Venerdì, 25 Marzo 2011 09:20

Sistemi fotovoltaici isolati

I sistemi fotovoltaici isolati (o "stand alone") servono generalmente ambiti ove non giunge la rete elettrica. Non prevedono altre forme di erogazione di energia; oltre al generatore prevedono una forma di accumulo capace di scaricarsi e ricaricarsi di nuovo anche per migliaia di volte (batterie e relativi sistemi di regolazione).

Tetti fotovoltaici
La migliore applicazione dei sistemi fotovoltaici (specialmente in Paesi come l'Italia, privi di grandi tcrritori liberi per la creazione di centrali) è la diffusione dei cosiddetti "tetti fotovoltaici", cioè la disseminazione sul territorio di piccoli impianti di generazione installati sugli edifici (sia sui tetti sia sulle facciate) o su altri supporti (quali ad esempio le barriere autostradali o le strutture di parcheggio), poi collegati alla rete elettrica. Vantaggi evidenti di queste soluzioni sono che non sottraggono nuove superfi-ci, versano elettricità in rete nei momenti di massimo consumo (cioè di giorno) e in prossimità di dove verrà consumata.
Giustamente per tanti anni si è sostenuto che il fotovoltaico fosse "ancora troppo costoso" per essere sfruttato su larga scala; tuttavia i Paesi che nel mondo hanno goduto di incentivi governativi hanno dimostrato che con il sostegno delle istituzioni questo assunto è destinato a capovolgersi. In poco più di un decennio si è assistito a piani di promozione che hanno avuto molto successo: in Giappone l'incremento dei tetti fotovoltaici e di circa olto-novemila nuovi impianti all'anno, in Germania il programma "mille tetti al fotovoltaico" del 1991 ha portato prima a tremila installazioni ed è stato poi seguito da un altro per nuove centomila installazioni, mentre un programma per un milione di nuovi tetti fotovoltaici è stalo avviato negli Stati Uniti; contestualmente alla crescita delle installazioni diminuiscono i costi di produzione e l'incidenza dei "pay back Urne".

L'Italia, il Paese industriale più soleggiato d'Europa, si trova ancora in una posizione di retroguardia. Solo nel 2001 il Ministero dell'Ambiente ha finalmente promosso anche in Italia un "Programma per i Tetti Fotovoltaici" (decreto 106,29-3-2001 ) per realizzare impianti pubblici e privati di potenza da 1 a 50 kWh collegati alla rete elettrica e integrati a strutture edilizie, dunque finalizzato a incrementare con finanziamenti un settore molto promettente ma che senza incoraggiamenti non può decollare.

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I pannelli fotovoltaici sono costituiti da "piastrelle" di materiale semiconduttore, che possono essere celle (o cellule) di silicio (a cristallo singolo o multicristallino) oppure moduli "a film sottile". Questi ultimi hanno un rendimento di conversione molto minore delle celle a silicio, tuttavia possono essere considerati altamente efficienti in considerazione del loro bassissimo costo.

Pay back fime
Infatti, dal punto di vista del cosiddetto "pay back lime", cioè del tempo di funzionamento necessario perché il pannello fotovoltaico restituisca il costo necessario per fabbricarlo, confermandosi economicamente conveniente, i sistemi che più rapidamente restituiscono il loro valore economico ed energetico sono quelli con moduli a film sottile, seguiti a buona distanza da quelli a silicio policristallino e infine da quelli a silicio monocristallino. In definitiva comunque si deve respingere il sospetto che la produzione dei sistemi fotovoltaici abbia un bilancio energetico negativo, perché anche per le celle a silicio l'energia consumata in produzione è ampiamente restituita nei primi quattro-cinque anni di esercizio, contro una media di vita che va dai venti ai trentanni.

Principi di funzionamento
Nelle celle fotovoltaiche viene applicato un principio di trasformazione dell'energia esistente in natura: si tratta della capacità di alcuni materiali naturali semiconduttori, quali il silicio o il germanio, di generare elettricità a partire dalla radiazione solare. Questo avviene perché i raggi del sole, colpendo gli elettroni del semiconduttore, li mettono in moto creando una corrente elettrica indirizzata e raccolta da appositi dispositivi. Un pannello (o modulo) è costituito da più celle collegate fra loro (generalmente in numero di trentasei), ciascuna delle quali genera in media 1,5 W di potenza alla tensione di 0,6 volt per una radiazione solare media di circa 1000 W/m2. Il collegamento fra le celle aumenta la potenza complessiva del modulo: collegate tra loro infatti possono fornire 50 watt e più, ma bisogna ricordare che il deterioramento di una sola delle celle compromette il funzionamento di tutto il pannello. Un pannello di 36 celle occupa circa mezzo quadrato e può produrre giornalmente circa 0,5-0,6 kWh. I moduli sono a loro volta collegati elettricamente fra loro in sistemi che comprendono altri componenti elettronici e meccanici, in strutture di diverso tipo a seconda delle applicazioni.

