Venerdì, 08 Ottobre 2010 17:55

Abitare in modo ecologico

Rifiuti in ordine con le vaschette per la raccolta differenziata in acciaio inox, un materiale con indiscusse caratteristiche di igiene e robustezza. Sono ecologiche ma soprattutto sono state pensate per un utilizzo pratico e funzionale: la carica dall'alto, nelle versioni sospese, evita infatti di doversi chinare per gettare via gli scarti, alimentari e no. Il blocco su binari si compone, a seconda delle necessità, di due o tre contenitori modulari a differente capacità ed è disponibile nei modelli da incasso (con il tappo-tagliere in dotazione), da sottopiano o da appoggiare alla base del mobile, se si dispone di poco spazio.

Quel sano tepore
Se potessimo chiedere al nostro corpo come preferisce essere riscaldato risponderebbe senza esitazione con il sole, l'unica fonte di calore che garantisce in modo naturale salute, piacere e relax. Ma come godere di un tale benessere anche in inverno? Il sistema più antico ed efficace è quello di avvicinarsi a una classica stufa a legna: la sensazione di calore che si prova, infatti, è dovuta
agli effetti delle radiazioni termiche, simili a quelle solari, che colpiscono solo persone, arredi e strutture. Quindi l'aria non viene riscaldata, il suo tasso di umidità resta ottimale e non circolano polveri e batteri. Le stufe ad accumulo sono semplici da installare e di facile manutenzione. La potenza termica dipende dalle dimensioni e dalla struttura interna, mentre il principio di funzionamento resta uguale per tutte: il calore prodotto dalla combustione della legna si accumula nelle spesse pareti per essere poi ceduto gradualmente all'ambiente. Infatti una buona stufa va caricata solo due volte al giorno perché continui a funzionare anche 10-12 ore dopo lo spegnimento della fiamma.

In commercio ve ne sono di tutti i tipi, dalle piccole e compatte in ghisa a quelle in terracotta refrattaria, dalle moderne finlandesi in pietra ollare ai tipici modelli alpini in muratura intonacata o rivestita di maiolica, dette anche pigne, in grado di riscaldare da sole tutta la casa. Tra queste ultime le stufe austriache in ceramica BioFire, grazie a un originale brevetto, rappresentano un giusto mix tra tradizione e tecnologia. Il loro interno è rivestito di mattonelle di chamotto, un'argilla refrattaria con grandi capacità di accumulo: queste formano un percorso a labirinto, studiato per recuperare anche il calore contenuto nei fumi di scarico e arrivare così a un rendimento del 90 per cento (un camino raggiunge al massimo il 20-30 per cento). Infatti, solo il completo sfruttamento dell'energia contenuta nel combustibile consente di risparmiare e di limitare al minimo le emissioni di fumi nell'atmosfera.

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Lunedì, 27 Settembre 2010 07:37

Contro i campi elettromagnetici

Per saperne di più sull'etettrosmog c'è da oggi una nuova opportunità. Insieme a quelle del Conacem, il Coordinamento dei comitati per la tutela dai campi elettromagnetici, e del Codacons, il Coordinamento delle associazioni in difesa dei consumatori, è stata attivata la linea amica di Legambiente, che fornisce informazioni su come proteggersi, anche dal punto di vista legale, dai
campi elettromagnetici generati da impianti elettrici casalinghi, antenne telefoniche e radiotelevisive, elettrodotti.
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Lunedì, 27 Settembre 2010 07:36

Abitare ecologico

Morbide pareti.
Viene dal Giappone, dove è apprezzato da oltre trecento anni, il rivestimento murale per interni UM Wall. Morbido al tatto e di grande impatto estetico viene realizzato se condo un'antica ricetta a base di fibre vegetali e resine di cellulosa, sostanze naturali che rendono il prodotto atossico, traspirante,
antistatico e fonoassorbente. Pratica ed ecologica è anche la confezione a secco pensata per trasportare soltanto le leggere fibre (circa 700 grammi), mentre l'acqua per l'impasto (6 litri) viene aggiunta sul posto. Disponibile in diversi colori.

