Mercoledì, 01 Settembre 2010 13:28

Il pavimento si scalda

Oppure si raffredda nei mesi estivi. Perché il sistema a pannelli prevede che nei tubi a serpentina possa scorrere acqua sia calda, sia fredda. Con vantaggi per la salute e un risparmio in bolletta. Il riscaldamento a pavimento, molto diffuso negli anni '50 e '60, venne poi abbandonato perché provocava effetti fastidiosi a chi permaneva a lungo negli ambienti, come mal di testa o gonfiore alle gambe. Questo dipendeva da tre fattori: temperature troppo alte a pavimento per lo scarso isolamento degli alloggi; inerzia termica dei pavimenti troppo elevata dovuta ai pannelli che scaldavano l'intera soletta: inadeguata termoregolazione. Per realizzare l'impianto si usava infatti un tubo d'acciaio dolce annegato direttamente nelle solette, senza interposizione di materiali isolante. La tecnologia attuale consente invece sistemi che migliorano il clima interno in modo significativo e permettono risparmi notevoli di energia. I nuovi sistemi in commercio prevedono l'utilizzo di materiali di nuova concezione con un sistema denominato "a pavimento galleggiante", dotato di isolamento verso il basso e verso le pareti. 

Questa tecnologia consente un buon isolamento acustico tra i piani dell'edificio ma anche e soprattutto un notevole risparmio energetico rispetto al riscaldamento tramite radiatori. La temperatura dell'acqua contenuta nei tubi, infatti, viene mantenuta a una temperatura inferiore ai 40 °C, invece di 70-80 °C. Rispetto ai sistemi tradizionali, inoltre, gli impianti a pannelli consentono di mantenere l'aria  dell'ambiente a una temperatura più bassa di circa 1-2°C, comportando anche un maggiore benessere ambientale. Dal punto di vista della salute, gli impianti a pannelli radianti consentono di ridurre le irritazioni alle vie respiratorie causate dalla combustione della polvere depositatasi sui radiatori. Inoltre sottraggono ai batteri e in particolare agli acari della polvere, l'umidità, elemento vitale per questi microorganismi. Infine, la bassa differenza di temperatura tra pavimento e ambiente circa 4 °C evita il formarsi di moti convettori, riducendo così il sollevamento della polvere e di conseguenza l'insorgere di allergie.

Pubblicato in Piastrelle e Parquet
Sabato, 07 Agosto 2010 08:35

Quale pavimento scelgo?

Parquet
Quello tradizionale è in massello a tutto spessore, fornito con faccia grezza, da levigare e da rifinire a cera, olio o vernice, dopo la posa. Il tipo prefinito, invece, richiede solo di essere posato. La disponibilità di essenze, tonalità e finiture superficiali è molto ampia e consente realizzazioni di originale modernità, con vari accostamenti.
Utilizzo
Grazie a particolari trattamenti, il parquet si può posare anche in ambienti umidi, come bagni e cucine. Molto dipende anche dall'essenza: teak e iroko, per esempio, hanno un'ottima stabilità.
Caratteristiche
Il parquet ha scarsa conducibilità termica: ciò significa che il pavimento in legno è fresco d'estate e caldo d'inverno. E' inoltre un buon isolante acustico.
Pulizia e manutenzione
Pulire abitualmente con un panno inumidito con acqua e detersivo neutro non schiumoso. Periodicamente si utilizzano prodotti protettivi a seconda della finitura

Gres porcellanato
Materiale ceramico dotato di eccezionali caratteristiche tecniche, viene oggi proposto in una vasta gamma di versioni. Per gli interni è molto utilizzata la tipologia detta “a tutta massa”. La superficie può essere smaltata o non smaltata, lucida oppure opaca.
Utilizzo
Il grès è adatto per tutti gli ambienti interni, non solo per i pavimenti, ma anche per le pareti e le zone all'esterno.
Caratteristiche
Dal tipo di processo produttivo e la cottura a temperature elevate si ottiene un materiale compatto e omogeneo. Il grès porcellanato è inoltre ingelivo e resistente agli acidi, all'usura e al calpestio.
Pulizia e manutenzione
Sono indicati i detergenti neutri, sia per la pulizia quotidiana sia per quella più accurata. Eventuali macchie devono essere rimosse il più rapidamente possibile dalla superficie.

Accanto ai classici legno, ceramica e pietra, per gli ambienti domestici vengono proposti altri rivestimenti. Alcuni, utilizzati in contesto industriale, sono adatti anche ad abitazioni di gusto moderno.