La potenza elettrica installata può essere raggruppata in quattro categorie:

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Mercoledì, 29 Settembre 2010 16:44

L'energia viene da?

I pannelli solari per scaldare l'acqua o quelli fotovoltaici che trasformano l'energia solare in elettricità sono ancora piuttosto cari. Ma possono essere la scelta più indicata per le case al mare o in montagna, soprattutto se l'abitazione è isolata e quindi è complicato fare gli allacciamenti elettrici.

Queste le caratteristiche dei pannelli solari: il numero e la superficie devono essere proporzionati al clima, a quante persone abitano nella casa e se serve solo acqua calda o anche per riscaldare. L'acqua calda va in un serbatoio collocato sul tetto, nel sottotetto, in cantina oppure interrato in giardino. Per ridurre le spese di allacciamento e se serve poca acqua calda al giorno, come nelle case di vacanza, sono consigliabili i pannelli con serbatoio integrato. Ma ci sono anche altri oggetti domestici che funzionano a energia solare.

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L'acquisto di un pannello solare, di un sistema fotovoltaico o di un generatore eolico comporta maggiori difficoltà rispetto a quello di altri prodotti “pronti all'uso”. Il rivenditore al quale ci si affida dovrà offrire anche un'adeguata consulenza, sia prima sia dopo l'installazione: in molti casi un preventivo affidabile può essere effettuato solo dopo un accurato sopralluogo. Oltre alla spesa per i materiali, bisogna considerare quella della manodopera.
I costi, calcolati in genere per il kit di impianto completo, vadano in base alla quantità di acqua calda che il sistema è in grado di produrre. Cambiano la superficie del pannello e la capacità del bollitore.

Un sistema integrato
Una soluzione vantaggiosa dal punto di vista economico e di resa è quella di abbinare a un sistema solare termico un secondo impianto che funziona con un altro combustibile a basso consumo, per esempio la legna o i pellets. La caldaia a pellets funzionerà di più nei periodi dell'anno in cui l'insolazione è minore. Con questi tipi di sistemi circa il 70% dell'energia proviene dal sole, il 30%
dal combustibile fossile.
In questo tipo di sistemi solari, i costi si calcolano per ogni chilowatt di energia installato. Poiché la realizzazione prevede numerose variabili, le aziende forniscono i prezzi quasi esclusivamente su preventivo. Le aziende produttrici si occupano di tutti gli aspetti di progettazione e installazione, consegnando un impianto “chiavi in mano”.

E per informarsi
Un aiuto nella scelta della soluzione più adatta alle proprie esigenze viene da Enel.si, società del Gruppo Enel che propone servizi e prodotti per il risparmio e l'efficienza energetica, con particolare riferimento alle fonti rinnovabili. Si può chiedere consulenza ai negozi in franchising, presenti sul territorio nazionale: i punti vendita si occupano anche di progettazione, dell'installazione e della
manutenzione degli impianti. Per conoscere quello più vicino, si può consultare il sito www.enelsi.it.
Sempre con l'obiettivo di venire incontro all'utente quantificando il risparmio energetico che si può ottenere, l'azienda Buderus ha messo a punto il progetto casa Buderus: si tratta di un laboratorio dimostrativo e di ricerca attraverso il quale il pubblico potrà conoscere più da vicino le soluzioni più avanzate per la produzione di energia dalle diverse fonti.

