Sabato, 22 Maggio 2010 08:28

Elettrodomestici ad alta efficienza

In Piemonte nel 2006 sono stati consumati circa 4.500 milioni di kwh di energia elettrica nel settore domestico, pari al 16,5% del totale dei consumi elettrici regionali. Scegliere elettrodomestici di classe energetica elevata, e utilizzarti seguendo alcune regole, permette di risparmiare sulla bolletta e contribuire a ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2). In Italia, nel periodo fra il 1998 e il 2003, è stato introdotto l'obbligo dell'etichettatura energetica per frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, lampade ad uso domestico, forni elettrici e condizionatori. E' opportuno diffidare degli elettrodomestici che ne siano sprovvisti. L'etichetta energetica permette di orientare in modo efficace il consumatore al momento dell'acquisto, è la migliore alleata per promuovere il miglioramento tecnologico e dunque la protezione dell'ambiente: è buona abitudine consultarla sempre prima di comprare.

Ecco come ottenere rapidamente in Euro l'equivalente del consumo energetico in kitowattora (kwh) all'anno che si legge sull'etichetta: è sufficiente moltiplicare il consumo per 0,15 (prezzo medio in curo/kWh dell'energia elettrica nel settore domestico, rif. aprile 2009). Se su un frigorifero di classe A è riportata, ad esempio, la scritta 225 kWh di consumo annuo, ad esso potranno corrispondere, molto approssimativamente, 225 x 0,15 = 33,75 euro in bolletta all'anno (attenzione: questa cifra si riferisce all'apparecchio sempre chiuso e a temperatura controllata in laboratorio; i dati reali possono essere molto più elevati se l'apparecchio è aperto di frequente esso utilizzato in maniera non corretta). Con la Legge finanziaria 2008 (Legge n. 244/2007) è stata prorogata fino al 31.12.2010 la possibilità di usufruire di una detrazione Irpef del 20% in un'unica rata fino a un massimo di 200 euro per ciascun apparecchio, in merito a spese sostenute per l'acquisto di nuovi frigoriferi, congelatori e loro combinazioni di classe almeno pari ad A+, in sostituzione degli analoghi vecchi elettrodomestici. Al momento non è possibile beneficiare della detrazione per gli altri tipi di elettrodomestici. Dal 2010 sarà vietata in Italia la commercializzazione di elettroappartenenti alle classi energetiche inferiori alla A e dal 2011 degli elettrodomestici privi di interruttore dell'alimentazione dalla rete elettrica.

Per detergere le stoviglie e per la manutenzione servono prodotti specifici, spesso concentrati in un'unica compressa.

Detersivo & C, anche in pastiglie
I detergenti per lavastoviglie possono essere in polvere o in pastiglie. Quest'ultima formula, la più diffusa sul mercato, ha il vantaggio di essere già dosata. Le pastiglie 3 in 1 contengono, oltre al detersivo, anche il sale, necessario per eliminare il calcare dall'acqua di lavaggio, e il brillantante. I prodotti 5 in 1 contengono in più un additivo che previene l'opacizzazione di vetri e cristalli e uno per pulire più a fondo le pentole particolarmente sporche. Molte lavastoviglie di ultima generazione hanno l'opzione 3 in 2 che, quando viene attivata, permette di modificare il ciclo in modo da sciogliere e utilizzare al meglio le pastiglie 3 in l. Se l'apparecchio non prevede questa funzione, conviene utilizzare le pastiglie per i programmi standard o intensivi e non per quelli brevi perché hanno temperature troppo basse che non consentono lo scioglimento completo della compressa.

I sale
Anche se si utilizzano le pastiglie che contengono il sale, è utile aggiungere comunque periodicamente questo prodotto nell'apposito serbatoio che ha una capacità di circa 1,8 kg. Se la lavastoviglie non ha la spia di segnalazione, bisogna considerare che il sale va aggiunto ogni il lavaggi circa. Conviene comunque utilizzare sempre l'apposito sale per lavastoviglie

Sabato, 08 Maggio 2010 07:42

Lavastoviglie: sicurezza al 100%

Tutti i modelli, anche i più semplici, hanno dispositivi integrati che impediscono surriscaldamenti, trabocchi e perdite d'acqua. I produttori li identificano con nomi commerciali diversi ma il funzionamento è simile. La sicurezza incomincia dallo sportello: se viene aperto quando la lavastoviglie è accesa, il funzionamento si blocca immediatamente, impedendo la fuoriuscita di acqua dalla vasca. L'erogazione d'acqua si interrompe in automatico anche in caso di rottura del tubo di carico o di perdite di acqua dalla vasca, grazie a un dispositivo anti-allagamento, elettrico o a galleggiante.

Il sistema blocca il flusso, chiudendo la valvola di entrata dell'acqua, che viene convogliata in uno speciale vassoio di raccolta. I dispositivo anti-trabocco blocca la valvola di carico e mette in funzione la pompa di scarico, se l'acqua supera il limite previsto. Gli apparecchi dispongono anche di un sistema salvagocce: in una sporgenza nel retro dell'apparecchio si raccolgono eventuali fuoriuscite verificatesi tra il tubo di carico e l'apparecchio e acqua viene convogliata nel vassoio antiallagamento. Il sistema anti-surriscaldamento è costituito da un termostato che controlla le resistenze; nel caso siano troppo elevate, si blocca il funzionamneto dell'apparecchio e viene avviata la pompa di scarico.

Mercoledì, 26 Maggio 2010 07:41

La praticità nelle lavastoviglie è d'obbligo

Oltre all'evoluzione elettronica, un altro aspetto sul quale si concentra l'attenzione dei produttori riguarda la progettazione delle suddivisioni interne dei due cestelli. L'obiettivo è quello di disporre dello spazio adatto per i diversi tipi di stoviglie, semplificando così il più possibile l'utilizzo dell'apparecchio. Per facilitare l'inserimento delle stoviglie, i cestelli hanno maniglie ergonomiche e sono dotati di un sistema antiribaltamento e di un dispositivo di fine corsa, che li rende completamente estraibili anche a pieno carico.
La distanza tra il cestello superiore e quello inferiore non consente in genere di inserire nelle griglie piatti di diametro superiore a 26 cm. Nei modelli top di gamma è però possibile modificarne l'altezza anche a pieno carico con un semplice movimento. Si possono così inserire nella zona inferiore piatti da portata e da pizza, con diametro fino a 35 cm

Gli spazi interni sono trasformabili
Il cestello superiore è quello inferiore sono in genere attrezzati per contenere indifferentemente tutti i tipi di stoviglie. Per recuperare lo spazio necessario a inserire pentole di grandi dimensioni e piatti griglie sono completamente reclinabili. Il cestello delle posate si può posizionare in qualsiasi punto del cestello; è divisibile, in modo da poter usare anche un solo elemento quando le posate sono poche. In alcuni casi, al posto del contenitore tradizionale, c'è una rastrelliera. Per le posate più lunghe e i coltelli, vi è un vassoio nel cestello superiore.Alcuni apparecchi prevedono cicli intensivi, con temperature di 75 °C-8O °C, per eliminare con più sicurezza i batteri dalle stoviglie

Che cosa posso mettere nel cestello?
Quasi tutto! Oggi si lavano in lavastoviglie piatti, bicchieri e oggetti in materiali che venivano
prima trattati esclusivamente a mano. Un passo avanti in praticità reso possibile grazie ai nuovi cicli speciali e ai cestelli sempre più accessoriati. In tutti gli apparecchi recenti si possono selezionare cicli delicati, con temperatura inferiore ai 40°C, adatti per il lavaggio dei cristalli, delle stoviglie di porcellana o decorate e anche delle posate d'argento, che non vanno però mescolate con quelle in acciaio inossidabile. Se si tratta di pezzi di particolare pregio, meglio controllare sempre le indicazioni del produttore per quanto riguarda il lavaggio.
Nelle nuove lavastoviglie, rispetto al passato, i consumi sono più contenuti, e arrivano a superare di poco il chilowatt. I modelli in classe di efficienza energetica A assicurano le migliori prestazioni e il massimo risparmio. E con le tariffe biorarie si può spendere meno lavando le stoviglie di notte. Tutte le lavastoviglie in vendita sono accompagnate da una sorta di scheda prodotto: l'etichetta energetica, o energy label. Sono qui riportati i dati relativi ai consumi di acqua e di energia elettrica, e anche la classe di efficienza energetica. Questa è contraddistinta da una lettera alfabetica: la A indica i consumi più bassi di acqua ed energia per un ciclo standard, presenti oggi sul mercato sono in classe di efficienza energetica A, raramente in classe B o C.
Gli apparecchi in classe E, F, G non sono più in produzione, sull'etichetta energetica sono però indicate, sempre con una lettera alfabetica, anche altre due classi: una relativa all'efficacia di lavaggio l'altra a quella di asciugatura. L'ideale è scegliere per ottimizzare la resa anche per gli apparecchi più efficienti dal punto di vista dei consumi, vale sempre la regola di metterli in funzione solo quando i due cestelli sono pieni. Usare il detersivo sempre nelle quantità indicate.
Per risparmiare energia, si può escludere la fase di asciugatura automatica, lasciando invece lo sportello socchiuso dopo il lavaggio.

Due bracci rotanti, chiamati irroratori o mulinelli, distribuiscono l'acqua all'interno della vasca con getti potenti che detergono le stoviglie. A seconda del modello, l'erogazione può avvenire in diversi modi. Gli irroratori, sistemati sul fondo della vasca e sotto il cestello superiore, ruotano durante il ciclo di lavaggio mossi dalla pressione dell'acqua e la distribuiscono sulle stoviglie attraverso piccoli ugelli. A volte è presente un terzo irroratore più piccolo, sistemato nella parte superiore della vasca. Nei diversi apparecchi. il lavaggio avviene in modo differente a seconda del sistema con cui l'acqua viene erogata dai mulinelli.

Lavaggio alternato: l'acqua viene indirizzata alternativamente a un solo cestello alla volta.  Lavaggio a impulsi: i getti escono dai fori degli irroratori con una pressione più alta, per eliminare lo sporco, o più bassa, quando bisogna ammorbidirlo.

Lavaggio traslante: un braccio, spinto dall'acqua, sposta avanti e indietro il mulinello lungo il lato maggiore della vasca, raggiungendo così anche i punti più difficili.

Lavaggio orbitale: un doppio irroratore, ruotando contemporaneamente e in modo sovrapposto, indirizza l'acqua anche nei punti più lontani.

Uno sguardo all'interno
Come le lavatrici a oblò, alcune lavastoviglie hanno un sportello vetrato che permette di controllare le fasi di lavaggio. Spesso è previsto un sistema di illuminazione per visualizzare l'interno della vasca quando si riempiono o si svuotano i cestelli.

Programmi su misura

Se la lavastoviglie non è predisposta per farlo in automatico, prima di avviarla occorre selezionare il ciclo più adatto, tenendo conto del livello di sporco e della quantità di stoviglie. Quando queste sono poche conviene caricarle in un solo cestello e selezionare il tasto “mezzo carico”. Le differenze tra i diversi programmi riguardano la durata, la temperatura dell'acqua e l'azione degli irroratori.
Ammollo: serve per eliminare i residui di cibo prima del lavaggio vero e proprio. Può essere a caldo o a freddo ed è indispensabile se si imposta la partenza ritardata.
Bio/Eco: ciclo per un normale lavaggio a 50 °C adatto con detersivi ecologici, a base di enzimi e biodegradabili.
Cristalli/Delicato: a 40 °C, è adatto per bicchieri e stoviglie sensibili e fragili e porcellane.
Economico: lava a una temperatura tra 40 °C e 55°C stoviglie mediamente sporche o carichi ridotti. Igienizzante: ciclo normale a 70 °C con un risciacquo aggiuntivo finale della durata di circa 10 minuti.
Intensivo/Energico: a 60 °C- 70 °C rimuove sporco secco e resistente anche grazie a un prelavaggio a freddo o a caldo.
Normale: dura circa 80 minuti, è adatto per un normale carico quotidiano, mediamente sporco a 55°C-65°C.    
Rapido: ciclo ridotto di circa 30', lava a una temperatura di 60 °C stoviglie mediamente sporche.

Quasi tutti i modelli di ultima generazione possono contare su una tecnologia elettronica più o meno complessa, grazie alla quale alcune funzioni vengono automatizzate. Oltre a semplificare l'utilizzo dell'apparecchio, questi sistemi ottimizzano i consumi di acqua ed energia elettrica, in alcuni casi selezionando da sole, attraverso sensori, il ciclo più adatto. Le lavastoviglie elettroniche basano il funzionamento su appositi dispositivi che riducono al minimo le impostazioni manuali. I modelli più avanzati offrono addirittura la possibilità di selezionare all'avvio un ciclo automatico: in questo modo, i parametri di lavaggio vengono modificati a seconda del tipo di carico. L'automazione del ciclo è un passo avanti notevole nella tecnologia delle lavastoviglie perché l'acqua impiegata, le temperature di lavaggio e la durata del ciclo prevedono una notevole variabilità. Un programma selezionato ad hoc dalla macchina è in grado di trovare un giusto equilibrio evitando sprechi di tempo, acqua, energia.

Macchine che pensano
Il riconoscimento del tipo di carico è possibile grazie alla presenza di due tipi di sensori.
Quello di torbidità dell'acqua misura, durante il primo risciacquo, il livello di sporco delle stoviglie. Il sistema fuzzy logic si basa su un altro sensore in grado di determinare, attraverso un complesso sistema di rilevazione della temperatura della vasca, la quantità di stoviglie. È possibile così stabilire in automatico la quantità di acqua, la temperatura e la durata del programma. Più la lavastoviglie è carica, più la temperatura di lavaggio deve essere elevata perché le stoviglie tendono a raffreddarla rapidamente. Alcuni modelli elettronici più evoluti, chiamati digit, hanno sul pannello comandi un display lcd che permette di visualizzare tutte le informazioni relative al programma impostato e al suo stato di avanzamento. In alcuni display si può anche selezionare una lingua diversa dall'italiano per facilitare l'uso da parte di persone straniere.

Sabato, 12 Giugno 2010 14:03

Le lavastoviglie: adatte ad ogni esigenza

Le lavastoviglie proposte oggi sul mercato si dividono in modelli base, intermedi e top di gamma, con una varietà di prezzi considerevole. Le differenze dipendono non tanto dalle prestazioni, quanto dalla presenza di più o meno optional. I costi di questi elettrodomestici oscillano tra i 400 euro dei più semplici e gli oltre 2.000 euro di quelli con tecnologia più complessa. I modelli base hanno pochi programmi e nessuna funzione aggiuntiva. Dispongono comunque di tutti i cicli fondamentali e dei dispositivi di sicurezza per evitare il rischio di allagamenti. Quelli più evoluti si distinguono per la presenza di programmi specializzati e di numerose funzioni e opzioni di lavaggio.  Hanno in genere la partenza ritardata, per programmare l'accensione automatica della lavastoviglie. L'avvio può essere differito di poche ore (da 1 a 6), oppure, in alcuni modelli, fino a 24 ore. Altre differenze, che si traducono in una maggiorazione di prezzo, riguardano la complessità dell'elettronica, la classe di efficienza energetica, a presenza del display su cui sono visualizzate le funzioni di lavaggio. Nei modelli più completi sono presenti inoltre la spia del sale, che indica quando il serbatoio è vuoto, e, in alcuni casi, anche quella del brillantante. Varia anche l'organizzazione dei cestelli che, a seconda degli elementi presenti, è più o meno accessoriata. Alcuni apparecchi hanno una rumorosità ridotta, che permette di metterli in funzione anche di notte senza disturbare e risparmiando sulla bolletta. I modelli da incasso costano in genere più di quelli free-standing.