Le finestre sono belle di legno
Quello delle finestre è davvero un mestiere difficile. Devono far entrare più luce possibile all'interno della casa ma, allo stesso tempo, lasciar fuori pioggia, vento e rumori; e avere dimensioni e forma tali da trattenere il calore negli ambienti ma consentire adeguati ricambi d'aria. Il legno. naturale e caldo. è il materiale più utilizzato per i serramenti esterni: dopo aver subito negli anni passati la concorrenza di acciaio, alluminio e PVC, sta oggi vivendo una seconda giovinezza. Grazie a sofisticate tecniche di lavorazione gli infissi in legno sono in grado di offrire le stesse prestazioni tecniche di quelli in metallo o plastica e quindi di soddisfare le esigenze estetiche, di comfort e di risparmio energetico di una moderna abitazione. Il trattamento di essiccazione controllata assicura infatti la necessaria stabilità al legname prima delle successive lavorazioni.
Douglas, hemlock, pino di Svezia e rovere sono le essenze adatte a realizzare profili per ante e telai in massello, oppure in lamel-lare se occorrono elementi più robusti per aperture di  grandi dimensioni.

Ecco quali sono le certificazioni che deve avere un buon serramento.
Isolamento termico. Si valuta con un parametro detto K più piccolo è il suo valore, maggiore sarà la capacità della finestra di trattenere il calore.
Isolamento acustico. Indispensabile soprattutto in città: il valore fonoisolante complessivo (telaio più vetro) deve essere compreso tra 35 e 50 decibel.
Tenuta all'acqua. Il serramento deve essere fatto in modo da impedire che l'acqua si infiltri o ristagni: le classi previste sono El, E2, ES, E4 in ordine crescente di tenuta.
Resistenza al vento e agli urti. Una finestra poco robusta può deformarsi per l'azione del vento o per un colpo accidentale: Vi, V2, V3 sono i valori crescenti di resistenza. In cambio, gli infissi in legno chiedono di essere trattati con delicatezza: la frequente pulizia con una soluzione di acqua al 90 per cento e alcol al 10 per cento allunga la loro vita perché deterge senza intaccare la superficie.

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Mercoledì, 01 Settembre 2010 13:28

Il pavimento si scalda

Oppure si raffredda nei mesi estivi. Perché il sistema a pannelli prevede che nei tubi a serpentina possa scorrere acqua sia calda, sia fredda. Con vantaggi per la salute e un risparmio in bolletta. Il riscaldamento a pavimento, molto diffuso negli anni '50 e '60, venne poi abbandonato perché provocava effetti fastidiosi a chi permaneva a lungo negli ambienti, come mal di testa o gonfiore alle gambe. Questo dipendeva da tre fattori: temperature troppo alte a pavimento per lo scarso isolamento degli alloggi; inerzia termica dei pavimenti troppo elevata dovuta ai pannelli che scaldavano l'intera soletta: inadeguata termoregolazione. Per realizzare l'impianto si usava infatti un tubo d'acciaio dolce annegato direttamente nelle solette, senza interposizione di materiali isolante. La tecnologia attuale consente invece sistemi che migliorano il clima interno in modo significativo e permettono risparmi notevoli di energia. I nuovi sistemi in commercio prevedono l'utilizzo di materiali di nuova concezione con un sistema denominato "a pavimento galleggiante", dotato di isolamento verso il basso e verso le pareti. 

