II sistema a circolazione naturale è energeticamente più ef
ficiente e più economico in quanto richiede meno attrezza
ture e una più semplice manutenzione.
In questo caso l'accumulatore di acqua calda (serbatoio) si trova a quota superiore a quella dove sono collocati i pannelli. Il fluido del collettore scorre nel circuito chiuso per la spinta naturale che si determina quando il fluido, scaldandosi, diminuisce la propria densità divenendo più leggero: secondo il principio della spinta di Archimede tende così a salire nel serbatoio posto più in alto dei pannelli; non è necessario dunque installare una pompa elettrica.

Gli elementi che costituiscono l'impianto sono:

  1. collettore solare
  2. serbatoio di accumulo
  3. valvole
  4. tubazioni sanitarie normali.

Diminuendo la complessità dell'impianto anche i costi di manutenzione risultano ridotti e non essendo richiesto contributo di altre forme di energia i costi di esercizio sono assenti. Da quanto sopra risulta evidente che il sistema a circolazione naturale esprime di per sé un concetto ecologicamente ed economicamente più efficiente. Infatti non ci sono circolatori, parti elettriche o elettroniche e meccaniche in movimento, pertanto gli interventi di controllo del funzionamento dell'impianto e per la sua manutenzione saranno ridotti di numero e più semplici. C'è uno svantaggio (peraltro facilmente superabile) nel fatto che il serbatoio, dovendo stare a una quota superiore rispetto a quella dei pannelli, è di collocazione più complicata. Va sistemato sul tetto (e dunque a vista, con conseguente pregiudizio estetico), oppure nascosto nel sottotetto, sempre che la forma del tetto lo consenta. In entrambi i casi è necessario creare una struttura di sostegno adeguata a reggere il suo peso.

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Nel sistema a circolazione forzata l'accumulatore di acqua calda si trova a quota inferiore a quella dove sono collocati i pannelli. Il fluido del collettore scorre nel circuito chiuso grazie alla spinta di una pompa; qui si scalda sotto la radiazione solare e scalda a sua volta l'acqua.

Gli elementi principali che costituiscono l'impianto sono:

  1. collettore solare
  2. serbatoio di accumulo
  3. termostato differenziale o centralina
  4. pompa di circolazione
  5. vaso di espansione
  6. scambiatore di calore
  7. valvole.

A questi elementi base vanno aggiunti:

  • sonde di temperatura,
  • tubazioni stagne di raccordo glicole,
  • necessità di doppio serbatoio.

I    costi per la manutenzione riguardano:

  • pompa di circolazione,
  • valvole di sfiato,
  • centralina elettronica,
  • tenuta della raccorderia.

Infine vanno considerati i seguenti costi di esercizio:

  • consumo elettrico della pompa,
  • consumo combustibile della caldaia.

C'è un vantaggio nel fatto che il collettore, potendo stare a quota inferiore rispetto ai pannelli, è di facile collocazione in qualunque punto della struttura. La centralina elettrica può essere eventualmente alimentata da un modulo fotovoltaico. Ma nel complesso gli impianti a circolazione forzata presentano costi di installazione e di manutenzione alti e alcuni inconvenienti irrisolti, come la necessità di intervenire immediatamente in caso di rottura della pompa, pena la possibile compromissione di tutto il sistema.

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Giovedì, 17 Marzo 2011 10:06

Riscaldamento dell'acqua


Esistono molte tipologie di sistemi solari per riscaldare l'acqua. I più semplici ed economici sono i "sistemi passivi integrati", nei quali il serbatoio di accumulo è il collettore stesso. I sistemi attivi, più complessi ed efficienti, utilizzano collettori solari piani o a tubi evacuati ed accumulano l'acqua calda in un serbatoio separato. Integrati con sistemi tradizionali che intervengono nei periodi di freddo eccessivo o di consumi particolarmente aumentati, vengono essenzialmente finalizzati alla produzione di acqua calda per usi domestici e sanitari senza dispendio di energia elettrica: un solo collettore può scaldare l'acqua necessaria a una famiglia, più collettori possono contribuire al riscaldamento dell'acqua per sistemi radianti a massa temperatura che diffondono il calore a parete. Esistono però altre applicazioni che verranno descritte di ieguito. L'efficienza del sistema dipende dal tipo, da di-nensione e posizionamento rispetto al sole e dal clima.