Quanto misurano?
Un aspetto importante da considerare al momento dell'acquisto è lo spazio disponibile. La larghezza dei modelli standard da 12 o 15 coperti è di 60 cm (56-58 cm nel caso dell'incasso); ne esistono anche di più stretti, da 45 cm, che contengono 8 o 9 coperti. L'altezza è in genere di 85 cm, ma alcuni modelli recenti a libera installazione arrivano invece a 90 cm. Esistono infine lavastoviglie compatte, alte circa 45 cm, che lavano 5-6 coperti.

L'installazione
Per facilitare il carico e lo scarico, la lavastoviglie viene sistemata di solito accanto al lavello. Deve essere collegata sia all'impianto elettrico sia a quello idraulico: è quindi consigliabile che l'intervento venga effettuato da un tecnico specializzato. L'allacciamento elettrico può essere considerato sicuro soltanto se l'apparecchio è collegato a un impianto di messa a terra realizzato in conformità alla legge 46/90. E' sempre sconsigliabile utilizzare adattatori, prolunghe e prese multiple. Lo scarico fisso, al quale l'apparecchio è collegato, deve avere un diametro interno di almeno 4 cm ed essere posto a un'aftezza minima di 40 cm.

Per leggere la scheda del prodotto
Tipo: indica se la lavastoviglie è a libera installazione o a incasso. Queste ultime possono essere a scomparsa, pannellate nella stessa finitura dei mobili o con sportello integrabile.
Classe di efficienza energetica: identifica con una lettera it livello di consumo.
Coperti: identifica la quantità di stoviglie che si possono caricare nei cestelli. Un coperto comprende le stoviglie usate da una persona in un pasto e cioè: piatto fondo, piatto piano, piccolo da frutta, cinque posate, un bicchiere, una tana da caffè e un piattino.
Consumi acqua ed energia: espressi rispettivamente in litri e in kWh, fanno riferimento a un ciclo standard.
Programmi: indica il numero dei cicli di lavaggio che sì possono selezionare.

I cicli si distinguono per temperature e durata di lavaggio: vanno selezionati in base al carico e al tipo di sporco. Negli apparecchi elettronici l'impostazione del programma avviene in automatico grazie a sensori che misurano il livello di torbidità dell'acqua. La tecnologia punta oggi soprattutto sulla riduzione dei tempi e su programmi che permettono di lavare anche stoviglie delicate, in passato trattate soltanto a mano.

Ecco i cicli più comunemente presenti negli apparecchi. 
Ammollo
Elimina i residui di cibo prima del lavaggio. Può essere a caldo o a freddo.
Bio/Eco
Ciclo per un normale lavaggio a 50° C, pensato per detersivi ecologici, a base di enzimi e biodegradabili.
Cristalli/Delicato
Per bicchieri, stoviglie fragili e porcellane, a 40° C
Economico
Per stoviglie mediamente sporche o per carico ridotto: lava a una temperatura tra 40 ° C e 55° C.
Igienizzante
Ciclo a 70° C con un risciacquo finale aggiuntivo antibatterico.
Intensiva/Energico
Per sporco secco e resistente, lava a 60° C – 70° C con prelavaggio.
Normale
Per il carico quotidiano, mediamente sporco, dura circa 80 minuti a 55-65° C.
Rapido
Ciclo ridotto a circa 30 mm., lava a una temperatura di 60° C stoviglie mediamente sporche.