Questa tecnologia consente un buon isolamento acustico tra i piani dell'edificio ma anche e soprattutto un notevole risparmio energetico rispetto al riscaldamento tramite radiatori. La temperatura dell'acqua contenuta nei tubi, infatti, viene mantenuta a una temperatura inferiore ai 40 °C, invece di 70-80 °C. Rispetto ai sistemi tradizionali, inoltre, gli impianti a pannelli consentono di mantenere l'aria  dell'ambiente a una temperatura più bassa di circa 1-2°C, comportando anche un maggiore benessere ambientale. Dal punto di vista della salute, gli impianti a pannelli radianti consentono di ridurre le irritazioni alle vie respiratorie causate dalla combustione della polvere depositatasi sui radiatori. Inoltre sottraggono ai batteri e in particolare agli acari della polvere, l'umidità, elemento vitale per questi microorganismi. Infine, la bassa differenza di temperatura tra pavimento e ambiente circa 4 °C evita il formarsi di moti convettori, riducendo così il sollevamento della polvere e di conseguenza l'insorgere di allergie.

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Venerdì, 13 Agosto 2010 07:52

Sistema eolico: una forza

Con la forza del vento
L'eolico è una fonte di energia inesauribile e a emissioni zero, con grandi potenzialità per il futuro tra costi di produzione e rendimento e infatti davvero vantaggioso e i margini di crescita sono elevati. La tecnologia è in continua evoluzione, con molte applicazioni nell'ambito dell'utenza domestica favorita dallo sviluppo dei sistemi mini-eolici. Quando si mette in preventivo l'installazione di un sistema eolico, il primo elemento da verificare è l'esposizione del sito al vento, oltre a velocità, frequenza e intensità di quest'ultimo. Tenendo conto che i venti riservano comunque sempre un ampio margine di imprevedibilità. Esistono aziende specializzate che eseguono, nell'arco di almeno un anno, i rilevamenti necessari. In alternativa, si possono estrapolare i dati anemometrici disponibili per le aree vicine a quella considerata, ricorrendo alle mappe agli studi dell'Aeronautica Militare o della Marina. Bisogna inoltre raccogliere informazioni sulla normativa vigente a livello nazionale, regionale e provinciale e sugli eventuali incentivi previsti per le energie rinnovabili. Vanno valutati i costi di installazione e considerato se i rapporti costo/ricavo e costo/risparmio soddisfano le aspettative del consumatore. Il progettista e il costruttore, valutano poi quali sono i generatori eolici più adatti e il loro dimensionamento.

Un motore con le pale
L'elemento base di un sistema eolico, il rotore, è formato da una, due o tre pale fissate su un mono. Il mozzo è poi collegato a un albero lento, che gira alla stessa velocità impressa dal vento al rotore, e a un albero veloce che, grazie alla presenza di un moltiplicatore di giri, si muove invece a una velocità pari al prodotto di quella del primo albero per il moltiplicatore di giri. Vi è poi un generatore che, trasformando l'energia meccanica del vento in energia elettrica, produce la corrente da immettere in rete. Alberi e generatore sono contenuti all'interno di una navicella o gondola: si tratta di una piccola scatola oblunga collegata con il rotore e collocata su una torre, fissata al terreno tramite una fondazione in calcestruzzo armato. Completano l'impianto un timone che orienta il rotore nella direzione del vento, e una cerniera che, in caso di vento forte, fa in modo che l'asse del rotore si disallinei rispetto a quello di rotazione delle pale. I nuovi sistemi hanno anche un meccanismo che consente alle pale di girare con moto uniforme. In questo modo la produzione di energia rimane costante e il rendimento è fino all'80% in più rispetto a un mulino con orientamento statico del motore. Se il sistema è collegato alla rete elettrica, non devono mancare il quadro elettrico con dispositivo di interfaccia alla rete elettrica di bassa di controllo del parallelo alla rete elettrica di bassa tensione e l'inverter. Per utenze isolate, occorrono anche batterie di accumulo per immagazzinare l'energia non consumata.

