Pareti solari per il preriscaldamento della ventilazione
Collettori ad aria privi di specchi, montali esteriormente come rivestimenti della parete a sud, vengono utilizzali come preriscaldamento della ventilazione, di solito in strutture industriali che richiedono una ventilazione massiccia (magazzini, grandi stabilimenti, hangar): un compressore o ventilatore aspira l'aria attraverso i fori del collettore e la invia all'interno dell'edificio.

Raffrescamento degli edifici
La domanda di raffrescamento e l'irraggiamento solare raggiungono contemporaneamente le punte massime, perciò il raffrescamento dell'aria con sistemi solari può offrire una soluzione per il surriscaldamento estivo che riduca anche il picco giornaliero di richiesta di energia elettrica. Abbinare la funzione di raffrescamento a quella di riscaldamento consente di ottimizzare al massimo la resa di un impianto solare. Infatti utilizzare per tutto l'anno il calore solare aumenta significativamente il rapporto costi/benefici e il contributo energetico.
I sistemi utilizzano l'energia solare termica o l'elettricità solare per alimentare dispositivi di refrigerazione. I metodi di raffrescamento per compressione di vapore (che utilizzano l'energia solare termica per attivare una macchina termica a ciclo di Rankine) sono i meno applicabili.
I metodi di raffrescamento per evaporazione, come nelle
pompe di calore o nei condizionatori ad aria, possono in
vece essere alimentati da sistemi solari fotovoltaici.

Condizionamento ad assorbimento
II raffrescamento per assorbimento, che può giungere a
coprire una quota di fabbisogno variabile dal 30 al 60%
delle necessità, utilizza l'energia solare per vaporizzare i)
refrigerante. Questi sistemi, ripetendo il procedimento
applicato dai tradizionali condizionatori ad assorbimento.utilizzano l'energia termica prodotta dal collettore per separare una soluzione binaria composta da un fluido assorbente e uno refrigerante: quest'ultimo viene condensato e pressurizzato, poi viene fatto evaporare per determinare l'effetto di raffrescamento. È richiesta una certa quota di energia elettrica, comunque molto inferiore a quella necessaria ai sistemi convenzionali. I collettori usati a questo scopo, adatti alla richiesta di temperature elevate, sono di solito del tipo a "tubi evacuati" o "a concentrazione".

Raffrescamento tramite deumidificazione
Gli impianti di raffrescamento per essiccazione deumidificano gli ambienti ai fini di rendere il clima caldo meno opprimente, cioè fanno sembrare l'aria più fresca attraverso la rimozione dell'umidità. Sono adatti a grandi ambienti, in genere di uso industriale o a magazzino, oppure indicali per le località a clima caldo-umido. Possono essere alimentati a energia solare, anche in questo caso il sistema solare richiede un certo consumo di energia ma in quota molto inferiore agli analoghi sistemi elettrici.

Essiccazione di prodotti agricoli
L'utilizzo dell'energia solare per essiccare il raccolto, abbastanza comune ai tropici, consente di riapplicare su scala industriale lo stesso concetto delle tradizionali rastrelliere esposte al sole. Qualora i raccolti agricoli umidi vengano immagazzinati negli spazi chiusi si può procedere riscaldandoli direttamente per irraggiamento, oppure scaldando l'aria che sottrare umidità e viene continuamente sostituita da una nuova aria calda. Se la fonte di calore utilizzata è il sole avremo un essiccatore solare, una tecnologia particolarmente indicata nelle zone più calde, in abbondanza di luce solare e di alte temperature dell'aria.
Gli essiccatori solari si possono suddividere in due categorie:

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Venerdì, 25 Marzo 2011 09:06

Varie applicazioni per il termico

L'applicazione più collaudata dei pannelli solari è al riscaldamento dell'acqua, in genere applicato all'acqua sanitaria. Però esistono numerosi altri ambiti di applicazione interessanti, fra i quali il riscaldamento e il condizionamento (in genere in integra/ione ad impianti convenzionali).
Una piscina richiede un riscaldamento a bassa temperatura che garantisca un'oscillazione della temperatura entro i 24 e i 27 °C, pertanto molto ben compatibile con l'efficienza dei sistemi solari. È sufficiente un tipo di impianto molto semplice, senza serbatoio di accumulo (che è sostituito dalla piscina stessa), con pannelli solari o più comunemente con collettori simile ai banali tubi di plastica.

I collettori utilizzati per scaldare le piscine possono essere:

  • pannelli rigidi neri in polipropilene;
  • pannelli con tubi incorporati, con supporto in rame o
alluminio e tubi per l'acqua in rame;
  • strati in gomma EPDM (etilene polipropilene dienne
monomero);
  • tubi neri in plastica ABS.

Normalmente la pompa per il filtraggio è sufficiente per spingere l'acqua anche ai tubi o al pannello (in caso contrario si affianca una seconda pompa): l'acqua filtrata viene indotta a passare per i tubi ove si scalda e poi ritorna alla piscina. Il sistema può essere o meno integrato con una caldaia tradizionale. Quando la pompa viene disattivata l'acqua nei tubi viene scaricata nella piscina in modo da proteggere l'impianto dal gelo. Il riscaldamento delle piscine è di difficile dimensionamento per i molti elementi climatici che ne possono variare la resa. In generale è richiesta una superficie di collettori pari a quasi la metà della superficie della piscina da scaldare.
I sistemi attivi per riscaldare gli ambienti utilizzano collettori solari ad aria o a liquido e altre strutture fisse per distribuire il calore, che richiedono piccole quantità di energia elettrica e controlli.
Sistemi ad aria I sistemi ad aria sono costituiti da collettori, ventole, una rete di condotti e possono riscaldare l'aria in una casa senza bisogno di altri sistemi per l'accumulo termico o di scambiatori di calore.

I sistemi a liquido sono invece costituiti da collettori, serbatoi, pompe, tubature, scambiatori di calore (in sistemi a ciclo chiuso): se l'edificio possiede un sistema di riscaldamento ad aria, è necessario uno scambiatore di calore per trasferire all'aria il calore dal liquido riscaldato dal sistema solare. Qualora si vogliano utilizzare pannelli solari per riscaldare gli ambienti va considerato che gli impianti sono molto più complessi e richiedono superfici più grandi che non quelli per scaldare l'acqua sanitaria; in genere si ottengono risultati migliori abbinando la predisposizione di pareti solari.
Bisogna ricordare che per avere garanzie di efficienza sono necessarie tecniche adeguate di progettazione, installazione e manutenzione. Gli impianti solari per il riscaldamento danno la massima resa se dimensionati per coprire circa il 50% della richiesta energetica, ma vanno sempre abbinati a un sistema ausiliario (che normalmente utilizza la stessa rete di condotti) capace di coprire il 100% del fabbisogno in caso di tempo nuvoloso. Va infine chiarito che la convenienza di questi impianti è legata all'utilizzo di sistemi di riscaldamento radiante a bassa temperatura, che utilizzano acqua a 38-55 °C, cioè in un intervallo che consente le migliori rese dei sistemi solari.

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Mercoledì, 29 Settembre 2010 16:44

L'energia viene da?

I pannelli solari per scaldare l'acqua o quelli fotovoltaici che trasformano l'energia solare in elettricità sono ancora piuttosto cari. Ma possono essere la scelta più indicata per le case al mare o in montagna, soprattutto se l'abitazione è isolata e quindi è complicato fare gli allacciamenti elettrici.

Queste le caratteristiche dei pannelli solari: il numero e la superficie devono essere proporzionati al clima, a quante persone abitano nella casa e se serve solo acqua calda o anche per riscaldare. L'acqua calda va in un serbatoio collocato sul tetto, nel sottotetto, in cantina oppure interrato in giardino. Per ridurre le spese di allacciamento e se serve poca acqua calda al giorno, come nelle case di vacanza, sono consigliabili i pannelli con serbatoio integrato. Ma ci sono anche altri oggetti domestici che funzionano a energia solare.

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L'acquisto di un pannello solare, di un sistema fotovoltaico o di un generatore eolico comporta maggiori difficoltà rispetto a quello di altri prodotti “pronti all'uso”. Il rivenditore al quale ci si affida dovrà offrire anche un'adeguata consulenza, sia prima sia dopo l'installazione: in molti casi un preventivo affidabile può essere effettuato solo dopo un accurato sopralluogo. Oltre alla spesa per i materiali, bisogna considerare quella della manodopera.
I costi, calcolati in genere per il kit di impianto completo, vadano in base alla quantità di acqua calda che il sistema è in grado di produrre. Cambiano la superficie del pannello e la capacità del bollitore.

Un sistema integrato
Una soluzione vantaggiosa dal punto di vista economico e di resa è quella di abbinare a un sistema solare termico un secondo impianto che funziona con un altro combustibile a basso consumo, per esempio la legna o i pellets. La caldaia a pellets funzionerà di più nei periodi dell'anno in cui l'insolazione è minore. Con questi tipi di sistemi circa il 70% dell'energia proviene dal sole, il 30%
dal combustibile fossile.
In questo tipo di sistemi solari, i costi si calcolano per ogni chilowatt di energia installato. Poiché la realizzazione prevede numerose variabili, le aziende forniscono i prezzi quasi esclusivamente su preventivo. Le aziende produttrici si occupano di tutti gli aspetti di progettazione e installazione, consegnando un impianto “chiavi in mano”.

E per informarsi
Un aiuto nella scelta della soluzione più adatta alle proprie esigenze viene da Enel.si, società del Gruppo Enel che propone servizi e prodotti per il risparmio e l'efficienza energetica, con particolare riferimento alle fonti rinnovabili. Si può chiedere consulenza ai negozi in franchising, presenti sul territorio nazionale: i punti vendita si occupano anche di progettazione, dell'installazione e della
manutenzione degli impianti. Per conoscere quello più vicino, si può consultare il sito www.enelsi.it.
Sempre con l'obiettivo di venire incontro all'utente quantificando il risparmio energetico che si può ottenere, l'azienda Buderus ha messo a punto il progetto casa Buderus: si tratta di un laboratorio dimostrativo e di ricerca attraverso il quale il pubblico potrà conoscere più da vicino le soluzioni più avanzate per la produzione di energia dalle diverse fonti.

Il sito di riferimento è www.casabuderus.it

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Verifica preliminare di fattibilità attraverso sopralluogo, definizione di un progetto preliminare e presentazione di un preventivo economico ad opera di un tecnico iscritto all'albo professionale (ad esempio progettista) o di una ditta installatrice specializzata; verifica degli strumenti e delle forme di finanziamento dell'investimento offerti da istituti di credito, anche attraverso il coinvolgimento di imprese installatrici o società di servizi energetici (ESCO); verifica del consenso e adozione della decisione nell'ambito del condominio; verifica della eventuale sussistenza di vincoli culturali, paesaggistici, naturalistici o urbanistici all'intervento ed eventuale richiesta di autorizzazione alle autorità sovracomunali competenti (ad esempio Soprintendenza nel caso di edificio dichiarato di interesse artistico e storico); verificare se il Comune ha previsto agevolazioni sulle imposte locali (ad esempio aliquota agevolata ICI); presentazione di Denuncia di Inizio Attività (Dia) al Comune territorialmente competente; comunicazione preventiva al Comune competente nei casi di impianti aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e orientamento della falda e i cui componenti non modifichino la sagoma degli edifici stessi; elaborazione del progetto esecutivo dell'impianto (ad opera di un tecnico iscritto all'albo professionale); esecuzione dei lavori di realizzazione dell'impianto; presentazione della dichiarazione di fine lavori al Comune.

Attenzione a...
Lo Stralcio di Piano per il riscaldamento ambientale e il condizionamento, allegato al piano regionale per la qualità dell'aria, nonché la legge regionale 13/2007 sul rendimento energetico nell'edilizia, prevedono l'obbligo di installare impianti solari termici integrati nella struttura edilizia, dimensionati in modo tale da soddisfare almeno il 60% del fabbisogno annuale di energia primaria richiesto per la produzione di acqua calda sanitaria di un edificio residenziale di nuova costruzione o di un edificio esistente sottoposto a intervento di: ampliamento o sopraelevazione o ristrutturazione edilizia (non manutenzione straordinaria); nuova installazione o ristrutturazione di impianti termici (non sostituzione di generatore di calore).

Maggiori informazioni
Ulteriori informazioni sulle caratteristiche degli impianti a collettori solari sono disponibili sul sito ENEA: http://efficienza energetica.acs.enea.it

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Disponibilità di spazio. Al nord d'Italia occorre 1 m2 di superficie attiva di pannello (cioè di superficie del pannello atta ad assorbire la radiazione solare) per ogni persona dell'unità abitativa. il serbatoio di accumulo è normalmente della capacità di 75 litri/giorno a persona.

Corretta esposizione.
L'esposizione ottimale è a sud, ma comunque anche a Sud-Est o Sud-Ovest la perdita di capacità di produzione è limitata.  Assenza di ostacoli che creano ombreggiamento (edifici, alberi ecc.).

Opzioni tecniche alternative
L''impianto a pannelli solari termici, come già detto, è utilizzato prevalentemente a integrazione degli impianti esistenti di produzione di acqua calda sanitaria e/o di riscaldamento. Esistono principalmente due tipologie di pannelli solari, ognuna delle quali è più indicata all'integrazione di un tipo di impianto: pannelli solari vetrati piani, usati soprattutto per la produzione di acqua calda sanitaria. Il radiatore è all'interno di un pannello in vetro, che trattiene i raggi infrarossi con conseguente aumento del rendimento; pannelli solari sottovuoto a tubi, usati per la produzione di acqua calda sanitaria e/o riscaldamento dell'edificio, tubi del radiatore sono sotto-vuoto, impedendo la cessione e la dispersione del calore. Hanno rendimenti e costi più elevati della tecnologia a vetri piani. L'impianto a pannelli solari nel suo complesso si differenzia, invece, in base al tipo di circolazione del fluido termovettore all'interno dello scambiatore. La circolazione può essere: naturale: il fluido riscaldato, in quanto più leggero, risale verso l'alto, dove è presente il serbatoio di accumulo integrato al pannello; forzata: il flusso del liquido è agevolato dall'ausilio dì una pompa elettrica, che permette una migliore circolazione e quindi consente di installare il serbatoio separatamente.

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Per fare fronte al progressivo esaurimento dei combustibili fossili, anche per il riscaldamento domestico si sta investendo sempre più sull'utilizzo di altre risorse energetiche. E in molti casi, per chi sceglie un impianto di questo tipo, la Finanziaria 2007 prevede degli incentivi. Si può produrre energia termica sfruttando il calore del sole o quello proveniente dalla terra, ma anche bruciando biomasse. A parità di calore prodotto, questi combustibili costano meno rispetto a quelli fossili, o sono addirittura gratuiti. La legge Finanziaria 2007 prevede agevolazioni per interventi di riqualificazione energetica che apportino migliorie al rendimento degli impianti di climatizzazione invernale esistenti, soprattutto per quanto riguarda il risparmio energetico. Sulle spese documentate sostenute entro il 31/12/2007 è prevista una detrazione dell'imposta lorda per una quota pari al 55% degli importi rimasti a carico del contribuente fino a un valore massimo di 60.000 euro.

Se la materia prima è il cippato...
Da anni gli impianti che funzionano con questo tipo di combustibile vengono utilizzati per il riscaldamento di edifici di medie e grandi dimensioni, o anche di interi quartieri, attraverso una rete di teleriscaldamento. Rendimenti e comfort sono paragonabili a quelli dì impianti alimentati da caldaie a gas e a gasolio. Il cippato è formato da pezzetti di legno ricavati da scarti di segheria non trattati. Con la sua potenza calorica pari a 3.000/3.500 Kcal, il cippato è competitivo nei confronti del metano. La caldaia viene alimentata tramite un sistema di trasporto collegato a un estrattore a braccio rotante, che preleva il combustibile da un silos di stoccaggio ricavato in un locale preesistente o costruito ex-novo. Eventualmente possono essere presenti nell'impianto anche un bollitore per acqua calda sanitaria e un accumulatore inerziale oppure il pellet. Questo combustibile è costituito da piccoli cilindretti di legno vergine essiccato e pressato. Esistono caldaie che funzionano solo a pellet e modelli multicombustibile che possono essere alimentati anche con gusci, mais, vinaccioli, segatura. Oltre alla caldaia, l'impianto comprende il serbatoio del pellet dal quale, con un apposito sistema, il combustibile viene a essa trasportato; una centralina di regolazione; un eventuale accumulatore inerziale e un bollitore per acqua calda. Come quelle a cippato, anche le caldaie a pellet sono programmabili e automatiche allo stesso modo di quelle a metano. Per il rifornimento, che in un condominio deve avvenire circa una volta al mese, il pellet sfuso viene trasportato mediante autobotti che lo pompano direttamente nel silos di stoccaggio. Dì solito è lo stesso installatore che effettua anche lo stoccaggio, il caricamento  e la pulizia dell'impianto.

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Sabato, 05 Giugno 2010 13:15

L'impianto termico in un condominio

L'elemento centrale è la caldaia dove viene bruciato il combustibile che riscalda il liquido termovettore, cioè l'aria o l'acqua. Questo, attraverso un sistema di tubazioni, arriva ai corpi scaldanti. A seconda che l'impianto di riscaldamento sia centralizzato o autonomo, occorrono caldaie di potenza termica diversa. Nei primi si installano apparecchi con potenza superiore ai 35 kW, che vanno sistemati in un apposito locale caldaia, chiamato anche centrale termica; per accensione e la regolazione occorre l'intervento di un tecnico specializzato. Gli impianti autonomi funzionano invece con caldaie di potenza inferiore ai 35 kW.

Sistemi di distribuzione
Attraverso le reti tubiere, il fluido termovettore passa dalla caldaia ai corpi scaldanti, che trasferiscono il calore all'ambiente. Negli impianti più vecchi questi condotti sono in ferro o in rame, mentre nei attuali sono in materiale plastico sintetico resistente alle alte temperature. I corpi scaldanti più comuni sono i radiatori con piastra a colonne o a elementi componibili, ghisa, acciaio o alluminio. Sono sempre più diffusi anche i ventilconvettori pannelli radianti con serpentine incassate a soffitto, pavimento o a parete. Lo scarico fumi può essere sopra il colmo dei tetti, nel caso l'impianto sia centralizzato, oppure a parete, se e caldaie sono autonome.

Se si vuole l'autonomia
In questo tipo di impianto, il generatore di calore è installato in ogni unità immobiliare: è quindi possibile una regolazione individuale e precisa della temperatura. Si evitano così sprechi di energia e in molti casi il comfort termico migliora, ma bisogna considerare che non sempre la gestione individuale consente un risparmio. Il sistema dì riscaldamento autonomo è la soluzione migliore se si vuole tenere acceso l'impianto solo in certi periodi dell'anno o per poche ore al giorno. La temperatura si imposta in modo preciso tramite un termostato e, quando si è assentì anche per brevi periodi, la caldaia può essere tenuta spenta. Si riescono così a ridurre notevolmente le dispersioni di calore e gli sbalzi termici. Si paga soltanto il combustibile effettivamente consumato, e quindi, grazie a una gestione più razionale del riscaldamento, è passibile ridurre gli sprechi dì energia e risparmiare sulle bollette. In caso di vendita dell'immobile, la presenza del riscaldamento autonomo è in genere un elemento che ne incrementa il valore. Se tutti gli appartamenti hanno il riscaldamento autonomo, per alcuni può verificarsi uno svantaggio: quello dei cosiddetti “furti di calore”, perché in genere gli immobili al centro dell'edificio beneficiano gratuitamente del calore prodotto nelle abitazioni adiacenti. In termini economici, il costo iniziale per realizzare tanti impianti autonomi è piuttosto elevato. Bisogna considerare infatti che la somma dei costi delle singole caldaie è pari a circa il doppio di quello richiesto per una caldaia centralizzata. L'installazione di un impianto di riscaldamento autonomo è consigliabile soprattutto in fase di nuova costruzione o di ristrutturazione. Bisogna mettere infatti in conto notevoli opere murarie interne. E' necessario rompere muri e pavimenti, per consentire il passaggio delle nuove tubature che trasportano acqua calda e gas, e anche costruire camini e canne fumarie per lo scarico dei fumi.

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Domenica, 30 Maggio 2010 18:49

Il risparmio energetico

L'uso più consapevole, razionale ed efficiente dell'energia da parte dei consumatori e l'adozione di tecnologie più efficienti, possono consentire di risparmiare energia e di conseguenza di dare una prima risposta alle problematiche legate all'approvvigionamento energetico e alla necessità di tutelare l'ambiente. Tuttavia, la mancanza di informazioni sulla disponibilità di nuove tecnologie e sui costi dei propri consumi costituisce spesso il principale ostacolo al miglioramento dell'efficienza energetica (quasi il 50%, dell'abbattimento dipende dalla riduzione dei consumi, per la sostituzione delle tecnologie)

Come si realizza
Il settore che presenta elevate possibilità di riduzione dei consumi, è quello civile. Gli edifici, infatti, assorbono una notevole quantità di energia sia durante la loro realizzazione, sia durante la loro vita per la climatizzazione degli ambienti (riscaldamento e raffrescamento), la produzione di acqua calda sanitaria, la ventilazione, l'illuminazione, gli elettrodomestici (lavaggio, con    servazione degli alimenti, comunicazione), la cottura dei cibi ecc. Il miglioramento dell'efficienza energetica dì questo settore può essere conseguito adottando misure di contenimento dei consumi elettrici e termici. Il consumo per l'illuminazione domestica, che rappresenta circa il 13,5% del consumo totale di energia elettrica nel settore residenziale, può essere ridotto del 50% mediante l'adozione di lampade fluorescenti compatte a basso consumo con alimentatore elettronico. L'uso più consapevole dell'energia da parte dei consumatori e la scelta di acquistare prodotti ad alta efficienza energetica può ridurre i consumi dovuti ai grandi elettrodomestici del 30-50%. Per ridurre i consumi dovuti alla climatizzazione estiva è opportuno dotarsi di idonei sistemi di ombreggiamento e utilizzare sistemi di raffrescamento passivi. I consumi dello scaldabagno elettrico, legati in gran parte al consumo d'acqua, possono essere ridotti mediante l'installazione di riduttori di flusso mentre la sostituzione dello scaldabagno elettrico con un sistema a gas o a pannello solare è in grado di dimezzare i consumi. Per quanto riguarda la riduzione dei consumi termici, la misura preferibile è quella di intervenire sul sistema edificio impianto, mediante la riduzione delle dispersioni termiche dell'edificio e la sostituzione del generatore di calore con uno più efficiente (ad esempio, caldaia a condensazione, impianto a pompa di calore con tecnologia a compressione o ad assorbimento, impianto cogenerativo ad alto rendimento, impianto a integrazione di energia solare). Le dispersioni termiche si riducono con il miglioramento della coibentazione dell'edificio, l'installazione di finestre con doppi vetri o vetri selettivi e telai ad alta prestazione (legno, alluminio a taglio termico). Un intervento generico di miglioramento dell'efficienza del sistema edificio-impianto, che generalmente consente di raggiungere un miglioramento dell'indice di prestazione energetica variabile tra il 30% e il 40%, è caratterizzato da un costo di 0,4 euro ogni kWh/anno risparmiato e da tempi di ritorno di circa quattro-sei anni.

Normativa in Europa
Nell'ultimo decennio si è assistito a una crescente attenzione, da parte dell'unione Europea, all'individuazione di nuovi strumenti normativi e di nuove metodologie applicative finalizzate al miglioramento dell'efficienza. Con la Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell'edilizia è stato stabilito che gli stati membri devono tra le altre cose: adottare standard energetici per gli edifici di nuova costruzione e per quelli sottoposti a ristrutturazione con una superficie superiore a 1.000 metri quadrati; introdurre la certificazione energetica per gli edifici; introdurre il controllo periodico dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento. Il Decreto legislativo n. 192 del 19 agosto 2005 e successive modifiche e integrazioni ha stabilito che: deve essere dichiarato il consumo energetico degli edifici immessi nel mercato immobiliare; nei nuovi edifici l'acqua calda sanitaria deve essere riscaldata con fonti rinnovabili; devono essere introdotte le schermature solari esterne nei nuovi edifici; deve essere introdotto il parametro energetico nella pianificazione del territorio; a partire dal 2020, nei nuovi edifici, devono essere ridotte le dispersioni termiche dì un ulteriore 20%.

Normativa in Italia
Nel nostro Paese la prima legge in materia di risparmio energetico è la Legge n. 10/1991 “Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”. Tra le altre cose, la Legge n. 10/1991 prescrive alle Regioni e Province autonome di predisporre un piano regionale per il risparmio energetico e ai Comuni di aggiornare il Piano Regolatore tenendo conto delle disposizioni in materia. In seguito, il Decreto legislativo n 412/1993, “Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4 della legge 9 gennaio 1991, n. 10”: suddivide l'Italia in zone climatiche in funzione dei gradi giorno (per gradi giorno s'intende la somma, estesa a tutti i giorni di un periodo annuale convenzionale di riscaldamento, delle sole differenze positive giornaliere tra la temperatura dell'ambiente, convenzionalmente fissata a 20 °C, e la temperatura media esterna giornaliera); classifica gli edifici in base alla loro destinazione d'uso; stabilisce i valori minimi e massimi della temperatura ambiente; indica tutte le caratteristiche che devono rispettare gli impianti.

Normativa in Piemonte
A livello regionale, il Piemonte, con la D.G.R. 11 gennaio 2007, n. 98-1247 (Stralcio di Piano per il riscaldamento ambientale e il condizionamento) e la L.R. 28 maggio 2007, n. 13 ha individuato gli indirizzi, le prescrizioni e gli strumenti volti a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici esistenti e di nuova costruzione, a favorire lo sviluppo e l'integrazione delle fonti rinnovabili e ha introdotto l'obbligo della certificazione energetica. In attuazione della L,R, 28 maggio 2007, n. 13 sono stati predisposti quattro regolamenti inerenti: operazioni di controllo di efficienza energetica degli impianti termici; impianti solari termici, impianti fotovoltaici, serre solari ed elementi costruttivi finalizzati alla captazione diretta dell'energia solare; certificazione energetica; requisiti minimi prestazionali degli edifici, armonizzati rispetto ai contenuti del previsto aggiornamento dello Stralcio di Piano

Finanziamenti agevolati
Finanziamenti agevolati per interventi di efficienza energetica e di utilizzo delle fonti rinnovabili previste dal "Decreto Kyoto". Il bando è articolato in tre specifiche "misure":  la prima, destinata alla realizzazione dì impianti di microcogenerazione (potenza elettrica fino a 50 kW) alimentati a gas naturale o biomasse solide, liquide e gassose; la seconda, rivolta alla realizzazione di impianti a fonte rinnovabile per la produzione di energia elettrica o termica (eolici, idroelettrici, solari termici, impianti termici a biomassa vegetale solida, impianti fotovoltaici); la terza, infine, rivolta alla razionalizzazione degli usi finali di energia, incentiva interventi di riqualificazione energetica degli involucri di edifici esistenti, sistemi di teleriscaldamento alimentati da impianti di cogenerazione, impianti geortemici a bassa entalpia per la climatizzazione dì edifici e impianti di cogenerazione di media e grande taglia. Gli incentivi, prevedono, come potenziali beneficiari, una pluralità di soggetti, che comprende persone fisiche, persone giuridiche private, imprese, soggetti pubblici e condomini, che possono presentare domanda per tutte le tipologie di intervento, con l'eccezione degli impianti solari termici, degli interventi di riqualificazione energetica degli involucri edilizi e degli impianti di cogenerazione di media e grande taglia, interventi che sono ammissibili solo se realizzati da soggetti pubblici. Il bando prevede l'erogazione di un finanziamento agevolato a tasso fisso per un importo pari al 70% dei costi sostenuti per la realizzazione degli interventi (la percentuale è elevata al 90% nel caso in cui il beneficiano sia un soggetto pubblico), di durata compresa fra i tre e i sei anni. In Regione Piemonte, la gestione del Bando Kyoto è affidata alla società finanziaria regionale Finpiemonte S.p.A., alla quale vanno inoltrate le domande di finanziamento. Per informazioni relative ai termini e modalità di presentazione delle domande, occorre fare riferimento alla sezione "Ambiente>Energia>Bandie finanziamenti 2009" del sito istituzionale della Regione Piemonte: www.regione.piemonte.it o al sito di Finpiemonte S.p.A.: www.finpiemonte.it

Edifici e impianti termici
La D.G.R. n. 46-11968 del 4 agosto 2009 definisce un quadro prescrittivo di riferimento per la riduzione sia dei consumi energetici per la climatizzazione degli edifici, sia delle emissioni in atmosfera ad essa associate. Tale obiettivo è perseguito incrementando il ricorso alle migliori tecnologie disponibili e promuovendo comportamenti virtuosi da parte dei cittadini consumatori.

Le prestazioni energetiche
Le principali disposizioni contenute nella D.G.R. n. 46-11968 del 4 agosto 2009 riguardano: requisiti minimi e prescrizioni specifiche per quanto riguarda le prestazioni energetiche degli involucri edilizi e dei singoli elementi che costituiscono: sia nelle nuove costruzioni (definendo i valori limiti del fabbisogno energetico degli edifici, residenziali del terziario), sia nelle ristrutturazioni edilizie o nelle manutenzioni e nei restauri (definendo i requisiti dei singoli elementi che vengono utilizzati requisiti minimi per le prestazioni, energetiche ed emissive, degli impianti termici da installare in edifici nuovi o in sostituzione di generatori esistenti. Viene in particolare ribadito l'obbligo dell'installazione di impianti a 4 stelle, consentendo deroghe solo in casi limitati; modalità e tempistica di adeguamento degli impianti termici esistenti per raggiungere gli obiettivi di risanamento della qualità dell'aria del territorio piemontese: la disciplina infatti stabilisce, in relazione al tipo di combustibile utilizzato e alla alla potenza dell'impianto termico, le scadenze temporali entro le quali deve essere effettuato l'adeguamento dell'impianto termico; tempistica e obiettivi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti caratterizzati da un fabbisogno energetico per il riscaldamento invernale particolarmente elevato. il provvedimento prevede che gli edifici di grandi dimensioni e con elevati consumi energetici debbano provvedere, entro il 31.12.2016, a realizzare interventi in grado di conseguire una riduzione del proprio consumo di energia primaria per il riscaldamento almeno pari al 35%

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Domenica, 02 Maggio 2010 18:40

I pannelli solari termici

Come funzionano
La tecnologia per l'utilizzo termico dell'energia solare ha raggiunto una maturità e affidabilità tali da farla rientrare tra i modi più razionali e puliti per scaldare l'acqua o l'aria nell'utilizzo domestico e produttivo. La radiazione solare resta la fonte energetica più abbondante e pulita sulla superficie terrestre. I rendimento dei pannelli solari termici è aumentato di un buon 30% nell'ultimo decennio, rendendo varie applicazioni nell'edilizia, nel terziario e nell'agricoltura commercialmente competitive. L'applicazione più comune è il collettore solare utilizzato per scaldare l'acqua sanitaria.

Che cos'è
Un impianto a collettori solari (anche detto “a pannelli solari termici”) produce energia termica per il riscaldamento dell'acqua, tramite il calore ricevuto direttamente dalla radiazione solare, senza l'uso di alcun combustibile. Un impianto a collettori solari, nella forma più semplice, è costituito da un pannello solare solitamente di forma piana simile a un radiatore, che contiene un liquido termovettore, il glicole, che trasporta il calore all'interno dell'impianto. Il glicole circola dentro uno scambiatore (tipo serpentina), inserito all'interno di un serbatoio di accumulo, e cede energia termica all'acqua, che raggiunta una temperatura dì circa 45 °C, viene immessa nella rete di distribuzione dell'acqua calda sanitaria e/o nella rete di distribuzione dell'impianto di riscaldamento domestico. L'impianto a collettori solari è di solito utilizzato a integrazione dell'impianto tradizionale per la produzione di acqua calda sanitaria (ad esempio caldaia a gas naturale o boiler elettrico) per pre-riscaldare l'acqua.

Vantaggi

  • Produzione di acqua calda per uso domestico, riducendo il consumo di combustibile fossile della caldaia (a gas naturale, GPL, gasolio) o il fabbisogno di elettricità del boiler elettrico.
  • Gestione e manutenzione minime.
  • Condizioni da verificate
  • Disponibilità di spazio. Al nord d'Italia occorre 1 m2 di superficie attiva di pannello (cioè di superficie del pannello atta ad assorbire la radiazione solare) per ogni persona dell'unità abitativa. il serbatoio di accumulo è normalmente della capacità di 75 litri/giorno a persona.
  • Corretta esposizione. L'esposizione ottimale è a sud, ma comunque anche a Sud-Est o Sud-Ovest la perdita di capacità di produzione è limitata.
  • Assenza di ostacoli che creano ombreggiamento (edifici, alberi ecc.).


Opzioni tecniche alternative
L''impianto a pannelli solari termici, come già detto, è utilizzato prevalentemente a integrazione degli impianti esistenti di produzione di acqua calda sanitaria e/o di riscaldamento. Esistono principalmente due tipologie di pannelli solari, ognuna delle quali è più indicata all'integrazione di un tipo di impianto: pannelli solari vetrati piani, usati soprattutto per la produzione di acqua calda sanitaria. Il radiatore è all'interno di un pannello in vetro, che trattiene i raggi infrarossi con conseguente aumento del rendimento; pannelli solari sottovuoto a tubi, usati per la produzione di acqua calda sanitaria e/o riscaldamento dell'edificio, tubi del radiatore sono sotto-vuoto, impedendo la cessione e la dispersione del calore. Hanno rendimenti e costi più elevati della tecnologia a vetri piani. L'impianto a pannelli solari nel suo complesso si differenzia, invece, in base al tipo di circolazione del fluido termovettore all'interno dello scambiatore. La circolazione può essere: naturale: il fluido riscaldato, in quanto più leggero, risale verso l'alto, dove è presente il serbatoio di accumulo integrato al pannello; forzata: il flusso del liquido è agevolato dall'ausilio dì una pompa elettrica, che permette una migliore circolazione e quindi consente di installare il serbatoio separatamente.

Come procedere
Verifica preliminare di fattibilità attraverso sopralluogo, definizione di un progetto preliminare e presentazione di un preventivo economico ad opera di un tecnico iscritto all'albo professionale (ad esempio progettista) o di una ditta installatrice specializzata; verifica degli strumenti e delle forme di finanziamento dell'investimento offerti da istituti di credito, anche attraverso il coinvolgimento di imprese installatrici o società di servizi energetici (ESCO); verifica del consenso e adozione della decisione nell'ambito del condominio; verifica della eventuale sussistenza di vincoli culturali, paesaggistici, naturalistici o urbanistici all'intervento ed eventuale richiesta di autorizzazione alle autorità sovracomunali competenti (ad esempio Soprintendenza nel caso di edificio dichiarato di interesse artistico e storico); verificare se il Comune ha previsto agevolazioni sulle imposte locali (ad esempio aliquota agevolata ICI); presentazione di Denuncia di Inizio Attività (DIA) al Comune territorialmente competente; comunicazione preventiva al Comune competente nei casi di impianti aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e orientamento della falda e i cui componenti non modifichino la sagoma degli edifici stessi; elaborazione del progetto esecutivo dell'impianto (ad opera di un tecnico iscritto all'albo professionale); esecuzione dei lavori di realizzazione dell'impianto; presentazione della dichiarazione di fine lavori al Comune.

Attenzione a...
Lo Stralcio di Piano per il riscaldamento ambientale e il condizionamento, allegato al piano regionale per la qualità dell'aria (consultabile alta pagina web www.regione.piemonte.it/ambiente/aria/home.htm), nonché la legge regionale 13/2007 sul rendimento energetico nell'edilizia, prevedono l'obbligo di installare impianti solari termici integrati nella struttura edilizia, dimensionati in modo tale da soddisfare almeno il 60% del fabbisogno annuale di energia primaria richiesto per la produzione di acqua calda sanitaria di un edificio residenziale di nuova costruzione o di un edificio esistente sottoposto a intervento di: ampliamento o sopraelevazione o ristrutturazione edilizia (non manutenzione straordinaria); nuova installazione o ristrutturazione di impianti termici (non sostituzione di generatore di calore).

Maggiori informazioni
Ulteriori informazioni sulle caratteristiche degli impianti a collettori solari sono disponibili sul sito ENEA: http://efficienza energetica.acs.enea.it

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