Mercoledì, 20 Luglio 2011 07:56

La scatola luminosa

Il momento In cui i figli, ormai cresciuti, lasciano la famiglia è quello giusto per pensare a una nuova distribuzione degli spazi. In questo caso, i proprietari di una tradizionale casa vittoriana a Londra hanno optato per un cambiamento radicale, commissionando all'architetto David Mìkhail il progetto per un ampliamento che ha trasformato le principali zone giorno e introdotto una nuova qualità della luce naturale e dell'aria.
Originariamente, l'abitazione era dotata di una zona pranzo stretta e di una cucina piuttosto buia, illuminata solo da una lunetta affacciata su un corridoio laterale. La soluzione dell'architetto è stata demolire il preesistente ampliamento a due piani posto sul retro e ricostruirlo ex novo, integrando il vecchio corridoio per creare una sorprendente scatola dì vetro in cui collocare la cucina. Poiché la nuova estensione non ha aumentato più del 10% il volume originario, l'Intervento non ha richiesto alcun permesso edilizio.

La lunga e stretta cucina che occupa l'ex corridoio è sormontata da una copertura realizzata con una singola lastra di doppi vetri che, con la sua trasparenza, enfatizza il legame con l'esterno. Porte a libro la collegano a una luminosa e ariosa sala da pranzo. Gli elementi contenitori della cucina proseguono fino al giardino, dove vengono usati per riporre il barbecue e altri accessori per la cura del verde.
GII ampliamenti possono avere un effetto negativo sulla qualità dell'aria e della luce negli ambienti preesistenti. Qui, per evitare che ciò avvenisse, tra il nuovo corpo vetrato e il soggiorno è stato realizzato un piccolo cortile scoperto. Questo 'mini' spazio esterno non solo offre ventilazione e luce naturale, ma conferisce particolare enfasi allo spazio del soggiorno.

Ugualmente sorprendente è II pavimento in ciottoli, che si estende dalla cucina verso il cortile interno e il giardino. Realizzato con ciottoli di marmo e resina, ha un costo pari alla metà di quello del legno o della pietra calcarea. Per mantenerlo pulito si può utilizzare un normale aspirapolvere o, in caso di macchie, una soluzione sbiancante.

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Mercoledì, 06 Luglio 2011 06:40

La sicurezza in casa:

È bene che i genitori, oltre a prendersi cura dei loro figli, ne incoraggino l'indipendenza, la curiosità e l'apertura mentale. Un giusto approccio alla sicurezza si colloca a metà strada fra la negligenza irresponsabile e l'iperprotettività nevrotica. Tutti i bambini hanno incidenti e molti imparano la lezione senza arrivare a farsi male sul serio. Una casa presenta centinaia di rischi per la loro salute e sicurezza, rischi difficili da prevedere o controllare, semplicemente perché familiari e quotidiani.

Finché vostro figlio non tenterà di inserirvi una chiave, ad esempio, non immaginerete certo che una presa elettrica possa essere confusa con una serratura. I rischi potenziali, inoltre, cambiano secondo l'età: quando i bambini hanno superato il temibile periodo in cui sono totalmente privi di senso del pericolo, ci si può permettere di rilassarsi un po'.

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Mercoledì, 06 Luglio 2011 06:39

Le zone familiari in casa

Se si ha spazio a disposizione, per esempio un sottotetto o un seminterrato, creare una zona dedicata alla vita familiare può alleviare molti disagi e offrire un utile ambiente-cuscinetto.

La funzione e l'arredo di tali aree possono evolversi con la famiglia: si può cominciare allestendole come aree di gioco, per trasformarle poi in centri di svago o di relax. Queste zone possono essere i luoghi ideali per attività rumorose che richiedono spazio e per accogliere oggetti quali piste per trenini, giochi da tavolo, strumenti musicali, computer e impianti stereo.

Se necessario possono essere isolate acusticamente. L'unico vero svantaggio è che relegare le attività più vivaci e rumorose in un ambiente avulso dal resto dello spazio domestico rischia di privare altre zone giorno della loro vitalità e funzione.

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Martedì, 14 Giugno 2011 16:49

Gli spazi aperti in casa

Gli spazi aperti raramente sono in grado di rispondere con efficacia alle necessità organizzative della vita familiare. In particolare, è significativo che molte coppie che hanno felicemente vissuto nei grandi spazi aperti di un loft, per esempio, si ritrovino a innalzare muri o partizioni all'arrivo del primo figlio. Le ragioni sono ovvie e vanno ricercate nel bisogno di privacy, di intimità o semplicemente di pace.

La vita familiare, comunque, non implica necessariamente un ritorno al sistema convenzionale di piccoli locali separati. Si può ottenere il meglio da entrambe le configurazioni dividendo lo spazio in zone comuni aperte e in altre più private, con elementi divisori flessibili o quinte mobili.

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Martedì, 07 Giugno 2011 06:57

Progettare e modificare la casa

Uno dei grandi problemi nella progettazione di una casa per famiglia è trovare un equilibrio tra le zone private e gli spazi condivisi. Sebbene possa apparire allettante nelle giornate in cui la rivalità tra fratelli diventa intollerabile, il vecchio sistema gerarchico in base al quale figli rimanevano relegati notte e giorno nelle loro stanze è una via che nessuno vorrebbe percorrere.

Allo stesso tempo, se ogni zona della casa è accessibile a tutti, potrebbero venire a mancare i necessari momenti di tregua sia per i genitori che per i figli.
Uno spazio condiviso può essere piccolo come un letto matrimoniale o grande quanto una zona giorno-cucina a pianta aperta; la casa, tuttavia, tende a funzionare al meglio quando si dispone di un ampio ambiente in cui riunirsi senza preoccuparsi di rovinare superna o finiture. E non si tratta solo di praticità.

Uno spazio condiviso fa sì che anche altre cose vengano condivise, e quindi diventa la cornice per la comunicazione e l'esperienza comune, aspetti che la vita in famiglia deve sempre garantire.
Quanto la vita e i bisogni dei figli trovino riscontro nell'organizzazione della casa dipende in gran parte dall'approccio educativo dei genitori. Ma quando questi lavorano tutto il giorno fuori casa e sono baby sitter, ragazze alla pari o altre persone a prendersi cura dei bambini, è importante essere consapevoli che l'ambiente domestico deve soddisfare quotidianamente esigenze diverse, fungendo da spazio che ruota attorno al bambino durante il giorno e intorno all'adulto di sera. In sostanza, questo significa che ogni membro della famiglia deve avere uno spazio tutto suo.

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Martedì, 07 Giugno 2011 06:54

Casa per famiglia

I recenti studi demografici dimostrano che il profilo della famiglia tipica - madre, padre e due figli - non rappresenta più la crescente varietà degli attuali nuclei familiari. Le famiglie moderne possono essere composte da un solo genitore che alleva un figlio unico o da nuclei familiari in cui convivono inquilini, ragazze alla pari, bambinaie, nonne e figli ormai grandi in attesa di trovare una propria sistemazione. Ma al di là delle differenze in quanto ad assetto e dimensioni, tutte, in virtù della loro stessa natura, sono multigenerazionali.
Quando diverse generazioni vivono sotto lo stesso tetto, è inevitabile che ci siano esigenze contrastanti.

Le richieste in conflitto possono essere concrete, come l'avanzamento di pretese sullo stesso spazio da parte, per esempio, di chi deve condividere una stanza, oppure, assumere la forma di sensibilità diverse nei confronti del rumore o del disordine - spesso quello che per un adulto è un rumore fastidiosissimo per un teenager è un suono quasi impercettibile. In tali circostanze, progettare una casa per famiglia può portare a trattative estenuanti. Ad ogni modo, è sempre necessario raggiungere un compromesso che concili le esigenze di tutti.

Naturalmente non ci si può aspettare che la soluzione prescelta funzioni per sempre. La presenza di figli implica necessariamente un susseguirsi di cambiamenti. In un intervallo di tempo spaventosamente breve, il frugoletto che scorazza in cucina si trasforma in un adolescente che ascolta musica ad altissimo volume nella propria stanza. Ciò significa che il tipo di progetto e organizzazione degli spazi in grado di soddisfare le esigenze di una famiglia con figli piccoli a volte non funziona quando i bambini raggiungono l'età scolare, e spesso si rivela del tutto inadeguato quando gli anni dell'adolescenza si affacciano all'orizzonte.