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Venerdì, 13 Agosto 2010 07:40

Solare fotovoltaico: il dettaglio, aiuta

Elettricità dal sole
Con gli impianti fotovoltaici si può produrre il necessario per il fabbisogno di energia elettrica della propria abitazione e immetterla nella rete nazionale, effettuando una sorta di scambio-vendita con il gestore del servizio. Sono inoltre previste diverse forme di agevolazioni fiscali. Problemi aperti rimangono quelli relativi ai costi di installazione, che a oggi sono elevati, e alle procedure burocratiche da seguire, piuttosto complesse per i privati.
L'impianto solare fotovoltaico va dimensionato in base alla potenza finale che si desidera ottenere: più chilowatt di energia elettrica occorrono, più ampia è la superficie totale dei pannelli da installare. E' necessaria un'accurata progettazione, eseguita da un professionista che valuti l'irraggiamento del sito e i carichi elettrici. L'energia prodotta dall'impianto è immessa in modo continuo nella rete energetica nazionale. L'utente utilizzerà di giorno quella prodotta con il fotovoltaico, di notte quella di rete. L'adeguamento dell'impianto elettrico preesistente non comporta sostanziali modifiche. Effettuando calcoli precisi sulla potenza, bisogna fare in modo che l'impianto immetta in rete la massima quantità di energia possibile, in modo da coprire l'intero consumo annuo.

Dai moduli ai contatori
Gli elementi principali del sistema fotovoltaico sono i moduli in silicio mono o multicristallino: esteticamente sono simili ai pannelli per il solare termico, ma la tecnologia è del tutto diversa. Questi dispositivi sono infatti in grado di trasformare la radiazione solare in energia elettrica. I moduli, collegati tra loro, formano i pannelli fotovoltaici, installabili sui tetti piani o inclinati, sui frangisole, sulle facciate o sui lucernari. Le strutture di sostegno, costituite da barre in alluminio o in acciaio zincato, sono fissate su supporti per ancoraggio. I pannelli sono collegati con un inverter che riceve la corrente continua generata dal campo fotovoltaico e la trasforma in corrente alternata, immessa nella rete, in bassa tensione.

Sono previsti tre contatori:
uno registra tutta l'energia prodotta dall'impianto solare; il secondo rileva i chilowatt immessi nella rete: il terzo conteggia l'energia elettrica prelevata dalla rete quando non vi è produzione dall'impianto solare, per esempio di notte.

Si può fare a meno di collegarsi alla rete nazionale?
No, eccetto quando si vive in una casa isolata, ad esempio in una baita in montagna: in questo caso è prevista anche una batteria di accumulo. In tutti gli altri casi, la rete elettrica eroga energia quando l'impianto non ne produce a sufficienza o la riceve e la paga quando ne viene prodotto un surplus.

Il clima esterno influisce nella resa
Per funzionare bene, il generatore fotovoltaico ha bisogno di luce solare il più diretta possibile. In fase di progettazione, oltre all'irraggiamento complessivo, occorre verificare diversi fattori come le ombre provocate dalla vegetazione o dalle abitazioni circostanti, la presenza di nebbia e foschie e la frequenza delle precipitazioni. La produzione energetica risulterà massima in condizioni di cielo completamente sereno, se i pannelli sono esposti a Sud e hanno un'inclinazione di 30°. Si possono ottenere risultati soddisfacenti anche con un orientamento a Ovest o Est: l'importante è che l'impianto non sia a Nord. In condizioni di cielo coperto, il generatore sfrutta la radiazione solare diffusa, con rese inferiori. I pannelli fotovoltaici sono testati per resistere agli agenti atmosferici, grandine compresa. Molte compagnie assicurative prevedono comunque speciali clausole che rimborsano eventuali danni all'impianto.

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Venerdì, 13 Agosto 2010 07:36

