Martedì, 08 Marzo 2011 10:40

Stufe in pietra oliare

La pietra oliare, dal tenue colore grigio-verde, è la cosiddetta "pietra di fuoco" usata tradizionalmente dai popoli nordici, composta da magnesite e in grado di accumulare grandi quantità di calore. Le stufe realizzate con questo particolare tipo di pietra sono in grado di accumulare calore in quantità pari a circa due volte c mezzo quello delle tradizionali stufe, con una condultibilità otto-dieci volte maggiore. I sistemi di funzionamento possono essere analoghi a quelli già descritti ma in genere sono a doppia combustione e hanno una conduzione dei fumi in controcorrente, con lo scopo di sfruttare al massimo l'energia termica contenuta nella legna e di ridurre le emissioni.

Il calore viene immagazzinato in modo uniforme per essere ceduto all'ambiente con un'autonomia di 12/24 ore a seconda delle dimensioni della stufa. I gas nocivi sono ridotti al minimo poiché vengono bruciali nella seconda camera di combustione dove la temperatura sale fin quasi a 900 °C, mentre quando il fumo raggiunge l'esterno la sua temperatura non supera i 130 ° C.

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Martedì, 08 Marzo 2011 10:39

La stufa di maiolica ad aria calda

In questo caso "l'aria calda" a cui ci si riferisce non è quella circolante nelle pareti per dare effetto radiante, ma è l'aria stessa dei locali che, risucchiata all'interno dei muri per convezione, viene riscaldata e infine restituita all'ambiente. Il suo funzionamente abbina dunque in modo più determinante il principio convettivo a quello radiante ceduto dalle mattonelle, che si riscaldano da 65° fino a 80°, in misura maggiore rispetto ad altri sistemi di riscaldamento.

Anche qui il nucleo della stufa è costituito da un corpo riscaldante in ghisa che, unito alla superficie riscaldata dai "giri di fumo" in ceramica, riscalda l'aria fredda che affluisce dall'ambiente e che poi si riversa tiepida attraverso le griglie di ventilazione nelle diverse stanze. La stufa ad aria calda ha un'alta potenzialità di riscaldamento ma deve essere alimentata due o tre volte al giorno. Esaminate anche le possibilità che una stufa ha di irradiare calore in maniera ottimale in tutti i locali si deve concludere che la sua collocazione più adatta sia al centro della casa e magari posta a cavallo tra più locali, dove assume una posizione strategica rispetto alla possibilità di irradiare calore "dal centro alla periferia".

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Martedì, 08 Marzo 2011 10:38

La stufa di maiolica a radiazione

Nella stufa di maiolica a radiazione il principio dell"'ipo-causto" si realizza in forma leggermente modificata: la fornace (per combustibili solidi o gasolio) con corpo in ghisa riscalda l'aria racchiusa dalle pareti in ceramica o muratura, la quale trasmette il suo calore a queste ultime, esse si riscaldano e trasmettono a loro volta il calore ai muri adiacenti per radiazione. In questo modo si possono riscaldare più vani da un unico punto; la capacità di riscaldamento per ogni singolo vano è data dalla superficie di ceramica muratura raggiunta internamente dall'aria calda. Questa stufa trova impiego specialmente in casi dove si ha bisogno di una resa molto alta.

La capacità di riscaldamento è determinata dalla grande/za del corpo in ghisa. Per poter scaldare vani più lontani mediante un radiatore vengono prodotti anche corpi in ghisa per combustibili solidi e per gasolio combinati per aria calda e acqua calda. Anche in questo caso si può mantenere la temperatura dell'aria interna ai locali più bassa di quella che normalmente viene considerata adeguata, con gli stessi vantaggi descritti a proposito della parete riscaldante. Un tale impianto può essere utilizzato a un piano oppure svilupparsi dalla cantina fino a due o tre piani.