Le tecnologie a circolazione naturale e forzata

Gli impianti solari per la produzione di acqua calda si sudlividono sostanzialmente in due tipologie:

  • a circolazione forzuta. La circolazione dell'acqua è determinata da "pompe" alimentate elettricamente.
  • a circolazione naturale. In questo caso la circolazione dell'acqua avviene naturalmente e il sistema non necessita di alcun contributo energetico oltre a quello solare.

Con sistemi a circola/ione naturale e t'orzata o possibile realizzare piccoli impianti individuali, oppure, in presenza di insediamenti più grandi (quali condomini o villaggi, fino a grandi comunità), installazioni di taglio più collettivo (impianti centralizzati). Quando possibili, questi ultimi costituiscono senz'altro la scelta energeticamente migliore.

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Sabato, 08 Gennaio 2011 09:43

Collettori per il solare termico

I classici pannelli solari sono costituiti da piastre metalliche annerite (captatori) che accumulano calore dalla radiazione solare e, trasmettendolo ad acqua che scorre in una serpentina di rame, la conducono a raggiungere alte temperature. La raccolta di radiazione solare da parte del collettore è basata sull'effetto serra: la luce del sole passa attraverso una lastra in vetro o plastica e investe un materiale foto-assorbente; questo converte la radiazione in calore mentre la lastra ne evita la dispersione nell'ambiente esterno. Si raggiungono così facilmente temperature intorno ai 95 °C. L'analisi dei collettori solari presenta dei problemi relativamente ai flussi di energia bassi e variabili e alla importanza della radiazione. Collettori piani Nel collettore piano c'è subito una trasformazione di luce solare in calore che viene trasportato dove scorre il fluido di raccolta: la radiazione passa attraverso una lastra di copertura trasparente e investe la superficie annerita dell'assorbitore, che l'assorbe e la converte in energia termica. Questo è il dispositivo più semplice e più largamente impiegato, ma i collettori piani, per quanto ben isolati, hanno un coefficiente di perdita termica che normalmente non li rendono adatti a usi che richiedono alte temperature (sopra i 100 "C).

I collettori senza vetri in acciaio sono lastre nere che, pur prive di vetro, mantengono buone efficienze di captazione. Perciò presentano diversi vantaggi: oltre ali' efficienza e ai costi contenuti, una certa flessibilità che rendendoli adattabili anche a tetti dalle su-perfici curvate consente la soluzione di problemi architettonici. Invece i collettori senza vetro in materiali plastici (quali ad esempio quelli in strati di gomma EPDM) sono poco costosi ma scarsamente efficienti.
La loro migliore applicazione è nel riscaldamento di piscine. Quando si desiderano temperature più elevate di quelle ottenibili con un collettore piano è necessario ridurre il coefficiente di perdita termica, per "evacuazione" e "concentrazione". Nel collettore a concentrazione un sistema ottico concentra la radiazione entrante prima che sia tra¬sformata in calore; quest'ultimo viene poi raccolto in modo convenzionale. I collettori a concentrazione vengono dunque associati alle alte temperature ed effettuano le minori perdite, ma sono molto costosi.

I collettori a tubi evacuati sono sigillati ermeticamente e contengono assorbitori metallici per assorbire ogni molecola che degassa nel vuolo. I tubi di vetro hanno resistenza strutturale alle differenze di pressione e sono eccellenti per lavorare a temperature fino a 120-150 °C. Il vuoto tra la superficie della copertura trasparente e quella dell'assorbitore impedisce perdite associate a conduzione o a convezione tra le due superfici. I collettori a entalpia possono venire impiegati anche per rendere più confortevoli porzioni di spazio esterno. Sono caratterizzati da un'alta circolazione di aria o di acqua a bassa temperatura, variabile fra i 5 e i 10 °C, e sono adatti a un doppio sfruttamento: d'inverno per riscaldamento, d'estate per raffrescamento passivo. Installazione dei collettori

Nell'installazione dei collettori alcune condizioni ottimizzano la resa di un impianto solare:

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Sabato, 08 Gennaio 2011 09:39