Il solare termico: vediamo nel dettaglio

Quando il calore viene dell'alto
Nella produzione di energia da fonti rinnovabili, gli impianti solari termici stanno conquistando un peso sempre maggiore: in Italia la crescita è addirittura esponenziale, tanto che il nostro Paese si colloca oggi al quinto posto in Europa. Un ulteriore impulso potrà arrivare grazie alle detrazioni fiscali previste dalla legge Finanziaria che coinvolgono anche il solare termico. Tra i diversi sistemi, quelli a circolazione forzata sono i più diffusi e coprono i due terzi del mercato.
L'installazione di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda e per il riscaldamento della propria abitazione è una scelta sempre più alla portata dl tutti. Grazie alla crescente diffusione, i costi di produzione e di conseguenza quelli per il consumatore finale sono più contenuti rispetto al passato. Le diverse tipologie di impianti si distinguono per le caratteristiche tecniche del circuito: la scelta va fatta tenendo conto delle condizioni climatiche della zona di installazione. Gli impianti a circolazione naturale con circuito ad acqua e serbatoio sul tetto sono adatti per la sola produzione di acqua calda in luoghi a clima mite con un utilizzo stagionale (nel caso di circuito aperto) oppure annuale (circuito chiuso). I sistemi a circolazione forzata hanno una resa maggiore e sono adatti sia per produrre acqua calda sia per riscaldare l'ambiente: si possono installare anche in zone dove l'insolazione è inferiore.

Una mappa del territorio
Per sapere se la zona in cui si abita ha un irraggiamento compatibile con l'installazione di un impianto a pannelli solari occorre raccogliere i dati forniti da studi dell'Aeronautica Militare Italiana. In alternativa si possono utilizzare le informazioni raccolte dall'Enav, l'Ente Nazionale Assistenza del Volo o dall'Ucea, l'Ufficio Centrale di Ecologia Agraria istituito dal Ministero delle Politiche agricole. Esistono anche altri enti, in alcuni casi privati, che effettuano studi relativi alla previsione e al controllo dei parametri ambientali, come l'Enea, l'Enel, l'Ente Regionale per lo Sviluppo Agricolo della Lombardia, Ersal, che ha più di 20 stazioni di rilevamento della radiazione solare. Altra fonte importante è l'Atlante solare europeo elaborato dall'Istituto di Fisica dell'Atmosfera del Cnr, fondamentale per conoscere la distribuzione della radiazione solare in Italia e soprattutto per verificare l'effettiva quantità di energia solare mensile che può essere utilizzata da un impianto installato sul tetto o sulla facciata di un edificio.

A partire dai collettori
Gli impianti solari termici sono in genere costituiti da tre componenti principali.
I pannelli, o collettori, che captano la radiazione solare e la trasformano in calore. Sono rivestiti da una lastra di vetro, all'interno della quale è contenuto uno strato di rame che serve a immagazzinare il calore del sole. Attraverso uno scambiatore, questo viene poi trasferito a un fluido termovettore (acqua, glicole o aria) e quindi trasportato nel circuito. Il serbatoio di accumulo detto anche accumulatore, immagazzina il calore ottenuto e lo rende disponibile quando occorre.
Un impianto ad acqua può essere installato sul tetto, ma è adatto solo in zone in cui non si verificano gelate invernali. In alternativa, se si tratta di un impianto a circolazione forzata dove il fluido termovettore entra nel serbatoio, questo si può sistemare in casa, in cantina o nel sottotetto. Il circuito è costituito da un sistema di tubi di rame o di acciaio inox che dal serbatoio raggiungono
i collettori e viceversa.

E se i sole non basta?
L'impianto solare termico funziona anche nelle giornate nuvolose, perché i pannelli producono energia tanta anche quando non c'è il sole: sfruttano infatti non solo le radiazioni incidenti sul collettore, ma anche quelle presenti nell'atmosfera. D'estate, l'energia prodotta con il solare termico copre l'intero fabbisogno energetico. Nei mesi invernali e nei giorni in cui l'insolazione è scarsa, l'impianto serve invece soltanto per preriscaldare l'acqua; per raggiungere temperature più alte, il serbatoio deve essere collegato a una tradizionale caldaia a metano, a gasolio o a gpl.

Quantificare il risparmio
L'impianto solare termico permette di contenere in modo significativo i costi in bolletta: l'ammortamento della spesa iniziale può avvenire anche in soli 2-3 anni. E i costi di gestione sono molto bassi, anche al 20-30%, basta che l'impianto abbia alcune caratteristiche. La superficie dei collettori deve corrispondere a circa 1/10 di quella della casa. I pannelli vanno orientati verso Sud: se sono esposti a Ovest o a Est devono avere una superficie maggiore. Vanno montati con l'asse inclinato di 60° rispetto al piano orizzontale: se la pendenza del tetto non è questa, la resa sarà inferiore. L'impianto di riscaldamento deve essere a bassa temperatura, funzionare cioè con pannelli radianti, all'interno dei quali scorre acqua a 30°C circa. E' importante anche che la casa sia ben coibentata e che quindi non si verifichino dispersioni di energia termica. Per l'installazione di pannelli solari termici costruiti ai sensi della normativa Uni 129/75 e con garanzia di 5 anni è possibile godere, in base alla Finanziaria 2008. dell'aliquota Iva al 10% e di detrazione Irpef del 55% sulla spesa dilazionata tra i 3 e 10 anni (per interventi su un edifici esistenti).

Un esempio di preventivo
Per coprire il 70% del fabbisogno annuale di una famiglia di 4 persone. la superficie dei collettori deve essere compresa tra 0,5 e 1.2 mq per persona: la variabilità dipende dalla latitudine e quindi dell'incidenza della radiazione. Il serbatoio di accumulo deve avere una capienza pari a 70 litri per ogni metro quadrato di superficie captante. Un impianto solare termico di questo tipo, compresa la manodopera, i materiali e l'Iva. mediamente costa intorno ai 7.500 euro.

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Martedì, 08 Giugno 2010 08:30

I sistemi energetici: Aliquota agevolata ICI

L'art. 1 comma 6 della Finanziaria 2008 consente ai Comuni di fissare, a decorrere dal 2009, un'aliquota ICI agevolata, inferiore al 4 per mille, per chi decida di installare impianti per la produzione di energia elettrica e/o termica per uso domestico da fonti rinnovabili.

L'aliquota agevolata è applicabile alle unità immobiliari oggetto degli interventi, e può avere una durata massima di tre anni per gli impianti solari termici e di cinque anni per tutte le altre tipologie di fonti rinnovabili. L'agevolazione, è concessa secondo il regolamento sulle entrate tributarie, adottato dai singoli Comuni entro il termine di approvazione del bilancio di previsione.

Martedì, 01 Giugno 2010 08:29

Economizzatori idrici

Con il termine economizzatoci idrici ci si riferisce agli erogato- ii a basso flusso (EBF) e ai rompigetto aerati per rubinetti (RA). L'installazione di entrambi gli economizzatori idrici non necessita di un tecnico specializzato. Gli EBF per doccia possono essere inseriti o a monte o a valle del tubo flessibile (attacchi da mezzo pollice), mentre i RA si possono installare in sostituzione degli esistenti rompigetto. Per assicurare il corretto avvio di caldaie e scaldaacqua istantanei, che richiedono portate d'acqua minime per l'accensione, è consigliabile utilizzare gli erogatori a basso flusso regolabili (con un semplice meccanismo a vite).

Vantaggi
Gli EBF mantenendo costante il flusso dell'acqua indipendentemente dalla pressione della stessa, consentono un risparmio d'acqua medio del 20%, a cui corrisponde un risparmio di energia nel caso dell'acqua calda.  I rompigetto aerati riducono il flusso d'acqua dei rubinetti miscelandola con l'aria, senza tuttavia compromettere l'efficacia del getto. Si stima che, a parità di getto, i RA riducano la quantità d'acqua prelevata del 20% rispetto ai rompigetto normali.

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Giovedì, 03 Giugno 2010 08:19

Gli impianti termici: informazioni utili

Informazioni per il cittadino
Su ogni impianto termico devono essere effettuate periodicamente, a cura del responsabile dello stesso, manutenzioni periodiche e verifiche del rendimento di combustione (quella che comunemente è chiamata prova fumi). Il responsabile dell'impianto può essere il proprietario, locatore, terzo responsabile (ad esempio amministratore di condominio per impianti centralizzati). La periodicità per le manutenzioni è generalmente definita dall'impresa installatrice, mentre la tempistica per le verifiche del rendimento è la seguente:

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