Martedì, 20 Settembre 2011 08:03

Come migliorare l'illuminazione in casa

Quasi tutti gli ambienti domestici richiedono un certo equilibrio tra rilluminazione ambientale e quella funzionale.
Le luci decorative contribuiscono a creare la giusta atmosfera.
  • Creare sovrapposizioni di luce e ombra
    Aumentare il numero
delle fonti luminose e posizionarle ad altezze diverse dirige lo
sguardo verso i diversi angoli di una stanza.
  • Far rifrangere la luce su piani riflettenti
    È consigliabile 
esaltare il senso dello spazio facendo in modo che la luce si
rifletta su pareti e soffitti. Questo tipo di illuminazione
ambientale diffusa si ottiene con faretti e apparecchi orientabili a
parete.
  • Evitare il bagliore
    II bagliore è determinato da un contrasto
eccessivo tra una fonte luminosa e l'ambiente circostante ed è
molto irritante per gli occhi. Si consiglia di schermare le 
lampadine in modo che la luce non sia diretta. Inoltre, tre o
quattro punti luce relativamente fievoli permettono di ottenere lo
stesso livello generale di illuminazione, creando, nel contempo,
un'atmosfera più gradevole.
  • Limitare le fonti luminose fisse
    Gli apparecchi per
rilluminazione fissi, come i faretti, dovrebbero essere destinati a
quelle zone in cui la disposizione delle attrezzature e
l'organizzazione dello spazio sono ugualmente fisse, come cucine
e bagni.
  • Posizionare con cura le luci funzionali
    La luce va indirizzata sul
 piano del tavolo, sulla zona di lavoro, sulla scrivania o a fianco del
letto in modo tale da non lavorare o leggere nella propria ombra.
  • Favorire la flessibilità
    Una buona quantità di prese elettriche,
regolatori di luminosità (dimmer), sistemi a binario con faretti
 mobili contribuiscono a rendere i progetti di illuminazione
 adattabili a eventuali esigenze future.
Martedì, 20 Settembre 2011 08:02

L'illuminazione in casa: consigli utili

Uno dei modi più semplici ed efficaci per dare un nuovo volto alla propria casa è migliorare il modo in cui è illuminata, sia artificialmente che naturalmente. La qualità della luce influisce direttamente sullo stato d'animo; è anche il mezzo tramite il quale si percepiscono gli interni e le superfici, grazie alla sua capacità di sottolineare gli effetti materici, accentuare il volume e dirigere l'attenzione verso i dettagli. Nella pratica, la luce naturale e le fonti luminose artificiali sono necessarie tanto per le attività domestiche di routine che per svolgere compiti più specifici.

Il modo più semplice per migliorare l'illumuiazione naturale è evitare di schermare finestre o altre aperture vetrate; dove c'è bisogno di privacy durante le ore del giorno, avvolgibili in tessuti trasparenti, tende traslucide, vetro smerigliato o persiane in plexiglas influiranno in misura minima sulla qualità della luce. Arredi ed elementi decorativi dai colori chiari, superfici e finlture riflettenti, come gli specchi, contribuiscono a sfruttare al massimo la luce naturale diretta.

Migliorare l'illuminazione artificiale non significa acquistare accessori costosi o complicati corredi tecnici; né è questione, come in molti credono, di rendere tutto quanto più luminoso possibile. Zone illuminate in modo uniforme, in particolare quelle provviste di un'unica fonte di luce a soffitto, mancano di atmosfera e vitalità. Al contrario, gli spazi che possiedono diversi punti luce hanno un aspetto vibrante.