Il sito di riferimento è www.casabuderus.it

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Venerdì, 13 Agosto 2010 07:40

Solare fotovoltaico: il dettaglio, aiuta

Elettricità dal sole
Con gli impianti fotovoltaici si può produrre il necessario per il fabbisogno di energia elettrica della propria abitazione e immetterla nella rete nazionale, effettuando una sorta di scambio-vendita con il gestore del servizio. Sono inoltre previste diverse forme di agevolazioni fiscali. Problemi aperti rimangono quelli relativi ai costi di installazione, che a oggi sono elevati, e alle procedure burocratiche da seguire, piuttosto complesse per i privati.
L'impianto solare fotovoltaico va dimensionato in base alla potenza finale che si desidera ottenere: più chilowatt di energia elettrica occorrono, più ampia è la superficie totale dei pannelli da installare. E' necessaria un'accurata progettazione, eseguita da un professionista che valuti l'irraggiamento del sito e i carichi elettrici. L'energia prodotta dall'impianto è immessa in modo continuo nella rete energetica nazionale. L'utente utilizzerà di giorno quella prodotta con il fotovoltaico, di notte quella di rete. L'adeguamento dell'impianto elettrico preesistente non comporta sostanziali modifiche. Effettuando calcoli precisi sulla potenza, bisogna fare in modo che l'impianto immetta in rete la massima quantità di energia possibile, in modo da coprire l'intero consumo annuo.

Dai moduli ai contatori
Gli elementi principali del sistema fotovoltaico sono i moduli in silicio mono o multicristallino: esteticamente sono simili ai pannelli per il solare termico, ma la tecnologia è del tutto diversa. Questi dispositivi sono infatti in grado di trasformare la radiazione solare in energia elettrica. I moduli, collegati tra loro, formano i pannelli fotovoltaici, installabili sui tetti piani o inclinati, sui frangisole, sulle facciate o sui lucernari. Le strutture di sostegno, costituite da barre in alluminio o in acciaio zincato, sono fissate su supporti per ancoraggio. I pannelli sono collegati con un inverter che riceve la corrente continua generata dal campo fotovoltaico e la trasforma in corrente alternata, immessa nella rete, in bassa tensione.

Sono previsti tre contatori:
uno registra tutta l'energia prodotta dall'impianto solare; il secondo rileva i chilowatt immessi nella rete: il terzo conteggia l'energia elettrica prelevata dalla rete quando non vi è produzione dall'impianto solare, per esempio di notte.

Si può fare a meno di collegarsi alla rete nazionale?
No, eccetto quando si vive in una casa isolata, ad esempio in una baita in montagna: in questo caso è prevista anche una batteria di accumulo. In tutti gli altri casi, la rete elettrica eroga energia quando l'impianto non ne produce a sufficienza o la riceve e la paga quando ne viene prodotto un surplus.

Il clima esterno influisce nella resa
Per funzionare bene, il generatore fotovoltaico ha bisogno di luce solare il più diretta possibile. In fase di progettazione, oltre all'irraggiamento complessivo, occorre verificare diversi fattori come le ombre provocate dalla vegetazione o dalle abitazioni circostanti, la presenza di nebbia e foschie e la frequenza delle precipitazioni. La produzione energetica risulterà massima in condizioni di cielo completamente sereno, se i pannelli sono esposti a Sud e hanno un'inclinazione di 30°. Si possono ottenere risultati soddisfacenti anche con un orientamento a Ovest o Est: l'importante è che l'impianto non sia a Nord. In condizioni di cielo coperto, il generatore sfrutta la radiazione solare diffusa, con rese inferiori. I pannelli fotovoltaici sono testati per resistere agli agenti atmosferici, grandine compresa. Molte compagnie assicurative prevedono comunque speciali clausole che rimborsano eventuali danni all'impianto.

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Installazione di un impianto fotovoltaico di potenza inferiore a 20 kw:

  • verifica preliminare di fattibilità attraverso sopralluogo, definizione di un progetto preliminare e presentazione di un preventivo economico ad opera di un tecnico iscritto all'albo professionale (ad esempio progettista) di una ditta installatrice specializzata;
  • verifica del consenso e adozione della decisione nell'ambito del condominio
  • verifica degli strumenti e forme di finanziamento dell'investimento da parte di terzi (istituti di credito, ESCO o imprese installatrici) attraverso accordi contrattuali (riguardanti fa titolarità dell'impianto o la cessione del credito verso il GSE); verifica della eventuale sussistenza di vincoli culturali, paesaggistici, naturalistici o urbanistici all'intervento ed eventuale richiesta di autorizzazione alle autorità sovracomunali competenti (ad esempio Soprintendenza nel caso di edificio dichiarato dì interesse artistico e storico);
  • verifica di eventuali agevolazioni comunali sulle imposte locali (ad esempio aliquota agevolata ICI);
  • presentazione di Denuncia di Inizio Attività (DIA) al Comune territorialmente competente;
  • comunicazione preventiva al Comune competente nei casi di impianti aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e orientamento della falda e i cui componenti non modifichino la sagoma degli edifici stessi;
  • presentazione della richiesta di connessione al gestore della rete locale di energia elettrica (ad esempio ENEL, IRIDE ecc.) con il progetto preliminare dell'impianto; a seguito della risposta (comprensiva della comunicazione del punto di allaccio alla rete, del preventivo economico e dei tempi di realizzazione)accettazione e conclusione del contratto;
  • elaborazione del progetto esecutivo dell'impianto (ad opera di un tecnico iscritto all'albo professionale);
  • esecuzione dei lavori di realizzazione dell'impianto;
  • presentazione della dichiarazione di fine lavori al Comune;
  • presentazione della comunicazione di conclusione dei lavori al gestore di rete locale;
  • presentazione della richiesta della tariffa incentivante al GSE entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell'impianto (data coincidente con l'attivazione dell'impianto).

Attenzione a.
Corretto dimensionamento dell'impianto in funzione dei propri fabbisogni energetici, nel caso di richiesta del meccanismo dello scambio sul posto (per il saldo tra l'energiaprodotta e l'eneigia assorbita dalla rete). Infatti l'energia prodotta in eccesso (saldo tra energia consumata e prodotta) non è remunerata, ma solo portata a credito per i tre anni successivi. Obbligo di installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica in edifici dì nuova costruzione, o in edifici esistenti di superficie utile superiore a 1.000 m2 oggetto di ristrutturazione, introdotto dalla legge regionale 13/2007 sul rendimento energetico nell'edilizia.

Maggior informazioni
Ulteriori informazioni sulle procedure per accedere alle tariffe incentivanti e sulle caratteristiche degli impianti fotovoltaici sono disponibili sul sito del Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) - www.gsel.it - nella sezione “Il fotovoltaico” e in particolare nella guida al nuovo conto energia e nella guida all'integrazione fotovoltaica.

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Gli impianti di almeno 1kw di rete godono di una remunerazione vantaggiosa dell'energia prodotta, grazie all'introduzione dell'incentivo denominato "Conto Energia". La tariffa incentivante sostituisce, ed esclude, ogni altra agevolazione finanziaria nella forma di contributi in conto capitale o interessi per la realizzazione dell'impianto, eccedenti il 20% del costo dell'investimento.

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Disponibilità dello spazio necessario per installare i moduli: per ogni kwp (kilowatt di picco) di potenza installata occorrono circa 8/12 m2. Corretta esposizione e inclinazione della superficie installata, per ottimizzare l'irraggiamento solare. Le condizioni ottimali per il Piemonte corrispondono a un'esposizione verso Sud (oppure Sud-Est o Sud-Ovest, con limitata perdita di produzione) con inclinazione pari a 30°-35°. Assenza di ostacoli che creano ombreggiamento (edifici, alberi ecc.)

Opzioni tecniche alternative
Per l'installazione su tetti, coperture, facciate ecc. le principali soluzioni tecniche e architettoniche sono; integrazione parziale; i moduli fotovoltaici sono appoggiati alla superficie senza sostituire il materiale stesso di costruzione; integrazione totale: i moduli fotovoltaici sostituiscono il materiale da costruzione convenzionale dell'involucro dell'edificio, diventando ad esempio parte integrante della copertura o della facciata oggetto d'intervento (è la soluzione ottimale in caso di rifacimento della copertura).

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Domenica, 30 Maggio 2010 18:49

Il risparmio energetico

L'uso più consapevole, razionale ed efficiente dell'energia da parte dei consumatori e l'adozione di tecnologie più efficienti, possono consentire di risparmiare energia e di conseguenza di dare una prima risposta alle problematiche legate all'approvvigionamento energetico e alla necessità di tutelare l'ambiente. Tuttavia, la mancanza di informazioni sulla disponibilità di nuove tecnologie e sui costi dei propri consumi costituisce spesso il principale ostacolo al miglioramento dell'efficienza energetica (quasi il 50%, dell'abbattimento dipende dalla riduzione dei consumi, per la sostituzione delle tecnologie)