Acciaio
Ancora poco diffuso, è un rivestimento indicato per ambienti moderni, con connotazioni hi-tech. La facilità e le condizioni per la posa sono però le stesse offerte dalla ceramica. Il supporto è infatti in gres porcellanato.
Utilizzo
La piastrella in acciaio può essere applicata su tutte le superfici orizzontali e verticali, comprese quelle di bagni e cucine.
Caratteristiche
È un materiale antistatico, di grande resistenza all'usura, pratico. Ha inoltre il pregio di accentuare la luminosità degli ambienti.
Pulizia e manutenzione
Basta lavare la superficie con acqua calda e detergente delicato, sciacquare e asciugare bene con un panno morbido.

Gomma
Questo pavimento può essere fabbricato con materia prima naturale o di origine sintetica. E' prodotto in rotoli o in piastrelle di vari formati. Viene considerato un'alternativa economica al linoleum, di cui mantiene le caratteristiche di elasticità e buon isolamento acustico.
Utilizzo
Indicato in modo particolare per quegli ambienti, sia interni sia esterni, soggetti a intenso calpestio.
Caratteristiche
È un prodotto elastico, resistente all'usura e agli agenti chimici, agli oli e ai grassi. Inoltre, è anche fonoassorbente e di facile pulizia.
Pulizia e manutenzione
Quella settimanale si effettua con acqua e detergente neutro. Occasionalmente si può trattare
con lucidatura a cera.

Marmo
Usato da secoli per le sue qualità estetiche e di durata nel tempo, il marmo è formato da calcite, un minerale molto facile da lucidare e da levigare. Ne esistono diverse varietà, il cui prezzo varia in base alle differenti caratteristiche.
Utilizzo
È adatto sia a pavimento sia a parete, soprattutto in bagno. Si usa per superfici di pregio nella zona giorno.
Caratteristiche
È resistente agli urti e alle abrasioni ma non alle macchie a causa della sua porosità.
Pulizia e manutenzione
Richiede una cura costante e l'utilizzo di appositi prodotti. Può essere sottoposto a trattamenti impermeabilizzanti.

Laminato
È costituito da un pannello HDF, cioè una fibra di legno e resina sulle cui superfici superiore e inferiore vengono a essere pressofusi un controbilanciante e una struttura decorativa. Disponibile in diverse versioni, può anche imitare nell'aspetto il legno o la pietra naturale.
Utilizzo
Negli ambienti residenziali viene impiegato per camere, soggiorni, cucine, ma anche per ingressi e scale.
Caratteristiche
Si distingue per la durezza e per l'alta resistenza alle sollecitazioni: all'usura, ai graffi, agli urti, alle infiltrazioni dei liquidi e alle macchie e, più moderatamente, al calore.
Pulizia e manutenzione
È sufficiente passare un panno imbevuto di acqua e detergente neutro. Non usare, invece, prodotti abrasivi.

Pietre composite
I pavimenti realizzati con questi tipi di materiali garantiscono una notevole praticità d'uso, pur con lo stesso effetto estetico delle pietre tradizionali. Vengono prodotti a partire da materie prime
naturali, come graniglie e polveri di marmo, granito o quarzo, mescolate a resine che hanno
la funzione di legante.
Utilizzo
Per le loro caratteristiche tecniche, sono impiegate per i pavimenti di tutta la casa, in più per pareti, top di bagni e piani di lavoro in cucina.
Caratteristiche
Di norma resistono bene alle macchie, all'assorbimento dell'acqua, all'usura, e all'abrasione. A differenza della pietra naturale, sono inattaccabili dagli agenti acidi, come il succo di limone.
Pulizia e manutenzione
Si possono utilizzare in genere tutti i comuni detergenti per la pulizia della casa, avendo però cura di diluirli bene.

Linoleum
Per via della somiglianza, viene spesso considerato un pavimento in gomma. In realtà è composto per l'80% circa da materie prime di origine naturale: olio di lino, farina di legno e di sughero, pigmenti coloranti su un tessuto di juta naturale. Per questo motivo, viene utilizzato anche nella bioarchitettura. Si posa sia in rotoli sia in quadrotti.
Utilizzo
È indicato nella maggior parte degli ambienti abitativi. come cucina, salotto o nelle camere da letto, in particolare quelle dei bambini.
Caratteristiche
Si tratta di un prodotto riciclabile, con buone qualità isolanti, sia termiche sia acustiche. È inoltre elastico ed evita la formazione di cariche statiche.
Pulizia e manutenzione
Evitare tutti i prodotti fortemente alcalini. Occasionalmente si può passare la monospazzola a 150 giri con il disco rosso e un prodotto specifico.

PVC
Si presenta in rotoli o in quadrotti, con una gamma di colori e fantasie praticamente illimitata. Esistono diverse tipologie, che variano in base alla composizione e alla struttura. Quelli eterogenei,
per esempio, possono essere formati da strati di materiali diversi.
Utilizzo
In casa è indicato in tutti gli ambienti, ma si presta soprattutto a essere posato nelle camerette del bambini, perché antiurto e antiscivolo.
Caratteristiche
Morbido ed elastico, è anche un materiale durevole, resistente e igienico. Non conduce elettricità,
è isolante e riciclabile.
Pulizia e manutenzione
Per una maggiore durata nel tempo e per semplificarne la pulizia, si protegge con emulsioni poliuretaniche.

Cemento
Esistono i pavimenti in calcestruzzo, di tipo industriale, e quelli in pastina di cemento. In quelli di tipo tradizionale la posa richiede l'utilizzo di grossi macchinari, come autopompe e betoniere. Per i secondi, invece, viene utilizzata una maltina a base di granulati di quarzo e cemento premiscelati.
Utilizzo
Di derivazione industriale, i pavimenti in cemento sono oggi utilizzati anche per usi residenziali, sia per interni sia per esterni.
Caratteristiche
La pastina di cemento, applicata a più mani, conferisce il tipico aspetto nuvolato liscio. Dal punto di vista tecnico, sono pavimenti molto durevoli.
Pulizia e manutenzione
Grazie alla finitura a resina, sono assicurati igiene e facilità di pulizia, con detergente neutro diluito in acqua.

Resine
Durevoli e facili da pulire, consentono soluzioni molto decorative, grazie all'ampia gamma di varianti e di finiture. Le resine possono essere stese anche sul pavimento preesistente o essere
applicate a parete.
Utilizzo
Sono indicate sia per ambienti interni, sia per esterni. Le resine possono essere utilizzate anche per rivestimenti di pareti e di elementi d'arredo.
Caratteristiche
Sono atossiche, fonoassorbenti, isotermiche. Il fatto di essere superfici monolitiche, cioè prive di giunti, le rende anche molto igieniche.
Pulizia e manutenzione
Non richiedono alcun tipo di manutenzione e si puliscono con acqua e normale detersivo.

Pubblicato in Piastrelle e Parquet
Mercoledì, 19 Maggio 2010 00:33

Quando il parquet è vero?

Per poter essere chiamato parquet il pavimento deve essere realizzato interamente in legno massiccio (parquet tradizionale) oppure con un supporto in legno “povero” rifinito da uno strato di legno pregiato non inferiore a 2,5 millimetri (parquet multistrato). Mentre il parquet tradizionale si acquista quasi sempre grezzo, quello multistrato si trova per lo più prefinito, cioè già levigato, verniciato e pronto per la posa. Tutt'altra faccenda sono invece pavimenti simili legno, formati da un supporto diverso dal legno e rivestiti con materiali sintetici stampati a imitazione del legno (carta melamminica, laminati ecc.). In genere per i parquet si preferiscono i legni chiari, che fanno sembrare gli ambienti più grandi: le essenze europee più richieste sono il rovere, il faggio, il frassino e l'acero, ma si usano molto anche i legni esotici particolarmente indicati per la loro notevole durezza.

Con l'esposizione alla luce, la maggior parte dei parquet tende a scurirsi e a uniformarsi (i cambiamenti naturali di colore sono più evidenti nei primi due anni dopo la posa), ma le diverse specie legnose hanno caratteristiche peculiari che è bene conoscere al momento della scelta. Il doussiè, ad esempio, a contatto con la luce accentua le differenze cromatiche dei singoli elementi che originariamente apparivano uguali; al contrario, il teck, al momento della posa, presenta variegature e aloni naturali che tendono a scomparire col tempo; iroko, doussié e wengé contengono talvolta concrezioni minerali che diventano più evidenti con l'ossidazione del legno, mentre nel rovere e nel faggio alcuni elementi possono presentare delle striature più lucenti, dette specchiature. Le specie legnose più adatte per la posa nei locali con il riscaldamento a pavimento e in quelli umidi (bagno e cucina) sono il doussié, l'iroko e il teck Asia.

Pubblicato in Piastrelle e Parquet

Dallo smantellamento di baite, cascine o vecchi fabbricati rurali, in genere dell'inizio del secolo
scorso, vengono recuperate le parti in legno antico, come travi e tavolati. Si tratta di materiale che ha caratteristiche qualitative superiori rispetto a quelle del legno poco stagionato. Infatti il legno nel tempo tende a stabilizzarsi e la fibra di cui Ë composto si compatta, con risultati di maggiore durezza. I tavolati di recupero vengono trattati per essere riutilizzati di solito in contesti abitativi
di campagna, rustici o in stile, in cui dei rivestimenti non lavorati industrialmente, con larghezza e lunghezze miste, trovano un perfetto inserimento. Per l'utilizzo in una stessa abitazione, Ë preferibile che la provenienza del materiale sia la stessa per i diversi ambienti a cui Ë destinato;
o quantomeno Ë auspicabile che questo sia ricavato da edifici vicini, della stessa tipologia o costruiti nella medesima zona.

Pulizia e posa
Per mantenere la patina antica, ìconsumataî, che nel tempo caratterizza l'aspetto superficiale del legno, il materiale viene pulito a mano con spazzole. Soltanto nella parte sottostante dei tavolati il legno viene piallato in modo che possa essere di nuovo messo in opera senza problemi. La posa di questo genere di parquet Ë di tipo inchiodato su pannelli di compensato fenolico e sottostante massetto.
Finitura finale
Il parquet antico dopo la posa viene protetto da sporco e calpestio con prodotti naturali, come oli o cere.  Non sono invece indicate vernici vetrificanti che ne snaturerebbero l'aspetto materico, grezzo.
Quanto costa
Il costo al mq del legno di recupero dipende da molte variabili: prima fra tutte il tipo di essenza
e I'epoca del materiale e poi la quantit‡ di materiale, cioË la metratura che il cliente richiede; e in relazione a questa anche la sua disponibilit‡ a magazzino.

Pubblicato in Piastrelle e Parquet
Domenica, 23 Maggio 2010 09:21

Quando il parquet è usurato o macchiato

Dopo 15, 20 o 30 anni la vernice puÚ consumarsi: quando questo succede ce il rischio che il parquet
si macchi in profondit‡. In questo caso, È meglio sostituire tutte o parte delle tavolette. Se la tavoletta danneggiata da sostituire Ë al centro della stanza si puÚ esporre quella nuova al sole per qualche settimana prima della posa, in modo che la differenza con le altre sia meno visibile. Per rimediare a usura e fessurazioni superficiali si interviene con la lamatura che va applicata a seconda
dello spessore della tavoletta: se l'usura supera i 50-60 per cento il lavoro non conviene. E' meglio effettuarla sempre su tutto il pavimento per evitare di vedere la differenza, perÚ se l'intervento riguarda una o poche tavolette si possono togliere e lamare parte e poi rifinire a stucco. Per il pavimento prefinito e tradizionale, non verniciato, per ottenere un risultato omogeneo si Ë costretti a lamare tutta la pavimentazione ma nel caso Ë comunque possibile sostituire l'elemento danneggiato. I prodotti da 10, 14, 17 e 22 mm di spessore possono essere lamati pi˘ volte nel tempo: occorre
perÚ valutare bene il tipo di supporto delle tavolette, se in abete, betulla, se si tratta di prodotti di legno trattato a due strati a fibre incrociate, ecc. Quello pi˘ scadente puÚ essere soggetti da una a tre lamature nel tempo.
...scheggiato oppure ammaccato
Fino a 3-4 mm di spessore la tavoletta puÚ essere recuperate eliminando il buco con uno stucco a base di silicone acrilico. Per non far vedere il difetto dovuto al ritocco di una tavoletta danneggiata da un'ammaccatura al centro, dopo la stuccatura si puÚ riverniciare l'intero pezzo da giunto a giunto: in questo modo si puÚ attenuare la differenza visibile del 95 per cento.
Se bisogna sostituire uno o pi˘ listelli
Le deformazioni causate da umidit‡ e calore possono favorire il distacco delle tavolette. Per incollare l'elemento staccato va rimosso anche quello adiacente, in modo da riempire il sottofondo
di colla e posare tutto nuovamente al suo post. Se il danno interessa pi˘ tavolette si interviene allo stesso modo, effettuando un rappezzo pi˘ esteso sulla pavimentazione.
Una protezione dai tarli
Per la riparazione interviene l'azienda produttrice su denuncia del proprietario. Ogni azienda, infatti,
garantisce l'applicazione di trattamenti antitarlo al prodotto venduto. Se i tarli compaiono entro 2-3 mesi dalla posa si risale alla causa cercando di capire per esempio, se in casa ci sono mobili antichi
gi‡ tarlati. Se le tavolette sono incollate, i tarli non si formano perchÈ non possono annidarvisi. A differenza dei pavimenti di legno antichi, sospesi su telai con intercapedine d'aria: il deposito di sporco e polvere puÚ favorire l'insediamento degli insetti. Per rimediare Ë possibile effettuare una lamatura di 2-2,5 mm e poi stuccare, ma le gallerie possono penetrare in profondit‡ nella lista, con il rischio che i tarli possano ricomparire di nuovo nel tempo.

Pubblicato in Piastrelle e Parquet

I prodotti protettivi per il colore difendono lo strato superficiale verniciato, ma non evitano a formazione di differenze evidenti fra le zone soggette a usura e quelle meno calpestate. Se trattate con i prodotti giusti, le vernici (vetrificate o all'acqua, le più ecologiche) possono avere durata da un minimo di 15-20 anni fino a 50. I prodotti a base di saponi o cere sono contro producenti perchè non penetrano e lasciano il parquet unto: conferiscono lucidit‡ ma facilitano il deposito della polvere sulla superficie rischiando di accentuare l'usura.

Meglio acquistare prodotti specifici nei negozi specializzati, che proteggono grazie a sostanze sempre a base di cera ma che seccano e vetrificano, formando una patina sulla superficie che riempie le piccole striature senza lasciare il classico effetto bagnato.  Per riparare i piccoli danni del parquet di casa non Ë sempre indispensabile sostituire la pavimentazione per intero: basta restaurare le liste danneggiate con alcuni interventi mirati.

Pubblicato in Piastrelle e Parquet
Mercoledì, 05 Maggio 2010 09:15

Manutenzione del parquet

L'usura quotidiana, la caduta di oggetti e liquidi sul pavimento e l'esposizione al sole possono fessurare, scheggiare, macchiare e scolorire tutte o solo alcune tavolette del parquet di casa.
A seconda del tipo di parquet, in uno, due o tre anni iniziano a comparire i primi segni di usura, che possono riguardare zone estese della pavimentazione (per esempio quelle soggette a maggiore calpestio, solitamente in mezzo ai locali) oppure solo pochi elementi se il danno dipende per esempio dalla scheggiatura i dalla presenza di macchie. Se il danno interessa solo una minima superficie del parquet, è possibile sostituire subito la parte danneggiata con poca differenza di colore visibile tra le nuove e le vecchie liste, che sono già state esposte alla luce solare.

Nel giro di pochi mesi, grazie al sole anche i nuovi prodotti variano il proprio colore uniformandosi al resto della pavimentazione. Se la parte danneggiata è molto estesa, conviene cambiare tutto il rivestimento. Se un pavimento ha 80-100 anni, la sostituzione con lo stesso materiale non avrà mai un risultato omogeneo: a differenza tra tavolette vecchie e nuove vedrà sempre. Per effettuare piccoli e grandi interventi di riparazione ci si rivolge direttamente al posatore. L'azienda fornisce il prodotto: se questo ha difetti di fabbricazione, per esempio legati al processo di essicazione, oppure di posa, si capisce nel giro di una settimana. Il danno da usura non dipende dal posatore o dal rivenditore; diversamente, la colpa viene valutata in base al tipo di danno. Il costo puÚ variare da 50 a 100 euro per l'intervento su un listone o tavoletta.

Per evitare che si formino fessure
Il tipo di parquet posato, la presenza o meno di incastri e il microclima del locale possono influenza la formazione di fessure. Gli spessori standard del listoni vanno da 10,14 e 22 mm, con o senza incastri. Oggi i parquet prefiniti, rispetto a quelli di legno pieno, di norma riescono a rispondere meglio alle variazioni di umidità e calore stagione o indotte per esempio dal riscaldamento, in particolare quello a pavimento. Il parquet posato a incastro di solito da meno problemi perchË le liste restano unite e il pavimento è più flessibile rispetto alle variazioni.

Pubblicato in Piastrelle e Parquet