La progettazione del solare termico

Non va negato che in molte situazioni esistenti l'applicazione di tecnologie solari è resa ostica da una serie di vincoli che la rendono ancora antieconomica e scarsamente efficiente; per questa ragione e importante la qualità del progetto per corrette applicazioni. Inoltre va ricordato che è molto importante curare attentamente il progetto dal punto di vista estetico integrando adeguatamente i sistemi nelle architetture (per esempio nell'inclinazione del tetto, ma anche con soluzioni più innovative). Il progetto dei sistemi solari deve massimizzare i benefici economici derivanti dal risparmio di energia ordinaria durante la loro vita. In questo periodo di tempo ci si aspetta che, oltre ad ammortizzare il corrispondente del proprio costo, l'impianto faccia risparmiare garantendo un profitto ragionevole a chi vi ha investito. Al contrario, nel dimensionamento dei sistemi convenzionali e di quelli di integrazione del sistema solare, la priorità è garantire che sia sempre soddisfatta la massima domanda di riscaldamento o raffrescamento, mettendo il problema dell'efficienza economica solo in secondo ordine.

Costi e cicli di vita

All'atto di scegliere quale sistema adottare per il riscaldamento dell'acqua (ma anche se adottare o meno sistemi per la produzione di energia elettrica), è importante considerare non solo il costo iniziale ma soprattutto l'economia di gestione. Infatti se da una parte il costo di installazione di un impianto solare può essere varie volte più alto di quello dei sistemi elettrici o a gas, dall'altra il mancato (o fortemente ridotto) consumo di fonti costose di energia garantisce un risparmio giornaliero che sul lungo periodo rende il sistema solare più conveniente, anche in considerazione del suo tempo di vita di diversi decenni. La migliore economia di gestione si ottiene nelle grandi comunità, dove si ha la certezza del totale consumo dell'acqua calda prodotta dalla centrale solare, mentre sono ridotti al minimo i tempi di ammortamento dell'impianto. Nel campo dei sistemi energetici che sfruttano fonti rinnovabili, il sistema solare attivo ha dei vantaggi in dimensioni e costi ridotti, perdite contenute. Ma un atteggiamento non attento alla manutenzione e una scarsa comprensione dei principi di funzionamento possono compromettere i risultati.

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Le "tecnologie solari attive" (o "indirette" perché ope­rano una trasformazione) operano secondo due differenti modalità, si differenziano in "solare termico" e "solare fotovoltaico", come segue:

  1. gli impianti a collettori (cioè con pannelli captanti e con accumulatori di calore), che accumulano calore general­mente trasmesso ad acqua da scaldare, oppure ad aria, op­pure (più raramente) da convertire in energia elettrica; 
  2. gli impianti a celle fotovollaiche,che assorbono radiazione solare che viene direttamente convertita in energia elettrica.

I vantaggi ormai certi di un'installazione solare sono:

  1. Riduzione dell'impatto ambientale e dei consumi energetici: attingendo energia dal sole si riducono le emissioni di in­quinanti e il consumo di risorse preziose.
  2. Economia di gestione:conseguenza dell'uso gratuito dei raggi.
  3. Produzione di energia non inquinante e disponibilità di energia anche in luoghi isolati: con le tecnologie fotovoltaiche oppure con il solare termi­co per produzione di elettricità.

II  consumo energetico globale può essere apprezzabilmente ridotto anche grazie al diffondersi dei piccoli impianti; ove possibile, però, va posto l'obiettivo della centralizzazione.

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Venerdì, 13 Agosto 2010 07:36

Il solare termico: vediamo nel dettaglio

Quando il calore viene dell'alto
Nella produzione di energia da fonti rinnovabili, gli impianti solari termici stanno conquistando un peso sempre maggiore: in Italia la crescita è addirittura esponenziale, tanto che il nostro Paese si colloca oggi al quinto posto in Europa. Un ulteriore impulso potrà arrivare grazie alle detrazioni fiscali previste dalla legge Finanziaria che coinvolgono anche il solare termico. Tra i diversi sistemi, quelli a circolazione forzata sono i più diffusi e coprono i due terzi del mercato.
L'installazione di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda e per il riscaldamento della propria abitazione è una scelta sempre più alla portata dl tutti. Grazie alla crescente diffusione, i costi di produzione e di conseguenza quelli per il consumatore finale sono più contenuti rispetto al passato. Le diverse tipologie di impianti si distinguono per le caratteristiche tecniche del circuito: la scelta va fatta tenendo conto delle condizioni climatiche della zona di installazione. Gli impianti a circolazione naturale con circuito ad acqua e serbatoio sul tetto sono adatti per la sola produzione di acqua calda in luoghi a clima mite con un utilizzo stagionale (nel caso di circuito aperto) oppure annuale (circuito chiuso). I sistemi a circolazione forzata hanno una resa maggiore e sono adatti sia per produrre acqua calda sia per riscaldare l'ambiente: si possono installare anche in zone dove l'insolazione è inferiore.