Come si realizza
Il settore che presenta elevate possibilità di riduzione dei consumi, è quello civile. Gli edifici, infatti, assorbono una notevole quantità di energia sia durante la loro realizzazione, sia durante la loro vita per la climatizzazione degli ambienti (riscaldamento e raffrescamento), la produzione di acqua calda sanitaria, la ventilazione, l'illuminazione, gli elettrodomestici (lavaggio, con    servazione degli alimenti, comunicazione), la cottura dei cibi ecc. Il miglioramento dell'efficienza energetica dì questo settore può essere conseguito adottando misure di contenimento dei consumi elettrici e termici. Il consumo per l'illuminazione domestica, che rappresenta circa il 13,5% del consumo totale di energia elettrica nel settore residenziale, può essere ridotto del 50% mediante l'adozione di lampade fluorescenti compatte a basso consumo con alimentatore elettronico. L'uso più consapevole dell'energia da parte dei consumatori e la scelta di acquistare prodotti ad alta efficienza energetica può ridurre i consumi dovuti ai grandi elettrodomestici del 30-50%. Per ridurre i consumi dovuti alla climatizzazione estiva è opportuno dotarsi di idonei sistemi di ombreggiamento e utilizzare sistemi di raffrescamento passivi. I consumi dello scaldabagno elettrico, legati in gran parte al consumo d'acqua, possono essere ridotti mediante l'installazione di riduttori di flusso mentre la sostituzione dello scaldabagno elettrico con un sistema a gas o a pannello solare è in grado di dimezzare i consumi. Per quanto riguarda la riduzione dei consumi termici, la misura preferibile è quella di intervenire sul sistema edificio impianto, mediante la riduzione delle dispersioni termiche dell'edificio e la sostituzione del generatore di calore con uno più efficiente (ad esempio, caldaia a condensazione, impianto a pompa di calore con tecnologia a compressione o ad assorbimento, impianto cogenerativo ad alto rendimento, impianto a integrazione di energia solare). Le dispersioni termiche si riducono con il miglioramento della coibentazione dell'edificio, l'installazione di finestre con doppi vetri o vetri selettivi e telai ad alta prestazione (legno, alluminio a taglio termico). Un intervento generico di miglioramento dell'efficienza del sistema edificio-impianto, che generalmente consente di raggiungere un miglioramento dell'indice di prestazione energetica variabile tra il 30% e il 40%, è caratterizzato da un costo di 0,4 euro ogni kWh/anno risparmiato e da tempi di ritorno di circa quattro-sei anni.

Normativa in Europa
Nell'ultimo decennio si è assistito a una crescente attenzione, da parte dell'unione Europea, all'individuazione di nuovi strumenti normativi e di nuove metodologie applicative finalizzate al miglioramento dell'efficienza. Con la Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell'edilizia è stato stabilito che gli stati membri devono tra le altre cose: adottare standard energetici per gli edifici di nuova costruzione e per quelli sottoposti a ristrutturazione con una superficie superiore a 1.000 metri quadrati; introdurre la certificazione energetica per gli edifici; introdurre il controllo periodico dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento. Il Decreto legislativo n. 192 del 19 agosto 2005 e successive modifiche e integrazioni ha stabilito che: deve essere dichiarato il consumo energetico degli edifici immessi nel mercato immobiliare; nei nuovi edifici l'acqua calda sanitaria deve essere riscaldata con fonti rinnovabili; devono essere introdotte le schermature solari esterne nei nuovi edifici; deve essere introdotto il parametro energetico nella pianificazione del territorio; a partire dal 2020, nei nuovi edifici, devono essere ridotte le dispersioni termiche dì un ulteriore 20%.

Normativa in Italia
Nel nostro Paese la prima legge in materia di risparmio energetico è la Legge n. 10/1991 “Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”. Tra le altre cose, la Legge n. 10/1991 prescrive alle Regioni e Province autonome di predisporre un piano regionale per il risparmio energetico e ai Comuni di aggiornare il Piano Regolatore tenendo conto delle disposizioni in materia. In seguito, il Decreto legislativo n 412/1993, “Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4 della legge 9 gennaio 1991, n. 10”: suddivide l'Italia in zone climatiche in funzione dei gradi giorno (per gradi giorno s'intende la somma, estesa a tutti i giorni di un periodo annuale convenzionale di riscaldamento, delle sole differenze positive giornaliere tra la temperatura dell'ambiente, convenzionalmente fissata a 20 °C, e la temperatura media esterna giornaliera); classifica gli edifici in base alla loro destinazione d'uso; stabilisce i valori minimi e massimi della temperatura ambiente; indica tutte le caratteristiche che devono rispettare gli impianti.

Normativa in Piemonte
A livello regionale, il Piemonte, con la D.G.R. 11 gennaio 2007, n. 98-1247 (Stralcio di Piano per il riscaldamento ambientale e il condizionamento) e la L.R. 28 maggio 2007, n. 13 ha individuato gli indirizzi, le prescrizioni e gli strumenti volti a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici esistenti e di nuova costruzione, a favorire lo sviluppo e l'integrazione delle fonti rinnovabili e ha introdotto l'obbligo della certificazione energetica. In attuazione della L,R, 28 maggio 2007, n. 13 sono stati predisposti quattro regolamenti inerenti: operazioni di controllo di efficienza energetica degli impianti termici; impianti solari termici, impianti fotovoltaici, serre solari ed elementi costruttivi finalizzati alla captazione diretta dell'energia solare; certificazione energetica; requisiti minimi prestazionali degli edifici, armonizzati rispetto ai contenuti del previsto aggiornamento dello Stralcio di Piano

Finanziamenti agevolati
Finanziamenti agevolati per interventi di efficienza energetica e di utilizzo delle fonti rinnovabili previste dal "Decreto Kyoto". Il bando è articolato in tre specifiche "misure":  la prima, destinata alla realizzazione dì impianti di microcogenerazione (potenza elettrica fino a 50 kW) alimentati a gas naturale o biomasse solide, liquide e gassose; la seconda, rivolta alla realizzazione di impianti a fonte rinnovabile per la produzione di energia elettrica o termica (eolici, idroelettrici, solari termici, impianti termici a biomassa vegetale solida, impianti fotovoltaici); la terza, infine, rivolta alla razionalizzazione degli usi finali di energia, incentiva interventi di riqualificazione energetica degli involucri di edifici esistenti, sistemi di teleriscaldamento alimentati da impianti di cogenerazione, impianti geortemici a bassa entalpia per la climatizzazione dì edifici e impianti di cogenerazione di media e grande taglia. Gli incentivi, prevedono, come potenziali beneficiari, una pluralità di soggetti, che comprende persone fisiche, persone giuridiche private, imprese, soggetti pubblici e condomini, che possono presentare domanda per tutte le tipologie di intervento, con l'eccezione degli impianti solari termici, degli interventi di riqualificazione energetica degli involucri edilizi e degli impianti di cogenerazione di media e grande taglia, interventi che sono ammissibili solo se realizzati da soggetti pubblici. Il bando prevede l'erogazione di un finanziamento agevolato a tasso fisso per un importo pari al 70% dei costi sostenuti per la realizzazione degli interventi (la percentuale è elevata al 90% nel caso in cui il beneficiano sia un soggetto pubblico), di durata compresa fra i tre e i sei anni. In Regione Piemonte, la gestione del Bando Kyoto è affidata alla società finanziaria regionale Finpiemonte S.p.A., alla quale vanno inoltrate le domande di finanziamento. Per informazioni relative ai termini e modalità di presentazione delle domande, occorre fare riferimento alla sezione "Ambiente>Energia>Bandie finanziamenti 2009" del sito istituzionale della Regione Piemonte: www.regione.piemonte.it o al sito di Finpiemonte S.p.A.: www.finpiemonte.it

Edifici e impianti termici
La D.G.R. n. 46-11968 del 4 agosto 2009 definisce un quadro prescrittivo di riferimento per la riduzione sia dei consumi energetici per la climatizzazione degli edifici, sia delle emissioni in atmosfera ad essa associate. Tale obiettivo è perseguito incrementando il ricorso alle migliori tecnologie disponibili e promuovendo comportamenti virtuosi da parte dei cittadini consumatori.

Le prestazioni energetiche
Le principali disposizioni contenute nella D.G.R. n. 46-11968 del 4 agosto 2009 riguardano: requisiti minimi e prescrizioni specifiche per quanto riguarda le prestazioni energetiche degli involucri edilizi e dei singoli elementi che costituiscono: sia nelle nuove costruzioni (definendo i valori limiti del fabbisogno energetico degli edifici, residenziali del terziario), sia nelle ristrutturazioni edilizie o nelle manutenzioni e nei restauri (definendo i requisiti dei singoli elementi che vengono utilizzati requisiti minimi per le prestazioni, energetiche ed emissive, degli impianti termici da installare in edifici nuovi o in sostituzione di generatori esistenti. Viene in particolare ribadito l'obbligo dell'installazione di impianti a 4 stelle, consentendo deroghe solo in casi limitati; modalità e tempistica di adeguamento degli impianti termici esistenti per raggiungere gli obiettivi di risanamento della qualità dell'aria del territorio piemontese: la disciplina infatti stabilisce, in relazione al tipo di combustibile utilizzato e alla alla potenza dell'impianto termico, le scadenze temporali entro le quali deve essere effettuato l'adeguamento dell'impianto termico; tempistica e obiettivi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti caratterizzati da un fabbisogno energetico per il riscaldamento invernale particolarmente elevato. il provvedimento prevede che gli edifici di grandi dimensioni e con elevati consumi energetici debbano provvedere, entro il 31.12.2016, a realizzare interventi in grado di conseguire una riduzione del proprio consumo di energia primaria per il riscaldamento almeno pari al 35%

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Sabato, 01 Maggio 2010 17:43

Il fotovoltaico

La tecnologia fotovoltaica consente di trasformare direttamente la radiazione solare in energia elettrica, senza la necessità di meccanismi in movimento. Essa sfrutta il cosiddetto effetto fotovoltaico, basato sulle proprietà di alcuni materiali definiti semiconduttori (cioè con caratteristiche sia di conduttori elettrici sia di isolanti elettrici), i quali sono in grado di generare opportunamente elettricità quando vengono investiti da radiazione solare. Il dispositivo elementare che è alla base della tecnologia fotovoltaica è la cella fotovoltaica, costituita da un materiale semi-conduttore (in genere silicio) opportunamente trattato. Un insieme di celle fotovoltaiche collegate tra loro in serie o in parallelo costituisce il modulo fotovoltaico.

Che cos'è il fotovoltaico?

Un impianto fotovoltaico consente di trasformare, direttamente e istantaneamente, l'energia solare in energia elettrica senza l'uso di combustibile Un impianto fotovoltaico connesso alla rete elettrica di bassa tensione è essenzialmente costituito da moduli fotovoltaici (ovvero da un generatore o campo fotovoltaico), da un sistema detto inverter che converte la corrente continua in corrente alternata, come quella prelevata dalla rete per l'alimentazione delle apparecchiature elettriche (elettrodomestici, computer ecc.), da dispositivi di protezione e cavi di collegamento (quadri elettrici e cavi) e dal misuratore dell'energia elettrica prodotta (contatore).

Vantaggi

  • Produzione di energia elettrica nel luogo in cui si consuma (autoproduzione), riducendo o annullando il fabbisogno di elettricità prelevata dalla rete, con una minima gestione e manutenzione.

  • Possibilità di utilizzare tutta l'energia generata e non consumata immediatamente, attraverso il servizio di “scambio sul posto” o la cessione a terzi.

  • Modularità: gli impianti possono essere ampliati a piacere aumentando anche successivamente la capacità produttiva.

  • Manutenzione ridotta, per l'assenza di parti in movimento.

  • Semplicità d'utilizzo: è molto veloce e semplice da installare (ad esempio un impianto da 20 kWp connesso alla rete e installato su un tetto, viene realizzato in circa 7-10 giorni dall'inizio dei lavori.

  • Impatto ambientale estremamente basso: in particolare, durante la fase di esercizio, l'unico vero impatto ambientale è rappresentato dall'occupazione di superficie.

Tali caratteristiche rendono la tecnologia fotovoltaica particolarmente adatta all'integrazione negli edifici in ambiente urbano. In questo caso, infatti, sfruttando superfici già utilizzate, si elimina anche l'unico impatto ambientale in fase di esercizio di questa tecnologia. I benefici ambientali ottenibili dall'adozione di sistemi FV sono proporzionali alla quantità di energia prodotta, supponendo che questa vada a sostituire energia altrimenti fornita da fonti convenzionali. Per produrre un kWh elettrico vengono bruciati mediamente l'equivalente di 2,56 kWh sotto forma di combustibili fossili e di conseguenza emessi nell'aria circa 0,53 kg di anidride carbonica. Si può dire quindi che ogni kWh prodotto dal sistema fotovoltaico evita l'emissione di 0,53 kg di anidride carbonica.

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