Mercoledì, 06 Aprile 2011 07:56

Illuminazione diretta e illumuiazione diffusa

Con l'utilizzo di fonti puntiformi o diffuse si realizzano tipi di illuminazione che determinano sugli oggetti effetti finali molto differenti. L'illuminazione diretta da luogo a contorni e ombre ben marcati, le cui linee sono delineate dai contrasti. L'illuminazione diffusa da luogo ad ambienti senza evidenza di contrasti, dove i contorni si fanno più uniformi e sfumati.
La luce fluorescente orientata non è consigliata, in quanto i "dark lighter" utilizzati per orientare il flusso riducono il suo rendimento del 50%: in questo caso l'argomento del risparmio energetico diventa secondario. In tutti i casi in cui sono necessarie le luci fluorescenti per ambienti destinati anche al soggiorno di persone, sono da preferire le lampade del tipo True-lite.

Gli standard per illuminare un luogo di lavoro possono variare secondo i consumi seguenti:

  • standard alto: oltre i 25 watt/m2
  • standard medio: 15 watt/m2
  • standard minimo: 7/8 watt/m2: è raggiungibile solo con
lampade fluorescenti, ma con una mediocre qualità vi
siva.

E del tutto controindicato nel caso di lavoro sui terminali o di intensa concentrazione.
Un ottimo effetto per uno standard di consumo molto basso si può ottenere con l'illuminazione selezionata: per lo standard di soli 11 watt/m2 è ottenibile una bellissima luce con sole sorgenti alogene differenziate (di 100 lux per l'ambiente e di 400 lux sui piani di lavoro).
Un sistema per illuminazione a fibre ottiche comprende una fonte luminosa (per esempio una lampada alogena), un trasformatore e un collettore ottico che può contenere fino a 300 fibre. Sottili cavi di vetro inguainati in materiale elastico, che possono assumere le forme desiderate, trasportano la luce dalla fonte al luogo desiderato. Il sistema non si surriscalda, non si deteriora e può stare anche a contatto con umidità; ha il vantaggio di poter condurre la luce anche in zone di difficile accesso con consumi molto ridotti.

Per scegliere le fonti di illuminazione e disporle correttamente è sempre meglio affidarsi a soluzioni articolate e adatte alla situazione. 11 miglior risultato illuminotecnico e energetico si può ottenere con l'illuminazione selezionata, o task lighting, che insieme alle lampade incandescenti per il piano utilizza le fluorescenti per una luce "d'ambiente". Il rilevatore di presenza o un accessorio di grande utilità molto consigliato per gli uffici e i locali pubblici. Con una spesa modesta può essere installato sia negli impianti nuovi sia in impianti già esistenti. È un piccolo meccanismo a raggi infrarossi che percepisce la presenza di persone e funziona come un interruttore automatico: accende la luce solo in presenza di qualcuno e disinserisce la corrente dopo il suo passaggio. E di evidente utilità nel caso di utenti distratti, oppure per la luce sulla porta di casa, che all'arrivo di un ospite si attiva automaticamente con il doppio effetto di segnalarne la presenza e di' illuminare il passaggio.

Inquinamento luminoso
Infine non bisogna dimenticare altri semplici dati: per esempio le lampade rendono molto di più se regolarmente spolverate, mentre i lampadari centrali con molte lampadine consumano proporzionalmente molto di più di una sola luce centrale della stessa potenza.
Un'ultima riflessione merita il problema sempre più diffuso dell'inquinamento luminoso. L'eccesso di luce artificiale costella il pianeta al punto da definire i confini geografici dei paesi più industrializzati, come è ben documentato dalle foto notturne riprese dal satellite. Oltre a privare del piacere di osservare le stelle il riverbero offusca la volta celeste al punto di disturbare le osservazioni astronomiche, tanto che sono già state emanate leggi nella direzione di arginare questo fenomeno. Una norma del 1999 (Uni 10819) definisce i "requisiti per la limitazione della dispersione verso l'alto del flusso luminoso" negli impianti di illuminazione esterna. Di queste problematiche si dovrà tenere conto nella progettazione delle luci per esterno, non solo in rapporto al flusso verso l'alto ma anche in considerazione del loro riverbero di riflessione dal suolo.