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La stufa tradizionale piena è realizzata essenzialmente in due modalità: in muratura (con pietre, mattoni o refrattario) e intonacata a calce, oppure, ancora più efficiente, rivestita in piastrelle di maiolica o in pietra oliare. Dal punto di vista architettonico, sia per forma che per colore, essa è adattabile allo stile di qualunque ambiente interno e costituisce una scelta fisiologicamente sana, energeticamente ed ecologicamente consigliata, che risponde a tutti i requisiti di un buon impianto di riscaldamento (compreso un impiego semplice ed economico).
Il calore prodotto da una stufa di questo tipo addossata alla parete viene trasmesso soprattutto per convezione, ma quando essa abbia tutti i lati liberi e la possibilità di irradiare il calore liberamente, esegue il compito di un'irradiazione ottimale che procura benessere e riduce al minimo i movimenti d'aria e la circolazione della polvere. Per questa ragione, posto al centro dello spazio comune, questo focolare diviene il "cuore sociale" dell'abitazione. Poiché la fiamma brucia direttamente nella camera di combustione sprovvista di grata, a contatto diretto con la base della camera di fuoco, si produce calore anche sulla superficie di base: dunque la stufa non dovrebbe essere montata direttamente sul pavimento, bensì staccata da terra (su un basamento in muratura o su "piedini"), con aperture per la circolazione dell'aria, in modo da irradiare liberamente anche verso il basso.
Si distinguono tre tipi di costruzioni: leggera, media e pesante. Quasi sempre viene utilizzato il tipo di costruzione medio, che risulta sufficiente anche come fonte di calore primaria. Il peso di una stufa (è importante tenerne sempre conto per la portata dei pavimenti) è di circa 150 kg/m2 di superficie radiante.
Le misure della stufa variano in base ai calcoli del fabbisogno di calore.
Essa può essere utilizzata per riscaldare un solo vano oppure, costruita a cavallo di una parete divisoria (addossata ad essa dalle due parli, mentre all'interno costituisce una struttura unica) anche per due o più vani, con il vantaggio aggiuntivo di isolare acusticamente le due stanze.
La struttura interna è costituita da un corpo di mattonelle e da una camera di combustione per l'inserimento del combustibile (di forma diversa in base al combustibile usato), alla quale si accede tramite un portello in ghisa ben isolata.

Connessi alla camera di combustione il costruttore della stufa crea sapienti percorsi obbligati, attraverso i quali il fumo viene costretto a circolare in volute che attraversano la stufa e la riempiono del tutto; un tubo di collegamento (tubo fumo) infine collega la stufa alla canna fumaria. Sia le mattonelle esterne che le tavelle in argilla refrattaria, usate per l'intera costruzione interna, accumulano calore per poi emanarlo lentamente e trasmetterlo all'ambiente: alle pareti, agli arredi e all'uomo. Il tubo di fumo, invece, è in materiale ceramico. La costruzione interna dipende dal tiraggio della canna fumaria a disposizione. Se il consumo di forza della stufa è eccessivo rispetto al tiraggio della canna fumaria la combustione è incompleta, con particelle non combuste nei gas di scarico e intasamento dei giri di fumo e della canna fumaria. Se invece il consumo di forza della stufa è insufficiente rispetto al tiraggio della canna fumaria, i gas di scarico fuoriescono a temperature troppo alte determinando uno spreco nella perdita di calore. In rapporto alle dimensioni e posizione della canna fumaria, e alla dimensione della stufa, ogni installazione richiede dunque i relativi calcoli; la stufa di maiolica che se ne otterrà sarà difficilmente utilizzabile per un'altra canna fumaria.
Un giusto dimensionamento darà luogo a buona combustione, efficiente sfruttamento del calore nei giri di fumo, distribuzione uniforme del riscaldamento attraverso il materiale refrattario e le mattonelle. Un'alta capacità di accumulazione e inerzia termica garantisce il mantenimento del calore anche dopo lo spegnimento del fuoco. La struttura ad accumulazione termica di questa stufa è tale per cui la quantità di legna necessaria a coprire il fabbisogno termico deve essere bruciata nel più breve tempo possibile e a pieno fuoco.
La stufa tradizionale piena viene costruita in versioni specificamente ideate per funzionare a legna o pellets, capaci di bruciare in modo completo ed ecologico il combustibile, (che proviene da una fonte energetica rinnovabile, igienica, priva di zolfo, con produzione di CO2 bilanciala). Ma oltre alla legna anche tutti gli altri combustibili solidi possono essere utilizzati per scaldare in maniera economica, compresi i rifiuti secchi (eccetto quelli di plastica) e materiali cartacei di imballaggio o di scarto. In alternativa alla legna, la scelta del combustibile è determinata dal fabbisogno di calore. I combustibili a fiamma corta (carbone a fiamma corta, uova di antracite, carbone kok etc) però sono adatti solo per stufe di piccole dimensioni (fino al massimo di 3,5 m2, di superficie) capaci di poter funzionare a fuoco continuo. Combustibili a fiamma lunga diversi dal legno (carbone a fiamma lunga, mattonelle di lignite) sono adatti anche per stufe più grandi che però non superino una superficie radiante di circa 8 m2. La quantità di combustibile è calcolata per circa dodici ore, ritenute sufficienti per ottenere la massima potenza calorica per una stufa di maiolica, tenendo anche conto della perdita del calore del fumo ceduto alla canna fumaria. Il caricamento avviene usando principalmente legna secca, con un consumo medio tra gli 8 e i 12 kg per ogni carica. Nei periodi più freddi la carica avviene mediamente due volte nell'arco di 24 ore. Con temperature medie e con uso continuo della stufa la quantità di legna necessaria si riduce ulteriormente.

Il processo di combustione richiede un certo tempo che, a seconda della quantità di legna, può andare da mezz'ora a un'ora o più, ma che produrrà molte altre ore di tepore successive. Una volta avvenuta la combustione, il portello, che deve essere perfettamente isolato, va chiuso ermeticamente in modo che non insorgano perdite di calore dall'interno della stufa; inoltre le braci si mantengono fino al successivo caricamento.
Il fondo della camera di combustione garantisce una sede capiente per la cenere, che avendo spazio per accumularsi abbondantemente garantisce il mantenimento della brace e minore necessità di rimuoverla. Essa non va mai tolta completamente dalla camera di combustione, nemmeno durante l'estate, perché quando si riprende l'uso della stufa è la sua presenza che consente alla brace di mantenersi accesa. Come abbiamo già visto, la canna fumaria rappresenta il "motore" della futura stufa di maiolica, della quale determina in molti casi forma e struttura interna. Data la necessità di queste stufe di bruciare velocemente il combustibile si forma in breve tempo una grande quantità di fumo che la canna fumaria deve poter assorbire. Se quindi essa ha un'altezza che non supera dal pavimento i 3,5-4 metri (come nel caso di edifici ad un piano) bisogna prestare la massima attenzione perché la forza prodotta nella stufa non superi il suo tiraggio.
Per ovviare alle canne fumarie corte bisogna ricorrere a stufe alte (magari fino al soffitto), a colonna e con superficie di base ridotta, nella cui parte inferiore è sita solo la camera di combustione che passa subito a giri di fumo orizzontali o circolari. Una stufa calcolata e costruita coscienziosamente è un prodotto di lunghissima durata che mantiene il suo valore nel tempo. Usata correttamente può funzionare senza problemi per 25-30 anni e dopo tale periodo richiede solo ricambi delle parti interne.

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Giovedì, 12 Agosto 2010 09:19

Stufe e camini

Per gli inglesi deve essere old, gli americani lo preferiscono scenografico), agli italiani piace acceso e vivace, per rallegrare una serata con gli gli amici' o per rendere più intima una pausa di relax. Protagonista nelle taverne di campagna e negli chalet di montagna, il caminetto è un optional sempre più chiesto, anche nelle abitazioni di città. I più vicini alla tradizione sono i modelli a focolare aperto, venduti a gogo in kit di montaggio che non richiedono lavori di muratura. Suggestivi nell'effetto, sono però esposti a una dispersione del calore decisamente superiore a quella di monoblocco, dotati di scocca interna in acciaio e porta in vetro temperato. Le funzioni si moltiplicano infine nei termocamini in grado di alimentare l'impianto di riscaldamento di un'intera abitazione tramite il collegamento con il sistema di condutture termiche. Il calore si propaga, a seconda dei modelli, per irraggiamento o per convenzione. Riscaldando l'aria in circolo: più sano e naturale il primo, più confortevole il secondo.

Domare il fuoco, liberarne la bellezza
Imprigionare il fuoco e sprigionarne il calore a 360°, addomesticare un elemento naturale così incontrollabile in un progetto estetico di calda eleganza: questo il risultato delle stufe-camino firmate Hase, marchio tedesco specializzato nel settore da oltre 25 anni e distribuito in esclusiva per il nostro paese da Celsius Italia. Vincere i preconcetti sull'oggetto stufa e renderla un complemento d'arredo adattabile a qualsiasi ambiente, dal più tradizionale al più contemporaneo, è infatti l'obiettivo di un'azienda che arricchisce con il valore aggiunto del design ogni prodotto, già forte di una funzionalità perfetta e di ottimi materiali costruttivi. Tutti i modelli Hase sono coperti da una garanzia di cinque anni e testati secondo le più rigorose normative europee. La stufa è un acquisto aggiornato e sicuro, che garantisce soddisfazione nel tempo. Oltre a riscaldare in modo ecologico, ha dimensioni ridotte rispetto a un camino e una resa termica superiore.

Chi pensa a forme antiquate, rubi fuligginosi e calore poco omogeneo è destinato a ricredersi: le nuove stufe sono a prova di maniacalità igienista e hanno design minimalista, creano temperature confortevoli in ambienti anche molto ampi e sono di agevole manutenzione. Non solo: quelle in maiolica e in pietra ollare riscaldano anche per irraggiamento e continuano a diffondere calore per ore dopo che la fiamma si è spenta. Notevoli pure i vantaggi delle stufe in ghisa, e soprattutto in acciaio inox, capaci di far sentire la loro azione in pochi minuti. Molta attenzione va prestata alla pulizia delle griglie e della canna fumaria, per evitare che i residui di combustione possano impedire lo scambio termico. Non solo legna per alimentare le stufe, a seconda dei modelli funzionano anche a gas. a gasolio o a carbone, il sistema più pratico, per i modelli predisposti, è il pellet, un combustibile ad altissimo rendimento calorico costituito da ovuli di segatura pressata, senza aggiunta di collanti. Ha costi molto bassi e produce come rifiuto un fumo trasparente, risolvendo ogni problema di pulizia.