Griglie e rastrelliere reclinabili permettono di utilizzare al meglio lo spazio interno della lavastoviglie. Il cesto superiore è regolabile in altezza, anche a pieno carico, con un semplice movimento, per poter caricare di diametro superiore a 30 cm o pentole ingombranti. Il cestello portaposate è estraibile e divisibile o apribile, a seconda dei modelli. Le posate da portata o i coltelli vanno riposti nell'apposito vassoio allungato.

Che cosa resta fuori
Grazie ai cicli speciali, le lavastoviglie consentono ormai di lavare anche piatti e bicchieri delicati. Bisogna evitare di introdurre nel cestello soltanto: pentole e posate con manici in legno; le pentole in alluminio; piatti con decori dipinti accertarsi che i colori non sbiadiscano; le posate in argento insieme a quelle in acciaio inossidabile, per evitare una reazione chimica tra i metalli; i bicchieri in cristallo se non c'è un ciclo specifico; le parti in materiale termoplastico.

Tutto in uno
I modelli più recenti sono predisposti per sfruttare al meglio i vantaggi delle nuove pastiglie per il lavaggio che concentrano, oltre al detersivo, anche gli altri prodotti per la manutenzione dell'apparecchio. La funzione 3 in 1 si attiva premendo un apposito tasto che permette all'apparecchio di utilizzare al meglio le speciali pastiglie, disponibili in commercio che contengono oltre ai detersivo, anche sale e brillantante, e in alcuni casi un additivo che non rende opachi i vetri e i cristalli. Quando si preme questo tasto, le spie di sale e brillantante sono spente, si blocca l'erogatore di brillantante e viene impostato il decalcificatore al livello minimo. Si può sempre ripristinare il funzionamento con detersivo tradizionale agendo sullo stesso tasto.

Giovedì, 08 Luglio 2010 13:52

Lavastoviglie: installazione e controllo

La lavastoviglie deve essere collegata sia all'impianto idrico sia a quello elettrico. Per praticità, conviene sistemarla vicino al lavello. L'allacciamento elettrico è sicuro soltanto se la lavastoviglie viene collegata a un impianto di messa a terra in conformità alle normative tecniche del Comitato elettrotecnico italiano, come prescrive la legge 46/90. Per evitare surriscaldamenti, meglio non utilizzare adattatori, prolunghe o prese multiple. Per quanto riguarda il collegamento all'impianto idrico, deve essere predisposto un rubinetto a monte del tubo di carico in modo da isolare l'apparecchio quando non deve essere messo in funzione. La lavastoviglie può essere alimentata anche con acqua calda, purché la temperatura non superi i 60° C. Il tubo di carico ha all'estremità una ghiera filettata che deve essere avvitata al rubinetto. Se viene collegata a uno scarico fisso, questo deve avere un diametro interno di almeno 4 cm ed essere posto a un'altezza minima di 40 cm. L'estremità del tubo di scarico può anche essere inserita sul bordo del lavello.

Sotto controllo
Anche gli apparecchi più semplici sono dotati di dispositivi anti allagamento che bloccano l'erogazione di acqua in caso di perdite. I sistemi di sicurezza delle lavastoviglie sono progettati per prevenire surriscaldamenti, trabocchi e perdite d'acqua. Ogni azienda usa termini diversi, ma la tecnologia con cui sono realizzati è simile. Il tubo di carico ha una guaina di protezione esterna e una valvola di sicurezza che, in caso dì rottura, interrompe l'erogazione di acqua. In alcuni modelli vi è anche un doppio tubo di carico che sopporta pressioni dell'acqua molto maggiori di uno normale. Eventuali perdite dalla vasca sono monitorate da un sensore in grado di attivare una valvola di sicurezza che blocca il rubinetto. In tutti gli apparecchi è inoltre presente un dispositivo che blocca il funzionamento della lavastoviglie se lo sportello viene aperta quando questa è in funzione.

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