Mercoledì, 06 Aprile 2011 07:52

Sorgenti a scarica o fluorescenti

Sorgenti a scarica, fluorescenti oppure a ioduri metallici: efficienza dai 30/35 lumen/watt fino a 80/90 lumen/watt. Hanno un costo molto più elevato delle incandescenti, ammortizzato da una loro durata molto più lunga.

Normalmente contengono vapori tossici e mercurio perciò vanno smaltite come rifiuto speciale. Preferire le nuove lampade al sodio ad alta pressione con antenna integrata, che non contengono mercurio; oppure quelle in regola con le nuove normative, a tenore di mercurio ridotto dell'80%. Negli usi per cui sono indicate queste lampade hanno i minori consumi. Quelle a ioduri metallici hanno una efficienza quasi pari alle fluorescenti ma dimensioni molto più compatte (praticamente analoghe alle alogene). Un inconveniente è rappresentato dal fatto che, oltre a richiedere un apparato di alimentazione complesso, si accendono gradualmente richiedendo quasi 5 minuti per arrivare a pieno regime. Questo tempo è quasi raddoppiato se è necessario riaccendere le luci quando sono state appena spente.

Come si vede le sorgenti a scarica emettono molta più luce a parità di energia assorbita, però le caratteristiche delle lampadine variano in rapporto al loro tipo di funzionamento e all'apparecchio che ne controlla il flusso, dunque vanno verificate per il preciso compito visivo che devono svolgere.
Quest'ultimo è meglio illustrato da una seconda classificazione delle lampadine, che mette in evidenza la qualità della loro luce:

Mercoledì, 06 Aprile 2011 07:49

Luce artificiale

Poiché la nostra giornata si prolunga in buona parte anche in orari privi di luce naturale la progettazione della luce artificiale è di grande importanza sia per il comfort visivo e fisiologico, sia per il risparmio energetico: gli usi di illuminazione, infatti, consumano dal 10 al 20% dell'energia elettrica, ma come già osservato quasi la metà di questa luce splende in stanze vuote.
I colori subiscono variazioni a causa dell'illuminazione artificiale. Le lampade ad incandescenza emettono raggi infrarossi e rossi che si sovrappongono agli altri colori, sfalsandoli: infatti, con questa luce, i rossi, gli arancioni ed i gialli vengono esaltati, il verde tende al giallo, il viola al marrone, l'azzurro si ingrigisce.
Le lampade fluorescenti possono produrre affaticamento visivo e modificano differentemente i colori a seconda della diversa gradazione della radiazione che emettono. Abbiamo visto che gli effetti di queste alterazioni cromatiche non sono da trascurare, in quanto l'organismo è estremamente sensibile alla qualità della luce e delle vibrazioni di colore.

Le lampade fluorescenti che emettono una luce che riproduce l'intero spettro solare (le cosiddette True-li-te) sono raccomandate in luogo delle lampade comuni in quei luoghi da lavoro (o comunque di soggiorno diurno) in cui occorre installare impianti di luce fluorescente perché la luce naturale non può penetrare oppure è molto scarsa. Importante è anche la collocazione delle fonti luminose in relazione ai materiali e ai colori che vengono illuminati, per evitare fastidiosi effetti di abbagliamento e di rifrazione. Per quello che riguarda il risparmio, non esistono criteri "ecologici" certi per la scelta delle fonti di illuminazione. Le lampade a fluorescenza sono di norma presentate come le più efficienti, ma questo è vero solo in particolari condizioni d'uso.

Le lampadine si possono dividere nei due grandi gruppi delle sorgenti a incandescenza e delle sorgenti fluorescenti.
Incandescenti normali, efficienza energetica massima: 18 lumen/watt. Incandescenti alogene, efficienza energetica fino a 25 lumen/watt. Non contengono vapori tossici ma quelle tradizionali disperdono in calore alte percentuali dell'energia totale utilizzata per il loro funzionamento. Le incandescenti alogene al tungsteno e ai metalli hanno uno sfruttamento molto più efficiente dell'energia in luce, sono più costose e come le fluorescenti hanno una lunghissima durata. Recentemente sotto accusa per l'emissione di raggi UV, sono state assolte per l'irrisorietà delle radiazioni effettivamente emesse. Le alogene a loro volta si dividono in lampade a tensione di rete e a bassissima tensione. Queste ultime danno il miglior rendimento sia per motivi ottici che termici, cioè hanno un'ottima resa energetica e di qualità di luce.