Una mappa del territorio
Per sapere se la zona in cui si abita ha un irraggiamento compatibile con l'installazione di un impianto a pannelli solari occorre raccogliere i dati forniti da studi dell'Aeronautica Militare Italiana. In alternativa si possono utilizzare le informazioni raccolte dall'Enav, l'Ente Nazionale Assistenza del Volo o dall'Ucea, l'Ufficio Centrale di Ecologia Agraria istituito dal Ministero delle Politiche agricole. Esistono anche altri enti, in alcuni casi privati, che effettuano studi relativi alla previsione e al controllo dei parametri ambientali, come l'Enea, l'Enel, l'Ente Regionale per lo Sviluppo Agricolo della Lombardia, Ersal, che ha più di 20 stazioni di rilevamento della radiazione solare. Altra fonte importante è l'Atlante solare europeo elaborato dall'Istituto di Fisica dell'Atmosfera del Cnr, fondamentale per conoscere la distribuzione della radiazione solare in Italia e soprattutto per verificare l'effettiva quantità di energia solare mensile che può essere utilizzata da un impianto installato sul tetto o sulla facciata di un edificio.

A partire dai collettori
Gli impianti solari termici sono in genere costituiti da tre componenti principali.
I pannelli, o collettori, che captano la radiazione solare e la trasformano in calore. Sono rivestiti da una lastra di vetro, all'interno della quale è contenuto uno strato di rame che serve a immagazzinare il calore del sole. Attraverso uno scambiatore, questo viene poi trasferito a un fluido termovettore (acqua, glicole o aria) e quindi trasportato nel circuito. Il serbatoio di accumulo detto anche accumulatore, immagazzina il calore ottenuto e lo rende disponibile quando occorre.
Un impianto ad acqua può essere installato sul tetto, ma è adatto solo in zone in cui non si verificano gelate invernali. In alternativa, se si tratta di un impianto a circolazione forzata dove il fluido termovettore entra nel serbatoio, questo si può sistemare in casa, in cantina o nel sottotetto. Il circuito è costituito da un sistema di tubi di rame o di acciaio inox che dal serbatoio raggiungono
i collettori e viceversa.

E se i sole non basta?
L'impianto solare termico funziona anche nelle giornate nuvolose, perché i pannelli producono energia tanta anche quando non c'è il sole: sfruttano infatti non solo le radiazioni incidenti sul collettore, ma anche quelle presenti nell'atmosfera. D'estate, l'energia prodotta con il solare termico copre l'intero fabbisogno energetico. Nei mesi invernali e nei giorni in cui l'insolazione è scarsa, l'impianto serve invece soltanto per preriscaldare l'acqua; per raggiungere temperature più alte, il serbatoio deve essere collegato a una tradizionale caldaia a metano, a gasolio o a gpl.

Quantificare il risparmio
L'impianto solare termico permette di contenere in modo significativo i costi in bolletta: l'ammortamento della spesa iniziale può avvenire anche in soli 2-3 anni. E i costi di gestione sono molto bassi, anche al 20-30%, basta che l'impianto abbia alcune caratteristiche. La superficie dei collettori deve corrispondere a circa 1/10 di quella della casa. I pannelli vanno orientati verso Sud: se sono esposti a Ovest o a Est devono avere una superficie maggiore. Vanno montati con l'asse inclinato di 60° rispetto al piano orizzontale: se la pendenza del tetto non è questa, la resa sarà inferiore. L'impianto di riscaldamento deve essere a bassa temperatura, funzionare cioè con pannelli radianti, all'interno dei quali scorre acqua a 30°C circa. E' importante anche che la casa sia ben coibentata e che quindi non si verifichino dispersioni di energia termica. Per l'installazione di pannelli solari termici costruiti ai sensi della normativa Uni 129/75 e con garanzia di 5 anni è possibile godere, in base alla Finanziaria 2008. dell'aliquota Iva al 10% e di detrazione Irpef del 55% sulla spesa dilazionata tra i 3 e 10 anni (per interventi su un edifici esistenti).