Camini: le tipologie

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Mercoledì, 23 Giugno 2010 09:56

Caminetto e stufa: un caldo tutto tradizionale

Camino e stufa sono insostituibili presenze per dare a casa tua un'impronta familiare o per riscaldarla bruciando legna e pellet con le nuove tecniche di combustione. Come mezzi complementari alla caldaia o come sistemi primari (canalizzando aria o acqua calde) permettono anche di bypassare i problemi di costo e disponibilità dei combustibili fossili. Naturalmente per utilizzarli ci vuole la canna fumaria, che deve essere riservata al solo camino o alla stufa. La canna deve avere dimensioni adatte alle caratteristiche del focolare e portare in sommità un comignolo antivento e antipioggia. Materiali (acciaio o refrattario) e modalità terranno conto della temperatura elevata dei fumi prodotti dalla combustione di legna (è bene che il condotto si trovi a distanza
di sicurezza da solai e travi in legno). L'edificio o la villetta non ne sono dotati? Compatibilmente con autorizzazioni condominiali e comunali, puoi costruire la canna fumaria in muratura, addossata a una parete perimetrale, oppure adottare quella esterna d'acciaio.

Dai ossigeno alla combustione
Non dimenticare, anche per camino e stufa è d'obbligo la presa d'aria. Non tramonta infatti l'imposizione della legge 46/90 sull'obbligo di averla nel locale dove sono installati apparecchi che bruciano ossigeno, come caldaia a camera aperta, o fuochi a gas per cucinare. Non è un optional, si tratta di garantire un equilibrio di ossigeno nei locali, in modo che la combustione avvenga correttamente senza toglierci aria o senza causare ritorni di fumo ed emissione dell'invisibile gas killer, l'ossido di carbonio, che procura guai irreversibili. L'apertura deve avere una dimensione proporzionata alla potenza degli apparecchi (caldaia+scaldabagno a gas+piano di cottura), cioè 6 cmq per ogni kW, ma mai inferiore a 100 cmq. E se negli ambienti agiscono aspiratori meccanici o elettrici, nel calcolare la dimensione dovrai sommare anche la potenza dell'aspiratore. L'apertura va praticata vicino al pavimento, in zona non ostruibile da mobili e oggetti, protetta da una griglia.

Non sottovalutare il fuoco
Nessuna legge impone norme antifuoco nelle abitazioni. Le riserva solo agli ambienti pubblici. Non sono rari però i casi di incendio anche nelle case e il consiglio è quello di prevenirli almeno dove il rischio è più elevato. A partire da materassi e moquette, insidiati da sigarette abbandonate, specie se si fuma a letto o davanti alla Tv, per proseguire con le tende, che si possono incendiare se addossate a una lampada o a qualsiasi altra fonte di calore, ai rivestimenti di divani e poltrone. L'A I.T.A. ti informa che anche per la casa trovi tessuti e materassi classificati secondo la resistenza che oppongono alla fiamma, da scegliere secondo il grado di rischio cui sono esposti. Altri sono i componenti che tutelano la casa dall'incendio, e un ruolo l'hanno anche pareti e soffitti. In una ristrutturazione o nuova costruzione, per l'isolamento termoacustico preferisci pannelli antifuoco, mentre le eventuali travi a vista in mansarda andrebbero trattate con vernice ignifuga trasparente.

Ci sono poi le porte tagliafuoco, utili soprattutto nel caso che il garage comunichi direttamente con l'abitazione. Anche l'impianto elettrico può causare incendio per via di cortocircuiti, ma se è a norma le probabilità si riducono drasticamente. Un'altra causa d'incendio è lo strato di fuliggine altamente infiammabile, accumulato nella canna fumaria di camino e stufa: fondamentale la pulizia periodica. Anche in casa, come negli edifici pubblici, ci sta bene un estintore; tieni in cucina, sotto il lavello, un modello per piccoli incendi, mentre in ingresso sarà utile un estintore più capace. Devi però verificare che sia sempre efficiente, e per questo ogni apparecchio va revisionato ogni sei mesi. Segui sempre le modalità d'uso, che trovi stampate sull'estintore stesso.

Pubblicato in La casa