Mercoledì, 06 Aprile 2011 07:43

Luce naturale

L'apporto quotidiano di luce naturale necessario all'armonia delle funzioni assolte dalla luce deve essere molto superiore all'illuminazione sufficiente alle funzioni visive.
I coefficienti di luminosità (rapporto fra le dimensioni degli ambienti e delle finestre) stabiliti dalle norme vigenti sono insufficienti a determinare l'effettiva qualità dell'illuminazione naturale, che è influenzata da numerosi fattori.
Gli ambienti interni risultano diversamente illuminati dalla luce naturale in rapporto a due principali gruppi di fattori:
radiazione e riflessioni della luce diurna

  • luce diretta proveniente dalla volta celeste
  • luce riflessa proveniente dalla riflessione di oggetti
 esterni
  • luce riflessa proveniente dalle riflessioni multiple delle pareti e degli oggetti interni.

Accorgimenti di progetto che influenzano la luce:

  • posizionamento e dimensioni delle aperture trasparenti
e qualità di trasparenza dei vetri
  • capacità riflettenti delle superfici di pareti, pavimenti,
soffitti e arredi.

La progettazione deve sempre prevedere la massima valorizzazione della luce naturale, che con le attuali tecnologie di canalizzazione è possibile far pervenire anche in ambienti completamente ciechi e distanti dalla luce del sole. La tecnica dei "condotti di luce" è semplice e nell'ambito della tecnologia dell'illuminazione naturale costituisce un'evoluzione veramente apprezzabile e dalle straordinarie applicazioni. Si tratta di canali che possono convogliare la luce del sole, attraverso superfici interne altamente riflettenti e lenti di Fresnel, all'interno degli edifici per distanze di numerosi metri, fino a farla giungere in locali altrimenti illuminabili solo con la luce artificiale, con evidenti vantaggi sia biologici sia energetici.
È consigliato non adibire a funzioni abitative importanti o di lungo soggiorno diurno i locali orientati a nord, nord-ovest e nord-est.
Orientamenti consigliati per le finestre (a latitudini inferiori a 50° Nord):

  1. stanze abitate di giorno e di notte: sud, sud-est, est (ac
cettabile anche sud-ovest e nord-est). Sud e sud-est pre
feribilmente da destinare alle stanze abitate di giorno
  2. stanze di servizio o di utilizzo occasionale: adatti tutti gli
orientamenti. Per destinare a stanze più importanti gli
orientamenti migliori, queste si posizionano preferibil
mente a nord, nord-ovest e nord-est.

Perché la luce interna alle stanze sia uniforme è necessario che una porzione della volta del ciclo sia visibile attraverso la finestra da tutti i lati della stanza. La luce sarà migliore se proveniente da finestre posizionate su due angoli anziché su una sola parete. Tutte le stanze abitate devono avere una quota minima di insolazione, che non deve essere inferiore a un'ora al giorno.
La qualità dell'illuminazione interna è positivamente influenzata dai colori tenui, con alti indici di riflessione, scelti fra tutti i colori molto chiari e in particolare giallo chiaro, verde e bianco. Questi ultimi tre stimolano la funzione visiva grazie alla loro particolare lunghezza d'onda. 1 colori saturi, fra questi in particolare il blu violaceo e il rosso, determinano il più alto affaticamento visivo. Da un punto di vista biologico i vetri consigliati sono quelli che lasciano passare la maggior parte delle radiazioni dell'intero spettro solare, compresi i raggi ultravioletti. Purtroppo c'è una contraddizione quando le condizioni di calore esterno siano tali da richiedere per esigenze bioclima-tiche vetri molto selettivi.