Di conseguenza, molte famiglie si trovano costrette a traslocare in momenti chiave, come quando il numero dei figli aumenta o quando questi diventano abbastanza grandi da pretendere un proprio spazio. Ma gettando le giuste basi e costruendo con flessibilità la propria sistemazione, è possibile organizzare le cose in modo che la casa cresca insieme con la famiglia.

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Venerdì, 03 Giugno 2011 07:33

Loft e altri spazi di lavoro

I loft possono essere definiti come i luoghi in cui si lavora dove si abita e si abita dove si lavora. Il fenomeno 'loft', sorto nelle maggiori metropoli come New York e Londra, e passato poi ad altre zone urbane (e suburbane) di tutto il mondo, svolge un ruolo cruciale nella tendenza a lavorare in casa. I veri loft non le normali abitazioni spacciate per loft dagli agenti immobiliari - rappresentano il luogo ideale per vivere e lavorare proprio per il fatto che, derivando da spazi industriali o artigianali, non sono nati con i connotati tipici dell'abitazione.
I loft hanno generalmente soffitti molto alti e sono bene illuminati; la sistemazione di zone per il lavoro su soppalco avviene in modo naturale, implicando sia una differenziazione spaziale sia la possibilità di visuali aperte, che aiutano la concentrazione. Anche l'aspetto industriale dei loft rende meno estranee le attrezzature da ufficio rispetto a quanto non avviene in un'abitazione tradizionale.

Uno dei mutamenti che il successo dei loft ha portato nello stile di vita contemporaneo è stato un ammorbidimento delle rigide normative inerenti il cambio di destinazione d'uso. Qualche decina d'anni fa, le prime conversioni di capannoni industriali, laboratori e magazzini comportarono notevoli diverbi con le autorità locali. Quando la tendenza acquisì maggiore impulso e divenne chiaro il fatto che vivere nei loft avrebbe comportato effetti benefici sulla riconversione delle zone industriali urbane, gli urbanisti iniziarono a diventare più tolleranti e più favorevoli agli spazi a destinazione mista, residenziale e professionale, che hanno generato la tipologia della casa-studio.

Molte di queste nuove tipologie a destinazione mista sono cablate per la connessione a internet e per le nuove forme di telecomunicazione. In molti paesi lo spazio dedicato all'attività professionale - generalmente tra il 30 e il 50% della superficie totale - viene dichiarato nei permessi comunali (e quindi non può poi essere utilizzato come stanza da letto o ampliamento del soggiorno). Esistono anche delle limitazioni alle attività che possono essere svolte in questi spazi, generalmente legate al disturbo potenzialmente arrecabile ai vicini.

Sono vietate le attività che causano rumore, inquinamento o problemi al traffico; i clienti possono essere ricevuti solo su appuntamento e non è ammesso esporre insegne troppo vistose.
Prima di scegliere una casa-studio, è bene valutare i prò e i contro anche dal punto di vista finanziario. In genere le imposte sono calcolate in parte per l'abitazione e in parte per l'attività professionale, e una quota delle spese può essere detratta dai redditi. Se svolgete un'attività autonoma, parte delle spese relative alle utenze (luce, gas e telefono) può essere detratta dal fatturato; tuttavia, i contratti ad uso professionale sono più salati, quindi non è detto che ci sia un risparmio finale.

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Venerdì, 03 Giugno 2011 07:23

Modifiche e ampliamenti in casa

Se si lavora in casa, adattare un sottotetto o un seminterrato, oppure creare un ampliamento può costituire un'ottima soluzione. Oppure si può pensare all'abitazione nel suo insieme e individuare degli spazi che possano essere riconvertiti e utilizzati in modo diverso.

Ampliare una cucina, ad esempio, in modo da potervi inserire un tavolo abbastanza grande, permette di utilizzare la sala da pranzo per il lavoro. Analogamente, si può pensare di spostare la camera da letto nel sottotetto, anche se quest'ultimo spesso offre un ottimo spazio di lavoro, e destinare a ufficio il locale da essa precedentemente occupato, specie se si prevede l'accesso di persone esterne.

Questi tipi di intervento implicano però un investimento di tempo e di denaro, che solo in alcuni casi comporta una rivalutazione dell'immobile in caso di vendita. È necessario quindi valutare se è il caso di affrontare tali cambiamenti. Se il fatto di lavorare a casa è temporaneo, è meglio pensare a soluzioni alternative.

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Martedì, 24 Maggio 2011 06:51

Definire gli spazi in casa

Per definire gli spazi in modo corretto, soprattutto nel caso di superfici ridotte, è bene tenere in considerazione le esigenze funzionali più che i propri sogni. Osservate con attenzione il vostro modo di vivere attuale e cercate di immaginarvelo in futuro. Negli anni a venire potreste iniziare a coltivare l'hobby del giardinaggio o quello della gastronomia e organizzare cene con molti amici. Ma è inutile riservare dello spazio a queste attività, se non fanno parte della vostra vita attuale.
Analizzate, poi, il luogo a vostra disposizione e individuate gli eventuali inconvenienti. Se la casa è di proprietà e ci sono dei problemi da risolvere o delle riparazioni urgenti da effettuare, è bene affrontarle quanto prima.

Se avete un impiego a tempo pieno, vivrete la vostra casa essenzialmente la sera e nei fine settimana. In tal caso è bene evitare un'impostazione tradizionale e creare uno spazio aperto ed informale, senza trascurare il problema della sicurezza, dato che la casa resterà vuota per gran parte della giornata. Se invece svolgete il vostro lavoro in casa, è bene pensare a uno spazio dedicato, creando un certo grado di separazione tra le attività domestiche e quelle lavorative.
Il primo impianto generalmente coincide con una fase della vita in cui si desidera socializzare. Se si vuole poter ricevere gente, anche solamente per cene informali, è comunque consigliabile uno spazio aperto, che accentua il senso di spaziosità e può assumere diverse configurazioni a seconda delle attività svolte.
In molte aree urbane le abitazioni a prezzi abbordabili sono piuttosto scarse. Una possibile alternativa è stata messa a punto da alcuni architetti, con la proposta di minialloggi prefabbricati. Si tratta di abitazioni caratterizzate da ambienti modulari che vengono realizzati altrove e consegnati già pronti, riducendo notevolmente i costi e i tempi di costruzione.

Uno di questi prototipi consiste in un alloggio di 32 mq con pareti e pavimenti in pannelli coibentati, ispirato agli spazi ridotti delle roulotte e delle barche e agli hotel giapponesi a capsula. Al suo interno, un modulo curvilineo ospita le attrezzature per il bagno, la cucina e il guardaroba. La camera da letto è separata da un pannello scorrevole, mentre un soggiorno aperto si affaccia su un balcone. Questi progetti sono ancora in una fase embrionale e stanno iniziando ora ad affacciarsi sul mercato, ma possono servire da fonte di ispirazione per lo studio degli spazi compatti.

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Martedì, 24 Maggio 2011 06:50

Uno spazio rivisitato

Quando il proprio stile di vita cambia e la casa non è in grado di rispondere alle nuove esigenze, non sempre è necessario traslocare. Un intervento radicale ha trasformato guesto vecchio monolocale in stile Vittoriano in un luminoso spazio aperto consono alle necessità del proprietario che è in procinto di passare dall'attività di chef a quella di giornalista gastronomico. Uno scopo della ristrutturazione era massimizzare la zona giorno, considerando che la cucina rappresenta il fulcro sia del lavoro che della vita sociale del proprietario.

Per soddisfare gueste esigenze e il desiderio del proprietario di ottenere uno spazio fluido, il monolocale è stato completamente liberato, creando un unico ambiente che funge da ingresso, soggiorno, cucina e giunge fluido fino al giardino sul retro. Il bagno è stato spostato e ridotto a un ampio vano doccia. Approfittando dell'altezza dei soffitti, la camera è stata ricavata in un soppalco con guardaroba sottostante.
Gli ambienti sono definiti più da dislivelli che da pareti. Dal soggiorno si accede alla cucina scendendo tre gradini, che fungono anche da panca e da contenitore. Tutto lo spazio è scandito longitudinalmente da una fila ininterrotta di contenitori che percorre soggiorno e cucina, con un piano di cemento gettato in opera che costituisce un pratico e robusto elemento unificatore.

Dal momento che quasi tutte le attrezzature sono integrate, la necessità di altri arredi è limitata al minimo, e lo spazio è lasciato libero. Questo aspetto del progetto consente di godere di spazio e luce e allo stesso tempo impone un certo rigore per guanto riguarda l'ordine e la linearità.

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