Un esempio di preventivo
Per coprire il 70% del fabbisogno annuale di una famiglia di 4 persone. la superficie dei collettori deve essere compresa tra 0,5 e 1.2 mq per persona: la variabilità dipende dalla latitudine e quindi dell'incidenza della radiazione. Il serbatoio di accumulo deve avere una capienza pari a 70 litri per ogni metro quadrato di superficie captante. Un impianto solare termico di questo tipo, compresa la manodopera, i materiali e l'Iva. mediamente costa intorno ai 7.500 euro.

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Verifica preliminare di fattibilità attraverso sopralluogo, definizione di un progetto preliminare e presentazione di un preventivo economico ad opera di un tecnico iscritto all'albo professionale (ad esempio progettista) o di una ditta installatrice specializzata; verifica degli strumenti e delle forme di finanziamento dell'investimento offerti da istituti di credito, anche attraverso il coinvolgimento di imprese installatrici o società di servizi energetici (ESCO); verifica del consenso e adozione della decisione nell'ambito del condominio; verifica della eventuale sussistenza di vincoli culturali, paesaggistici, naturalistici o urbanistici all'intervento ed eventuale richiesta di autorizzazione alle autorità sovracomunali competenti (ad esempio Soprintendenza nel caso di edificio dichiarato di interesse artistico e storico); verificare se il Comune ha previsto agevolazioni sulle imposte locali (ad esempio aliquota agevolata ICI); presentazione di Denuncia di Inizio Attività (Dia) al Comune territorialmente competente; comunicazione preventiva al Comune competente nei casi di impianti aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e orientamento della falda e i cui componenti non modifichino la sagoma degli edifici stessi; elaborazione del progetto esecutivo dell'impianto (ad opera di un tecnico iscritto all'albo professionale); esecuzione dei lavori di realizzazione dell'impianto; presentazione della dichiarazione di fine lavori al Comune.

Attenzione a...
Lo Stralcio di Piano per il riscaldamento ambientale e il condizionamento, allegato al piano regionale per la qualità dell'aria, nonché la legge regionale 13/2007 sul rendimento energetico nell'edilizia, prevedono l'obbligo di installare impianti solari termici integrati nella struttura edilizia, dimensionati in modo tale da soddisfare almeno il 60% del fabbisogno annuale di energia primaria richiesto per la produzione di acqua calda sanitaria di un edificio residenziale di nuova costruzione o di un edificio esistente sottoposto a intervento di: ampliamento o sopraelevazione o ristrutturazione edilizia (non manutenzione straordinaria); nuova installazione o ristrutturazione di impianti termici (non sostituzione di generatore di calore).

Maggiori informazioni
Ulteriori informazioni sulle caratteristiche degli impianti a collettori solari sono disponibili sul sito ENEA: http://efficienza energetica.acs.enea.it

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Disponibilità di spazio. Al nord d'Italia occorre 1 m2 di superficie attiva di pannello (cioè di superficie del pannello atta ad assorbire la radiazione solare) per ogni persona dell'unità abitativa. il serbatoio di accumulo è normalmente della capacità di 75 litri/giorno a persona.

Corretta esposizione.
L'esposizione ottimale è a sud, ma comunque anche a Sud-Est o Sud-Ovest la perdita di capacità di produzione è limitata.  Assenza di ostacoli che creano ombreggiamento (edifici, alberi ecc.).

Opzioni tecniche alternative
L''impianto a pannelli solari termici, come già detto, è utilizzato prevalentemente a integrazione degli impianti esistenti di produzione di acqua calda sanitaria e/o di riscaldamento. Esistono principalmente due tipologie di pannelli solari, ognuna delle quali è più indicata all'integrazione di un tipo di impianto: pannelli solari vetrati piani, usati soprattutto per la produzione di acqua calda sanitaria. Il radiatore è all'interno di un pannello in vetro, che trattiene i raggi infrarossi con conseguente aumento del rendimento; pannelli solari sottovuoto a tubi, usati per la produzione di acqua calda sanitaria e/o riscaldamento dell'edificio, tubi del radiatore sono sotto-vuoto, impedendo la cessione e la dispersione del calore. Hanno rendimenti e costi più elevati della tecnologia a vetri piani. L'impianto a pannelli solari nel suo complesso si differenzia, invece, in base al tipo di circolazione del fluido termovettore all'interno dello scambiatore. La circolazione può essere: naturale: il fluido riscaldato, in quanto più leggero, risale verso l'alto, dove è presente il serbatoio di accumulo integrato al pannello; forzata: il flusso del liquido è agevolato dall'ausilio dì una pompa elettrica, che permette una migliore circolazione e quindi consente di installare il serbatoio separatamente.

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Sabato, 05 Giugno 2010 13:15

L'impianto termico in un condominio

L'elemento centrale è la caldaia dove viene bruciato il combustibile che riscalda il liquido termovettore, cioè l'aria o l'acqua. Questo, attraverso un sistema di tubazioni, arriva ai corpi scaldanti. A seconda che l'impianto di riscaldamento sia centralizzato o autonomo, occorrono caldaie di potenza termica diversa. Nei primi si installano apparecchi con potenza superiore ai 35 kW, che vanno sistemati in un apposito locale caldaia, chiamato anche centrale termica; per accensione e la regolazione occorre l'intervento di un tecnico specializzato. Gli impianti autonomi funzionano invece con caldaie di potenza inferiore ai 35 kW.

Sistemi di distribuzione
Attraverso le reti tubiere, il fluido termovettore passa dalla caldaia ai corpi scaldanti, che trasferiscono il calore all'ambiente. Negli impianti più vecchi questi condotti sono in ferro o in rame, mentre nei attuali sono in materiale plastico sintetico resistente alle alte temperature. I corpi scaldanti più comuni sono i radiatori con piastra a colonne o a elementi componibili, ghisa, acciaio o alluminio. Sono sempre più diffusi anche i ventilconvettori pannelli radianti con serpentine incassate a soffitto, pavimento o a parete. Lo scarico fumi può essere sopra il colmo dei tetti, nel caso l'impianto sia centralizzato, oppure a parete, se e caldaie sono autonome.

Se si vuole l'autonomia
In questo tipo di impianto, il generatore di calore è installato in ogni unità immobiliare: è quindi possibile una regolazione individuale e precisa della temperatura. Si evitano così sprechi di energia e in molti casi il comfort termico migliora, ma bisogna considerare che non sempre la gestione individuale consente un risparmio. Il sistema dì riscaldamento autonomo è la soluzione migliore se si vuole tenere acceso l'impianto solo in certi periodi dell'anno o per poche ore al giorno. La temperatura si imposta in modo preciso tramite un termostato e, quando si è assentì anche per brevi periodi, la caldaia può essere tenuta spenta. Si riescono così a ridurre notevolmente le dispersioni di calore e gli sbalzi termici. Si paga soltanto il combustibile effettivamente consumato, e quindi, grazie a una gestione più razionale del riscaldamento, è passibile ridurre gli sprechi dì energia e risparmiare sulle bollette. In caso di vendita dell'immobile, la presenza del riscaldamento autonomo è in genere un elemento che ne incrementa il valore. Se tutti gli appartamenti hanno il riscaldamento autonomo, per alcuni può verificarsi uno svantaggio: quello dei cosiddetti “furti di calore”, perché in genere gli immobili al centro dell'edificio beneficiano gratuitamente del calore prodotto nelle abitazioni adiacenti. In termini economici, il costo iniziale per realizzare tanti impianti autonomi è piuttosto elevato. Bisogna considerare infatti che la somma dei costi delle singole caldaie è pari a circa il doppio di quello richiesto per una caldaia centralizzata. L'installazione di un impianto di riscaldamento autonomo è consigliabile soprattutto in fase di nuova costruzione o di ristrutturazione. Bisogna mettere infatti in conto notevoli opere murarie interne. E' necessario rompere muri e pavimenti, per consentire il passaggio delle nuove tubature che trasportano acqua calda e gas, e anche costruire camini e canne fumarie per lo scarico dei fumi.

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