Mercoledì, 06 Aprile 2011 07:38

Illuminazione ecologica

La luce naturale è indispensabile alla vita e la sua carenza determina scompensi biologici.
Come tulle le radiazioni elettromagnetiche, la parte visibile dello spettro luminoso, le radiazioni infrarosse e quelle ullraviolelte hanno effetti molto rilevanti sugli organismi viventi, agiscono sui processi biologici in modo complesso, influendo sulla crescita e lo sviluppo, intensificando i processi metabolici, attivando gli scambi gassosi e i processi ossidativi, stimolando le ghiandole endocrine e i sistemi enzimatici.
Per ragioni analoghe sono importanti il buio e il suo equilibrato alternarsi con le ore di luce.
Tutti sappiamo quanto la luce possa influenzare la qualità di un vino o di un medicamento, infatti consideriamo normale e necessario utilizzare come contenitori di sostanze organiche delle bottiglie scure.

Conosciamo l'importanza, sottolineata dalla cronobiologia, di regolari ritmi giorno-notte (cioè di luce-buio) e sappiamo che in presenza di luce l'organismo è incapace di secernere a sufficienza un ormone tanto importante per la vita e per le difese quale la melatonina.
Risulta pertanto doppiamente incomprensibile che, solo per fare un esempio significativo che valga per tutti, in molti reparti di rianimazione e di terapia intensiva di ospedali recentemente costruiti gli ammalati siano esposti a illuminazione artificiale continua giorno e notte, fino a perdere il senso del tempo e la funzionalità di alcune ghiandole essenziali all'equilibrio vitale.
Sono meno note alcune indicazioni che discendono dalla lunga esperienza di ricercatori come John N. Oli. un esperto di fotografia più noto ai cinefili che agli architetti. Inventore del procedimento a passo uno, che consente di riprendere processi impercettibili, quali lo sbocciare dei fiori, in quanto si svolgono in lassi di tempo troppo lunghi per le nostre percezioni, ha prodotto fin dal 1948 filmati sulla vita dei fiori, degli animali, dei microrganismi per scopo scientifico, documentano o per effetti speciali; sia per Walt Disney e Paramount, sia per istituti universitari o aziende.

A seguito di numerose osservazioni legate a questo lavoro e a esperimenti ripetuti tenendo conto scientificamente delle condizioni di luce, egli è giunto alla conclusione che i diversi tipi di illuminazìone, oltre a incidere su processi biologici quali la riproduzione, influenzano la dimensione, la frequenza e la velocità di crescita dei tumori (per esempio indotti negli animali da laboratorio utilizzati nelle ricerche sul cancro); di conseguenza ne ha dedotto che la luce dovrebbe essere considerata una variabile da sottoporre a controllo scientifico in ogni laboratorio di ricerca. Studiando approfonditamente l'influenza esercitata dalle differenti variazioni cromatiche della luce sui microrganismi, sulle piante e sugli animali, Ott è anche giunto alla conclusione che per vivere in buona salute è necessario esporsi regolarmente (più ore al giorno possibile) all'intero spettro della luce naturale (cioè solare), senza schermarne i raggi ultravioletti: nonostante gli allarmi legati all'assottigliamento della fascia d'ozono egli raccomanda dunque di utilizzare sempre vetri che lascino passare la frazione più ampia dell'intero spettro e lenti a contatto e occhiali senza filtri antiUVA.

Aspetti tecnici
Tornando agli aspetti tecnici, per ragioni biologiche (maggior benessere) ed ecologiche (minor consumo), l'illuminazione deve sfruttare al massimo la luce naturale e non deve causare sprechi di energia. L'illuminazione degli ambienti, prevalentemente naturale e adeguatamente integrata da quella artificiale, deve essere concepita tenendo conto di alcuni fattori fondamentali: