delle verifiche di rendimento devono provvedere affinché sia apposto il bollino verde entro il 15 ottobre 2010. Il bollino verde potrà essere lasciato solo da una ditta di manutenzione iscritta nell'elenco regionale delle imprese abilitate, che è pubblicato sul sito: http://www.sistema piemonte.it/ambiente/siqit.  Con l'accesso alla pagina “Ricerca il professionista per il rilascio del bollino verde” è possibile trovare, per Comune, Provincia o nome della ditta ogni impresa iscritta all'elenco. Il cittadino non dovrà preoccuparsi di spedire nulla; sarà lo stesso manutentore a inoltrare presso gli uffici provinciali la copia del rapporto di controllo tecnico provvisto del bollino verde. In occasione del primo controllo con bollino verde, il manutentore dovrà anche apporre sull'impianto l'etichetta con il codice che identifica univocamente l'impianto termico sul territorio regionale.

Il bollino verde deve essere apposto obbligatoriamente in occasione delle verifiche del rendimento di combustione dal manutentore: ogni 4 anni per gli impianti di potenza inferiore a 35 kW (caldaiette autonome); ogni 2 anni per gli impianti di potenza uguale e superiore a 35 kW (ad esempio centralizzati).
Gli impianti termici installati a partire dal 15 ottobre 2009 saranno ritenuti automaticamente provvisti di bollino verde con validità fino alle scadenze sopra indicate. La mancata apposizione del bollino verde oltre che la prova del rendimento di combustione effettuata da una ditta di manutenzione non inserita nell'elenco regionale delle imprese abilitate, comporterà una sanzione a carico del cittadino.

Informazioni per i manutentori
Dal 15ottobre 2009 è entrato in vigore il nuovo sistema di auto-certificazione degli impianti termici attraverso l'apposizione obbligatoria su tutti gli impianti di un bollino verde. Tutte le ditte artigiane iscritte alla Camera di Commercio e abilitate alla manutenzione degli impianti termici possono essere autorizzate ad apporre il bollino, a condizione che almeno il responsabile tecnico della ditta abbia partecipato a un apposito seminario organizzato dalla Provincia territoriale di competenza (oppure da una delle altre Province piemontesi).

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